339 Gesù: “Figlia, non temere, Tutto sarà guidato da Me”. 04/12/2013
339 Gesù: “Figlia, non temere, Tutto sarà guidato da Me”.

Gesù: “Figlia, non temere, Tutto sarà guidato da Me. Ti darò di camminare nella Fede e nelle Profondità dei Miei Figli. Ogni Grazia vi sarà data, per accogliere il Mio Dire, il Mio Volere. E così sia!
Figlia, non c’è altra via, per guardare la Via della Luce, se non si entra in Comunione con la Preghiera. Il Vangelo sia in mezzo a voi, così Io, Signore, posso operare con la Mia Parola ed ognuno scelga l’Aprire del Libro ed a te, Figlia, ascoltare Ciò Che ho da donare loro. E così sia!
Ti indicherò la Strada man mano che ti riterrò Pronta. Che in voi non manchi la Preghiera Continua: Gesù in mezzo a voi. Sì, Figlia, il Santo Rosario deve essere la Base di Partenza: dopo la Consacrazione, immergete il vostro Cuore nell’Amore di Maria e Tutto vi orienterà verso la Luce dell’Anima.
Coraggio! Siate Umili e Docili e si coronerà la Gloria a Dio e la Sazietà in voi. E così sia!
Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen” (19.07.2013 Venerdì. S. Epafra. S. Macrina. S. Simmaco).

Luci sul Messaggio.

1 > Gesù: “Figlia, non temere, Tutto sarà guidato da Me”: sento la Pace di Gesù, Che mi avvolge e mi incoraggia, perché sarà Lui a guidarmi in Questo Incontro, da Lui voluto.

2 > “Ti darò di camminare nella Fede”: Tutto si aprirà nella mia Anima e camminerò dietro le Orme di Gesù, Che mi condurrà nelle

VERITÀ PROFONDE DELLA VERA FEDE.

3 > “e nelle Profondità dei Miei Figli”: Gesù mi darà Luce su ciò che i presenti portano nelle loro Profondità.

4 > “Ogni Grazia vi sarà data, per accogliere il Mio Dire”: ognuno di noi, per Dono, riceverà la Grazia di accogliere e riconoscere Ciò Che il Signore aprirà.

5 > “il Mio Volere”: Ciò Che è Bene per ognuno di noi.

6 > “E così sia!”: Ascolto e Accoglienza.

7 > “Figlia, non c’è altra via, per guardare la Via della Luce, se non si entra in Comunione con la Preghiera”: Gesù ci richiama gli Insegnamenti Che ci ha donato, quando si recita il Santo Rosario: non parole che scorrono. Ma Parole Incarnate, perché

OGNI PAROLA DEL SANTO ROSARIO
HA IN SÉ
LA STORIA DELLA FEDE:
LA VENUTA DEL FIGLIO DI DIO IN MEZZO A NOI.

8 > “Il Vangelo sia in mezzo a voi”: Gesù ci invita ad avere con noi il Vangelo.

9 > “così Io, Signore, posso operare con la Mia Parola”: Ciò Che colgo è che il Signore ci parlerà attraverso il Vangelo e Ciò Che ascolteremo sarà Ciò Che ognuno di noi ha scelto.
Ma quello scegliere, per noi sarà aprire la Bibbia; per il Signore sarà indicarci il Brano, affinché sia per noi Insegnamento e Specchio per la nostra vita.

10 > ed ognuno scelga l’Aprire del Libro ed a te, Figlia, ascoltare Ciò Che ho da donare loro”: ognuno di noi, a piacere, aprirà la Bibbia e, dopo aver letto, il Signore si servirà di me per donare Luce, Spiegazioni su Quel Brano, che sembra, apparentemente, scelto a caso.
Ma non è così, perché è Gesù Che guiderà Tutto: una Scuola Divina, con la Presenza del Buon Maestro.

11 > “E così sia!”: Gesù:

“BEATI COLORO CHE ASCOLTANO CON ORECCHI DI VERITÀ”.

12 > “Ti indicherò la Strada man mano che ti riterrò Pronta”: Gesù rispetterà i miei Tempi. Non devo aver timore. Non devo portare alcun peso, perché, anche se attraverso di me passerà Quella Verità Che può far male, sarà Lui a donare Pace a me, che annuncio e alla persona che riceve.

13 > “Che in voi non manchi la Preghiera Continua: Gesù in mezzo a voi”: il Tutto deve essere Ricolmo di Preghiera, Quella Preghiera Che ti eleva e ti fa vedere e sentire con l’Amore della Pace Interiore: il Leggere e il Sentire della Fede, Che trova in ognuno di noi Quell’Apertura di Accoglienza, perché quell’io viene messo all’angolo e la Luce di Verità prende Tutto il Suo Spazio per lavare e guarire, Quel Benessere di Cui le nostre Profondità hanno Bisogno, Tanta Pulizia per risollevarsi.

14 > “Sì, Figlia, il Santo Rosario deve essere la Base di Partenza”: così come ci ha sempre insegnato il Signore, ad ogni nostro Incontro il Santo Rosario, preceduto dalla Consacrazione: Quelle Armi di Protezione e di Nutrimento, perché Tutto si svolga nella Quiete e nell’Abbandono.

15 > “dopo la Consacrazione, immergete il vostro Cuore nell’Amore di Maria e Tutto vi orienterà verso la Luce dell’Anima”: i Frutti che cominciamo a sperimentare quando recitiamo il Santo Rosario, incarnando le Parole: sentirLe nel Cuore, sentire Quel Bisogno, Quella Sete di PronunciarLe per sentire Vicini i Cieli, Quel Bisogno di sentirsi alimentati.
Se si vive Questa Pienezza, si sentirà la Pace nel Cuore, Quella Dolcezza di Maria Che riscalda, Quel Calore Che diventa Luce, Amore e illumina la Via, Quella Via di Purezza Che ti conduce a bussare all’Anima.
E vivi

TUTTO QUELL’INCONTRO D’AMORE:
QUELLA MAMMA E QUEL FIGLIO DENTRO DI NOI,
CHE SONO UNITI DA
QUESTA VIA DI LUCE.
QUESTA È LA PIENEZZA CHE IL CRISTO RISORTO PORTERÀ COME
IL NUOVO SU QUESTA TERRA.
ECCO LA NUOVA UMANITÀ:
LA GUARIGIONE INTERIORE DI OGNI FIGLIO.

Il vivere Questa Bellezza Interiore sarà Quella Forza Che risolleverà Tutti Quei Figli che desiderano rialzarsi e sollevarsi da terra. In Questo Incontro Gesù ci farà sperimentare, in Piccolissima Parte, Ciò Che sarà la Crescita in Questo Cammino di Salvezza.
È come se Gesù mi avesse dato di vedere una Luce in più della Scuola Divina.

16 > “Coraggio! Siate Umili e Docili”: ogni volta Che il Signore ci raduna, il nostro pensiero non deve prendere il sopravvento, ma in noi la Certezza Che Qualunque Cosa il Buon Maestro ha da insegnarci, è solo per Amore.
Ma, in Quell’Amore, non dimenticarci mai, Che è Presente la Verità Necessaria per un Cammino di Purificazione.

17 > “e si coronerà la Gloria a Dio”: il rimanere Saldi in Ciò Che ci viene annunciato dà Gloria a Dio, perché si compia sempre la Sua Volontà e in noi la Forza di farci piccoli discepoli in Ascolto.

18 > “e la Sazietà in voi”: il Ritorno dell’Amore di Dio sarà per noi Fonte di Benessere e Sollievo. Non c’è Cosa più Bella Che vivere la Pace Interiore:

QUELLA PACE CHE TI PERMETTE DI GUARDARE CON
L’AMORE DI DIO
DENTRO DI TE E ATTORNO A TE:
IL MIRACOLO PIÙ BELLO
AL QUALE I FIGLI DI DIO DOVREBBERO ASPIRARE.

19 > “E così sia!”: Gesù:

“CHI HA ORECCHI PER INTENDERE, INTENDA”.

20 > “Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen”: la Benedizione dei Cieli, come Custodia per il nostro Incontro.

Incontro del 20 Luglio 2013 Sabato- S. Elia, Profeta.

La Portavoce: “In Questo Argomento il Signore ci ha fatto vivere una Comunione con i Cieli: quanto si percepiva la Presenza Divina in mezzo a noi e, la Cosa più Sorprendente: vivere il Tutto con Pace e Naturalezza, ma questo lascio che sia ognuno dei presenti a dare Testimonianza di Ciò Che ha vissuto, di Quanto è Bellezza e Amore camminare con gli Insegnamenti di Gesù, come Buon Maestro nelle nostre vite terrene.
Ciò che doniamo è una registrazione di un Incontro del 20 Luglio e, se abbiamo impiegato tanto tempo, è perché siamo stati meticolosi nel riascoltare e imprimere sui Fogli il Tutto, per non perdere neppure il più Piccolo Insegnamento di Gesù.
Preghiera e Accoglienza sia il vostro predisporvi, per poter vivere, come noi, una Lezione d’Amore Divina.
Gesù: “La Benedizione, Figli, vi custodisca, nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen”.

Iniziamo l’Incontro con la Consacrazione e la recita dei Misteri Gaudiosi del Santo Rosario.

fra Lino a caso apre la Bibbia: Marco 6,53 “Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. 54 Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, 55 e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. 56 E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano”.

La Portavoce: “Diciamo che cosa ci suscita Quello Che abbiamo letto, cosa ci nasce dentro”.

Samanta: “La Presenza di Gesù sulla Terra: il Signore ce la dà proprio come Testimonianza della sua Potenza, perché attraverso Gesù sono stati operati tanti Miracoli, tante Guarigioni. Quindi Questo doveva essere di Testimonianza per gli Uomini nell’affidarsi a Dio, perché a Lui nulla è impossibile.
E, quindi, anche quei malati che andavano da Gesù, per toccare il lembo del mantello, era perché il toccare quel lembo li metteva in Comunione con Lui, con Quell’Amore di Dio, quindi li guariva.
In Questo Brano colgo questo testimoniare dell’Amore di Dio attraverso Gesù sulla terra”.

Tonino: “Potrebbe essere un ripetersi? Quello Che accadeva allora, potrebbe accadere pure adesso, visto che l’umanità è così invasa da malattie. Ecco, questo: di non perdere la Speranza, perché Quello Che accadeva, potrebbe riaccadere adesso. Questo è quello che coglievo, proprio mentre stavi leggendo”.

Marzia: “A me, invece, viene la Grande Umiltà di Gesù, perché per avere tutte queste persone che, come Lui arrivava, Lo seguivano, quindi capivano che in Lui c’era Qualcosa Che andava Oltre: la sua Umiltà nel vedere questa folla e nell’accostarsi a loro facendo dei Miracoli, per guarirli dal loro male fisico.
Ma, nello stesso tempo, Gesù dava una Grande Testimonianza: era il Figlio di Dio e, quindi, dava Testimonianza della Potenza e della Grandezza Che portava dentro di Sé.
Come un Messaggio dava il Signore: Gesù istruiva queste folle, facendole partecipi di Ciò Che Lui era e di Ciò Che l’umano non conosce e, quindi, della Potenza dei Cieli. Facendo questi Miracoli Gesù faceva capire che, Dentro di Sé c’era l’Amore Grande del Padre, per trasmettere agli uomini che solo Dio poteva operare Ciò Che Lui faceva”.

Stefano: “Appena L’ho letto, ho fatto il paragone ai giorni nostri e con quello Che il Cristo Risorto ci sta insegnando con il Progetto Divino.
Gesù, quando camminava sulla Terra, operava nel Concreto e nello Spirituale e, quanto ancor di più sta operando oggi il Cristo Risorto. Purtroppo noi non Lo vediamo come una Volta, Quel Gesù Che camminava nelle città e nelle piazze e guariva i malati. Perciò bisogna arrivare veramente a quella Vera Fede, per riconoscere il Cristo Risorto.
Ai Tempi di Gesù anche chi non credeva, poteva vederLo, perché camminava Realmente in mezzo a loro. Quello che ci sta annunciando oggi il Cristo Risorto è di riuscire a guarire nell’Anima, quindi, nello Spirituale, per poi far risplendere anche il nostro corpo”.

Pamela: “Invece a me viene la Grande Fede Che avevano quelle persone e il fatto che avevano riconosciuto Gesù, appena uscito dalla barca, perché Gesù non era solo, quindi potevano anche confonderLo: poteva essere Lui, ma poteva essere anche un altro. Invece le persone Lo riconoscevano subito, forse perché avevano questa Grande Fede Che attiva l’Anima e Lo riconoscevano nell’Anima, non solo dall’Aspetto esteriore.
Il fatto di portarGli questi malati: essi nutrivano comunque la Speranza della Guarigione al solo pensiero di toccarLo. Quindi, secondo me, avevano una Grandissima Fede, al di là che Lo vedevano o meno, proprio per il fatto che gli bastava sapere di toccare il mantello, per essere guariti.
Noi, invece, siamo un po’ come s. Tommaso che, se non vediamo, non crediamo. Quello che veniva a me: la loro grande Fede, che forse noi, oggi, non abbiamo, perché noi ricorriamo ai medici, perché abbiamo quelli e, magari, non ricorriamo a Gesù per guarirci anche nel corpo”.

Stefano: “Ecco perché prima era diverso: per chi credeva, vedeva Gesù, Che operava Miracoli ed erano Tutti visibili. Infatti, queste persone portavano i malati da Gesù per farli guarire. Effettivamente, poi, vedevano la Guarigione. Gesù ha fatto tanti Miracoli.
Invece, oggi, non ce L’hai Quel Gesù sulla Terra, che tu vai per toccarLo e guarire. Quindi devi avere talmente tanta Vera Fede, per andare verso Gesù, verso il Cristo Risorto. Ciò Che voglio testimoniare che, per camminare con gli Insegnamenti del Grande Libro, devi davvero essere guidato nel Divino ed è per questo che posso affermare che Questa Scuola Divina è Grazia, Che ci viene donata dai Cieli, perché mi dà Luce sul Grande Libro”.

Pamela: “Infatti, secondo me, non era tanto il fatto che Lui operava Miracoli al contatto di quelle persone con il Suo Corpo, col suo mantello. Era proprio il fatto che Gesù vedeva nei loro Cuori la loro Grande Fede.
Oppure quando diceva: “Vai, la tua Fede ti ha salvato”, non era il fatto di toccarLo, che poi faceva guarire quella persona. Ma proprio il fatto che Gesù, leggendo nel Cuore e nell’Anima, coglieva la loro Fede. Egli sapeva che avevano Quella Fede: le persone erano convinte che Gesù le potesse guarire”.

Marzia: “Però c’è un fatto, che tutte queste folle che Lo seguivano e che credevano, quando poi Gesù è stato condannato, dove erano queste folle? Si sono tutti tirati indietro. Nessuno si è schierato con Gesù, perché avevano tutti paura. Quindi, può essere anche che, effettivamente, è stato il momento del bisogno, come diciamo: Dio, quando ti serve, Lo invochi, quando poi non ti serve più, Lo accantoni, come succede oggigiorno, succedeva anche allora.
Questa era una Grande Testimonianza, era come un Annuncio, perché Gesù sulla Terra annunciava Questo Regno di Dio, annunciava il Suo Ritorno, annunciava tutta la Storia dell’Umanità e di come l’Uomo è venuto sulla terra e di come l’Uomo deve guardare e deve camminare sulla Terra, seguendo gli Insegnamenti di Dio, perché solo Quelli sono la Via Giusta da seguire.
Quindi, riportandolo ad oggi, è questo il Punto: la Fede Che. Proprio, ti scaturisce dentro, ma deve essere veramente forte, per non farci cedere, per non farci indietreggiare poi durante il nostro Cammino.
E quindi dobbiamo rafforzarci ogni giorno sempre di più, altrimenti, siamo umani, a volte la carne è debole e ritorni nel peccato. Quindi ci vuole una Grande Forza Interiore nostra e un grande Credere, ma veramente, in Questo Gesù, per poter poi seguirLo”.

Pamela: “fra Lino, ti ricordi quando abbiamo parlato della gravidanza, delle ecografie? E tu dicevi di lasciare al Signore Tutto? E in me c’è stata proprio un po’ una lotta, perché, dicevo: “Non posso farmi una gravidanza, senza fare ecografie”. Quindi c’è stata in me questa lotta.
Però poi ho capito, piano, piano, che, comunque, non mi serviva il medico per controllare, per sapere come stava il bambino, quindi l’ho affidato veramente a Gesù e ho avuto la speranza, Gli ho chiesto: ”Pensaci Tu, Gesù” nel senso: “Se l’ho affidato a Te, sono sicura che sta bene, lo guarirai da qualsiasi cosa avrà”, non ho avuto, cioè, il pensiero che mi contrastava quello che dicevi tu quella volta; veramente ci ho pregato e l’ho affidato al Signore. Infatti non mi è nato nemmeno il desiderio di andare a farmi una visita, stavo proprio tranquilla.
Ecco quello che facevano anche loro: loro avevano quella Fede per credere che Gesù li potesse guarire. Questo mi veniva. Io non lo so se questo è giusto. Però poi ho fatto il paragone con questo Passo. Io credo che esiste Gesù, credo che Lui mi ha dato Questo Dono e, quindi, ci penserà Lui; sì, fare l’ecografia quando serve, ma non stare sempre là, come invece, magari, pensavo di fare prima, all’inizio della gravidanza”.

La Portavoce: “Quello che vedo di più, al di là delle Parole, della Concretezza, davvero quanto Gesù si fa Mano Tesa per le Persone: ci raggiunge Lì, Dove noi ci troviamo e, se per quelle persone era importante toccare quel lembo di mantello, Lui operava anche attraverso il Lembo del Mantello. Davvero si abbassa fino alle nostre pochezze, pur di raggiungerci.
E quanto Dio opera attraverso il Figlio, che tu neppure te lo immagini: Dio, una Grandezza così, eppure permette al Figlio di fare anche Questo. E, nonostante che Gesù si fosse spogliato della sua Divinità, quanto il Padre, attraverso di Lui, operava Cose Grandi: Miracoli e Conversioni”.

Marzia: “E torniamo sempre al Grande Amore di Dio, della Sorgente e da Questo scaturisce Tutto”.

La Portavoce: “Certo. Vedi quando diciamo: “Ma io non sono preparata” “Ma io qua…”, “Ma io là…”: nella Fede non serve la preparazione, perché lì dove ti trovi, Lì ti raggiunge il Signore.
In Questo Episodio, chi toccava il Mantello è stato guarito non tanto, per la Grande Fede, perché come dici tu, sotto la Croce tutti sono scappati; ma proprio la Sincerità, in quel momento, di quelle persone, è stata premiata.
Il bisogno di credere Allora in Gesù Presente, adesso nel Cristo Risorto, Che parla e opera nel Progetto Divino: Ciò Che conta non tanto se Gesù ti opera il Miracolo Grande, ma è già Miracolo Grande il sapere che Lui ti raggiunge Lì, Dove tu ti trovi”.

Maria: “fra Lino scusami, io mi inserisco sempre all’ultimo momento e di questo vi chiedo scusa. Ora Questo Brano che io ho letto e che Samanta mi ha sottoposto all’attenzione, può essere inteso non solo come guarigione fisica, ma anche la Guarigione dell’Anima: Questo credere incessantemente, questo bussare, questo chiedere, rivolgere la propria fiducia nel Signore?
È anche Questa una Prova di Guarigione, oltre che quella della ferita vera e propria, materiale, della malattia, del morbo? Può essere intesa così? Perché non è soltanto, almeno penso, una guarigione del fisico, alle volte la guarigione dell’Anima, porta anche alla guarigione di una malattia: tanta è la Fede, tanta è la Fiducia; quelle guarigioni inspiegabili: ce ne sono, anche. O mi sbaglio?”.

fra Lino: “Sì, Maria, dici bene. Quando Gesù operava, prima che guarire nel corpo, guariva innanzitutto nell’Anima e, infatti, diceva ai miracolati: “Ti sono rimessi i tuoi peccati” o, altre volte, “La tua Fede ti ha salvato.
Ecco un altro aspetto di Questo Brano: man mano che si diffonde la Notizia che Gesù arriva, da ogni parte Lo raggiungono e tutti capiscono che tutto ciò che finora è stato malattia, in Gesù può trovare Risposta e Guarigione.
E allora, chi può, ci va da solo; chi non può, viene accompagnato sui lettucci e, quindi, fanno anche grandi sacrifici, trasportando queste persone: l’Importante era arrivare fino a Quell’Uomo, Che non si negava, ma si spostava ovunque. Non va solo nelle città, nei posti importanti, non va solo nei paesi, ma Lui attraversa anche le campagne.
È davvero Colui Che deve raggiungere tutti e, indistintamente, per tutti è Guarigione: davvero la Venuta di Questo Regno di Dio, Questa Lieta Notizia del Padre per tutti i Suoi Figli Bisognosi.
E, conclude l’Evangelista: “E quanti lo toccavano guarivano”.

La Portavoce: “Questo è anche un Esempio Che Gesù aveva portato in mezzo a loro: Questa Grande Fede di Gesù, dimostrava alle folle che Questa Sua Forza Interiore guariva anche il corpo.
Però le genti potevano attingerLa da Gesù, perché era Questa Pienezza, ma non potevano loro, come umani, perché erano ancora piccoli nella fede, quindi il Guarire di Gesù era proprio un dimostrare il Suo Operare”.

Maria: “Questo penso anche che sia una forma: non è la Chiesa-edificio il luogo della Fede, ma il Luogo della Fede è il Mondo e Lui Che va incontro a coloro che Lo chiamano. Quindi questa Reciprocità, questa Unione è la Forza di Questa Fede che, comunque, da la Guarigione prima dell’Anima.
È per questa grande Fede, che Lo seguivano ovunque e Lui va ovunque: non ci sono differenze di censo, di ceto, di razze. Ecco perché, forse, in ogni giorno della nostra vita ci accompagna, Questa Ombra Che ci accompagna sempre, quindi siamo noi che ci allontaniamo da Lui. Lui c’è sempre”.

La Portavoce: “fra Lino, diciamo un’altra Decina del Santo Rosario, poi Tonino apre, dove vuole, la Bibbia”.

Recitiamo il Primo Mistero della Luce del Santo Rosario.

Tonino apre a caso la Bibbia: Isaia 24, 16: “Ma io dico: “Guai a me! Guai a me! Ohimè!”. I perfidi agiscono perfidamente, i perfidi operano con perfidia. 17 Terrore, fossa e laccio ti sovrastano, o abitante della terra. 18 Chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa, chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio. Le cateratte dall’alto si aprono e si scuotono le fondamenta della terra. 19 A pezzi andrà la terra, in frantumi si ridurrà la terra, crollando crollerà la terra. 20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco, vacillerà come una tenda; peserà su di essa la sua iniquità, cadrà e non si rialzerà. 21 In quel giorno il Signore punirà in alto l’esercito di lassù e qui in terra i re della terra. 22 Saranno radunati e imprigionati in una fossa, saranno rinchiusi in un carcere e dopo lungo tempo saranno puniti. 23 Arrossirà la luna, impallidirà il sole, perché il Signore degli eserciti regna sul monte Sion e in Gerusalemme e davanti ai suoi anziani sarà glorificato”.

La Portavoce: “Immergiamoci nella Fede, tra la Preghiera e Questa Fede Viva e Questa Parola Viva, così, piano, piano, ci apriamo Interiormente, affinché il Signore possa donarmi Ciò Che portate Dentro, però come Secondo Passaggio. Adesso Tutto Questo Cammino serve per orientarci ai Cieli”.

Angela d. C.: “Lo rileggiamo?”.

La Portavoce: “Sì, rileggeteveLo e quello che vi nasce lo condividiamo”.

Samanta: “È come se quà ci fosse un Annuncio come Quelli nell’Apocalisse: anche Isaia testimonia quello che, poi, Giovanni testimonierà nell’Apocalisse.
La terra è diventata iniqua, dove il male regna sovrano, ma regnerà ancora di più, sarà distrutta. Quindi il Signore, Che tende la Mano a tutti fino all’ultimo momento, però poi punirà chi ha causato tutta questa iniquità, tutta questa distruzione, perché quella era la Terra che Lui aveva pensato per far vivere i suoi Figli e, invece, i suoi Figli l’hanno distrutta e, quindi, ci sarà chi fuggirà, ma da quella fossa non riuscirà a risalire, perché dovrà sprofondare.
È Forte, Questa Parola, è molto Forte, però il Signore punirà i re della terra e, siccome che Lui è il Re, è il nostro Signore è il nostro Re, sarà glorificato da tutti coloro che, invece, Lo seguiranno e lo riconosceranno”.

Marzia: “Questo è un Annuncio Che il Signore ci riporta ai Giorni di oggi con Questa Scuola Divina. Ci parla da tempo il Signore dell’Apertura dell’Apocalisse e Isaia qui ripete alcune cose di quello che dovrà accadere.
Il Signore ci vuole salvare, ci vuole riportare sulla Retta Via, per questo ha usato questo strumento, la Portavoce, per dare la Sua Parola Divina all’Umanità, agli uomini, per poter fare quel piccolo passo indietro di umiltà e ritornare alle Verità dei Cieli, perché l’Uomo, scansando Dio, si è perso, praticamente, e quindi tutte queste cose si avvereranno, perché quando Dio parla, è l’Unico, è il Sovrano e, quindi, se Dio dice una Cosa La porterà a Compimento.
Ci sta tendendo ancora la Mano, ci vuole ancora salvare, per quanto Amore il Padre ha per i suoi Figli. Tocca a noi entrare, fare quel piccolo passo indietro, annullare quel nostro io, che abbiamo innalzato da tempo e cominciare a renderci conto che, se ci guardiamo intorno, vediamo lo sfacelo dell’umanità che è mondiale: tutto quello che vediamo dalla televisione, ciò che cominciamo a vivere anche noi con il lavoro che non si trova e con la confusione che si sta creando.
E, quindi, il Signore ci vuole aiutare e facciamo ancora in tempo, se vogliamo, a seguire Gesù, ma la partenza è tutta da qui, perché vuole cominciare dall’Apertura di Questo Grande Libro, l’Apocalisse: è Qui Dove troviamo la Via da seguire”.

Pamela: “fra Lino io ci colgo in questo Brano tutta la violenza del male, proprio la lotta tra il Bene. E il male. Questo male che, praticamente, ci presenta il conto di tutto quello che è stato nella nostra vita e, quindi, non ci sarà via di scampo per nessuno, soprattutto per quelle persone che hanno oltraggiato Dio e, quindi, non hanno seguito i Suoi Insegnamenti.
A pagarne le conseguenze saremo tutti, sarà tutta la terra a pagare questo oltraggio. E poi Dio Che, comunque, ti tende la Mano, punirà quindi le persone che hanno causato tutta questa sporcizia”.

Angela d. C.: “Mi ha colpito questa Frase quando dice: “21 In quel giorno il Signore punirà in alto l’esercito di lassù”: mi viene da pensare proprio a quello a cui Gesù ci ha preparato in tutto questo tempo, mi viene da pensare come questa terra sarà, come sarà questa sventura, mi viene da pensare agli extraterrestri, perché Lui parla dell’esercito di lassù e i re della terra, questo patto, questa alleanza che c’è, che hanno fatto.
Questo mi fa pensare all’Insegnamento di Gesù, Che ci ha donato su di loro già da tanto tempo fa e che, comunque, il Signore, poi, alla fine, li imprigionerà, comunque il Signore punirà loro in modo particolare, parla proprio di loro, ma saremo coinvolti sicuramente pure noi, pure l’umanità. Mi viene da pensare in maniera particolare a questa cosa”.

Maria: “E, ancora una volta, si ribadisce la lotta tra il Bene. E il male. La Portavoce ha tracciato l’inizio di queste nostre riflessioni con due parole: Fede, Luce e Cammino: e questo aver aperto a caso la Bibbia, come se la mano di Tonino fosse guidata, ha aperto un Passo che ben si inserisce su quanto preannunciato dalla Portavoce: la spiegazione è sempre quella: cioè la lotta tra il Bene. E il male. E la centralità di una Risurrezione, una Nuova Gerusalemme e la Fede in Dio.
Però io, personalmente, trovo difficoltà a capire alcuni passaggi e mi domando: chi sono gli anziani? Cosa vuole dire il cataclisma? Dall’altra parte la rovina della terra, è la metafora quindi è la distruzione dell’umanità, che si perde nella sua concretezza, se crede nella materialità, come inizio e fine della vita e, quindi, la distruzione e la morte.
Dall’altra parte la Luce, il cammino della Fede. Ma chi sono questi anziani? Le punizioni saranno tutte superate? La distruzione sarà tutta superata dalla Fede, da chi ha Fede, da chi trova nel Cristo l’Alfa e l’Omega ma, ripeto ci sono dei passaggi che io non comprendo, non so”.

Stefano: “fra Lino a me, invece, vengono in mente quelle parole, quando Gesù ci dice che è vero che la Bibbia è Sacra e non deve essere toccata, anche se sui Passi della Bibbia tutti quanti possono fare un Discernimento e dire tantissime cose.
Però, quando Gesù ci dice che l’Apocalisse non deve essere proprio toccata, perché solo Lui può mettere Mano e, ogni volta che leggiamo qualche Passo dell’Apocalisse, mi vengono in mente queste parole, perché è talmente complessa, è un passo talmente difficile che, veramente, solo Gesù, solo il Padre può dare Luce.
E, infatti, lo fa attraverso la Portavoce, perché nessuno si può accostare al Dire dell’Apocalisse, forse perché riguarda gli annunci concreti che succederanno sulla terra e, quindi, ci vuole, secondo me, talmente tanta Preghiera, per accostarsi leggere o meditare i Passi dell’Apocalisse, anche perché letta così, umanamente, fa paura, perché comunque ci sono Annunci Forti e non è semplice”.

Tonino: “fra Lino a me, oltre alle cose che hanno detto loro, ci sta una cosa che mi colpisce in particolar modo: dice: “18 Chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa, chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio”: quindi tutti veniamo presi da queste catastrofi, da questo che dovrà accadere.
Questa non è l’Apocalisse, come diceva Stefano, quindi è stato annunciato anche ad Altri quello che sarà della terra”.

Maria: “Perché: “Sarà”? L’allontanamento dalla fede, il moltiplicarsi delle varie professioni di fede, delle sette, questo allontanarsi da Dio, la distruzione della terra già c’è. Forse si toccherà un apice, ci sarà un evento catastrofico a conclusione, ma già noi viviamo dei tempi bui, dove chi ha fede veramente trova la Luce, in un mondo dove, se ti soffermi, senza quella luce, proviamo noi che, con fatica e con sforzo camminiamo lungo questa strada, a non averla.
Io, tante volte, nel mio camminare, penso di non avere la fede in quel momento, anche perché il dubbio, l’incertezza sono assenza di luce, assenza di fede, il buio è il baratro. Io tante volte esco da me stessa e provo quella sensazione, che poi è la sensazione del dubbio, del male che ti assale e, quindi, del buio e già tutto questo è il baratro, è lo sprofondare in un tunnel dove, veramente, c’è il buio, dove non vedi la luce, dove veramente il desiderio di morte è forte.
E se risali, perché c’è il desiderio, la spinta, lo slancio umano della materialità, è la salvezza però, se non c’è la fede, risprofondi. Quindi io ritengo che questo è già tra noi: ora”.

Pamela: “Dovremmo fare tutti veramente: “Mia colpa, mia colpa”, quando dice: “Guai a me! Guai a me!”, dobbiamo fare tutti “Mia colpa, mia colpa” e non solo chi ha agito in maniera sbagliata, perché, alla fine, siamo tutti peccatori”.

Tonino: “Ognuno ha contribuito, forse, nel suo piccolo”.

Pamela: “In un modo o nell’altro, comunque ha contribuito”.

fra Lino: “Il Signore, attraverso degli Strumenti, in questo caso Isaia, anche Lui Profeta-Portavoce, a loro il Signore non ha dato solo Parola, ha dato anche la Visione di Quello Che sarebbe accaduto.
Qua è un Evento che coinvolge, da una parte, tutta la terra, e vedete come, vista con gli Occhi di Dio, essa è piccola: viene, per il peso della sua iniquità, paragonata ad una persona ubriaca, che barcolla nelle sue fondamenta e viene paragonata, ancora di più, ad una tenda che viene scossa dal turbine e Questa è la Verità della Terra agli Occhi di Dio.
E poi, come ricordava Angela, anche a me colpiva il Passaggio: “21 In quel giorno il Signore punirà in alto l’esercito di lassù e qui in terra i re della terra” e nessuno potrà sottrarsi a tutto questo, saranno rinchiusi, imprigionati come in una fossa. Ed è un evento che non riguarderà solo la terra, coinvolgerà anche la luna, di solito pallida, diventerà arrossata, coinvolgerà anche il sole che, in genere è infuocato e, invece, impallidirà.
E si conclude: “Perché il Signore degli eserciti regna”: è Lui l’Unico Sovrano e poi conclude: “Regna sul monte Sion” è il Luogo Dove stava il Tempio, a Gerusalemme, regna in Gerusalemme, che è l’Unica Città Santa su tutta la terra. Ed ecco la domanda di Maria: e regna davanti ai suoi Anziani.
Gli Anziani erano quel collegio di Sommi Sacerdoti, di Sacerdoti e di Responsabili, che guidavano le Sorti di Israele e della Città Santa; quindi erano le persone spiritualmente e concretamente più forti, però su tutto e su tutti l’Unico Che regna è il Signore e davanti ai suoi Fedeli sarà glorificato”.

Maria: “Perché, scusa fra Lino, Lo chiama: “Il Signore degli Eserciti”? Non poteva dire solo: “Il Signore”? “Eserciti”: già è belligeranza, è guerra, è qualcosa di duro. Poteva dire: “Perché il Signore regna”, perché: “degli eserciti”?”.

fra Lino: “Il Signore ha le Sue Schiere, sono Innumerevoli, sono Schiere di Pace e di Bellezza, sono Schiere di Luce, Le incontriamo in Tanti Passaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento e, soprattutto, Le incontreremo anche nell’Apocalisse.
Vedremo Là lo scontro diretto tra S. Michele Arcangelo e lucifero, con i rispettivi eserciti e, poi, lucifero che sarà sprofondato sulla terra e, poi, sprofonderà del tutto”.

La Portavoce: “Posso? Vi condivido Quello Che le Fonti Celesti mi danno di cogliere ed è Questo: è un Linguaggio sia Umano, che Spirituale, perché è come se Isaia attinge dai Cieli e ci parla della Concretezza, quindi non è soltanto il vedere l’Atto Finale, ma provate a partire dall’Alto: “Ma io dico: “Guai a me!” e poi lo ridice: “Guai a me! Ohimè!”: allora, “Guai a me” è come se vado a leggere in generale, dico: “Guai a me” di fronte a Questo Brano.
Però, se poi mi guardo, dico: “Guai a me! Ohimè!” se non rispecchio Ciò Che il Signore mi insegna.
“I perfidi agiscono perfidamente, i perfidi operano con perfidia”: poi parla dei perfidi, come agisce una persona perfida e quale è il suo operare.
“17 Terrore”: quando una persona dentro di sé sa di avere questa perfidia, deve avere terrore, perché questo terrore è il prezzo che io pagherò, se sono una persona perfida e non ci sta via di scampo.
“fossa e laccio ti sovrastano, o abitante della terra”: e Gesù mi fa vedere: se rimango in una fossa, in questa fossa dove io rimarrò sovrastato, non avrò scampo. Se abito su questa terra, finirò in questa fossa di oscurità. Se, invece, farò il Passaggio all’altro Mondo, sarò preso a questo laccio, ma pagherò per quello che ho fatto, quindi per me non c’è via di scampo.
“Le cateratte dall’alto si aprono e si scuotono le fondamenta della terra”: quando le cateratte dall’Alto si aprono, ossia, quando Gesù comincerà a far ricadere su di noi ciò che noi facciamo salire in Cielo, ossia: il mio operare qui sulla terra come una persona perfida, tutto ciò che io opero mi si innalza in aria. Tutto ciò che non è puro, Dio me lo fa ricadere in basso e, quindi, ricadrà su di me, sulla terra. Questo ricadere sulla terra, farà scuotere le fondamenta della terra.
Qua, poi, dice: “19 A pezzi andrà la terra”: perché? Perché il male si ripercuoterà sulla terra. Questo male non farà altro che frantumare la sua opera, perché se Dio te la rimanda giù, automaticamente sarà la distruzione, perché non risorgerà, ciò che è male andrà a perire. Questi frammenti, che è stato quell’insieme della mia perfidia, quando sarò punito, quella perfidia crollerà, crollando quella perfidia, mi crollerà la terra e questo si ripercuote su tutta la terra.
“20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco, vacillerà come una tenda; peserà su di essa la sua iniquità”: comincerò a barcollare come un ubriacone e vacillerò come una tenda, perché in me non ci sono più le fondamenta, perché in me c’è una tale confusione, che non potrò più capire il Bene. E il male, perché quella perfidia mi ha talmente lavorato, ha talmente lavorato nella mia vita, è in quella perfidia che, alla fine, pagherò solo le conseguenze della mia iniquità.
“cadrà e non si rialzerà”: non ci sarà spazio per Dio per potermi far risorgere, perché talmente ferma è stata quella mia perfidia, mentre operavo sulla terra, che io, poi, subirò solo conseguenze. Quindi quella iniquità che peserà su di me, mi farà cadere e non mi rialzerò più.
“21 In quel giorno il Signore punirà in alto l’esercito di lassù e qui in terra i re della terra”: poi arriverà Quel Giorno, Dove Gesù mi farà vedere la mia punizione, in quella mia punizione Dio mi riscatterà, perché in quel riscatto, Lui punirà quell’esercito di lassù, il male, che mi ha indotto a fare tutto questo: io, Figlia di Dio, Creatura di Dio.
“22 Saranno radunati e imprigionati in una fossa, saranno rinchiusi in un carcere e dopo lungo tempo saranno puniti”: e quel male sarà radunato e imprigionato in una fossa ed ecco qui, invece, poi, come seconda battuta, la mia Purificazione, il mio Purgatorio: “saranno rinchiusi in un carcere”: questo carcere non è altro che la mia Purificazione dopo il Passaggio. E, dopo lungo tempo, sarò punita.
Questa mia punizione sarò io che me la infliggerò; quindi proprio una persona che ha operato nella perfidia qui, su questa terra e, alla fine sarà andata avanti con questa sua perfidia, quando Dio, nonostante che mi venga in Soccorso, punirà chi mi ha indotto a fare questo, io, automaticamente, mi punirò, perché non sarò degna di guardare il Signore.
Quindi, quando uno è nel male, davvero deve fare quei Passetti Giusti per tornare verso Dio. Non ci si torna a Dio soltanto dicendo: “Gesù”, “Gesù”, non ci si torna così, ma con un Vero Cammino di Purificazione. Ed ecco perché sarebbe Bello cominciare qui, sulla terra, questa Purificazione, perché, quando farò il Passaggio, non sarò in grado di guardare Gesù negli Occhi e, non essendo in grado di guardare Gesù, rimarrò lì.
La mia eternità può essere lì, in quel basso del Purgatorio e mi condannerò da solo, perché lì, poi, non avrò chi mi aiuta. Ecco perché quanto più è importante camminare saggiamente sulla terra, tanto più si ha questa Apertura, Questo Nuovo Orizzonte. Non so se è Chiaro Ciò Che dico.
E poi tutta questa mia perfidia, tutto questo male, quando dice: “23 Arrossirà la luna, impallidirà il sole”: cioè, guardate cosa può l’uomo di fronte ad un astro del cielo, proprio questo paragone, tra ciò che io, Uomo, riesco, con la mia perfidia a fare sulla terra: arrossirà pure la luna e impallidirà pure il sole quindi, quanto tutto ciò che fa qui la Chiesa, la persona, non Chiesa in quanto struttura, ma io, che sono Chiesa, di cosa sono capace: di arrecare bruttezza persino agli astri del Cielo.
“Perché il Signore degli eserciti regna”: Ciò Che non dobbiamo dimenticare mai, che Dio è Misericordioso, ma Quel Dio Misericordioso, non ci dimentichiamo mai, è il Dio della Giustizia, e Dio, affianco a Sé, ha un Esercito d’Amore e Quell’Esercito d’Amore non può essere inquinato in nessun modo.
“sul monte Sion e in Gerusalemme e davanti ai suoi anziani sarà glorificato”: Ciò che è stato Testimonianza sul Monte Sinai e in Gerusalemme, è Ciò Che è stato davanti agli Anziani: Dio ha mandato i Suoi Discepoli, i Suoi Apostoli, i Suoi Padri, Quegli Anziani a dirci e ad insegnarci, che Gesù è venuto a portarci la Sua Testimonianza, per glorificare il Padre.
Non so se è Chiaro? Questo è Quello Che mi danno di cogliere”.

Maria: “È una Profondità Maggiore, la tua. Noi abbiamo dato una lettura molto superficiale: abbiamo visto lo scontro tra il Bene. E il male. L’Apocalisse e la distruzione, l’Uomo che si danna. La Tua Lettura è Molto più Profonda e, forse, si avvicina al Vero Spirito. Noi abbiamo dato, ecco, una lettura”.

La Portavoce: “Questo è Ciò che a me hanno donato adesso di vedere, ma è Ciò Che voi raggiungerete quando, dentro, il Signore vi avrà lavorato. Non dimenticate, il mio Cammino e il vostro cammino è diverso. Però, davvero, davanti a voi è come farvi da Specchio.
Le mie giornate sono per il Signore, ma non per questo non vivo sulla terra. Quindi, se riesco io, ognuno di voi può riuscire. E se vogliamo camminare con il Signore e vogliamo davvero seguire il Cristo Risorto, capirLo, perché Lui parlerà ad ognuno di noi, Questa è la Via.
Sì, essere del mondo, però essere anche Figli di Dio. A noi la Scelta: dove vogliamo camminare, come vogliamo camminare, a cosa vogliamo dare la Priorità”.

Recitiamo il Secondo Mistero della Luce del Santo Rosario.

Antonietta a caso apre la Bibbia: Ezechiele 22, “1 Mi fu rivolta questa parola del Signore: 2 “Tu, figlio dell’uomo, forse non giudicherai, non giudicherai tu la città sanguinaria? Mostrale tutti i suoi abomini. 3 Tu riferirai: Dice il Signore Dio: O città che sparge il sangue in mezzo a se stessa, perché giunga il suo tempo, e fabbrica a suo danno idoli con cui contaminarsi! 4 Per il sangue che hai sparso, ti sei resa colpevole e ti sei contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi anni. Ti renderò perciò l’obbrobrio dei popoli e lo scherno di tutta la terra. 5 I vicini e i lontani si faran beffe di te o città infamata e piena di disordini. 6 Ecco in te i prìncipi d’Israele, ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue. 7 In te si disprezza il padre e la madre, in te si maltratta il forestiero, in te si opprime l’orfano e la vedova. 8 Hai disprezzato i miei santuari, hai profanato i miei sabati. 9 Vi sono in te calunniatori che versano il sangue. C’è in te chi banchetta sui monti e chi commette scelleratezze. 10 In te si hanno rapporti col proprio padre, in te si giace con la donna in stato di mestruazione. 11 Uno reca oltraggio alla donna del prossimo, l’altro contamina con incesto la nuora, altri viola la sorella, figlia del padre. 12 In te si ricevono doni per spargere il sangue, tu presti a interesse e a usura, spogli con la violenza il tuo prossimo e di me ti dimentichi. Oracolo del Signore Dio”.

Samanta: “Questa terra doveva essere il Paradiso Terrestre, doveva vivere l’Uomo su questa terra nella Gratitudine e nella Grazia, in Tutto Quello per il Quale era previsto. Però, poi, il peccato ha scritto la condanna a morte di questa terra.
E, quindi, c’è un tempo, perché qui c’è scritto: “c’è un tempo”, ci sarà un tempo in cui questa terra finirà e tutto quello che viene descritto: il disprezzo del padre e la madre, il maltrattarsi, l’oppressione dell’orfano e della vedova, l’obbrobrio dei poveri è tutto stato causato dall’uomo e dal peccato, che ha danneggiato e devastato, dimenticandosi del Padre, dimenticandosi dell’Amore del Padre, dell’Amore Che il Padre aveva, invece, donato a questa Terra e dell’uso che ne doveva essere fatto.
Quindi è un allontanarsi da quell’Amore del Padre che ha portato, sta portando e continuerà a portare tutta questa devastazione, tutta questa distruzione, fino alla fine”.

Angela d. C.: “A me colpisce quando dice: “In te”, come se Dio dice che, attraverso il male, passa questo. Per fare un’azione di questo genere, di tutto ciò che ha elencato, è sempre il male che muove la persona, è sempre il male che muove a fare questa azione di peccato; quindi, è come se dice: “In te, che fai questo”, non so se mi so spiegare.
Diciamo che, alla fine parla sempre della stessa cosa, come abbiamo detto poco fa: è sempre questo male che ci muove, ci pilota: chi si lascia pilotare dal male, naturalmente.
Ecco perché c’è l’Intervento di Dio Che, attraverso Questa realtà, a chi si rende Docile all’Ascolto, perché, sennò, questo è quello che andiamo a vivere: essere pilotati a fare il male, in tutto e per tutto. Fino alla fine dice: “In te si ricevono doni per spargere il sangue”: parla al male?”.

fra Lino: “All’inizio c’è la spiegazione: sta parlando di Gerusalemme e del popolo di Israele”.

Stefano: “La città di Gerusalemme, che doveva essere la Città Santa e il Popolo di Israele che, comunque, era il Popolo Eletto, eppure il male si è inserito anche in quella Città e anche in quel popolo.
Il Signore è come se, attraverso il Profeta, vuol far dire loro tutto quello che è stato sbagliato in quella città e a che cosa sono arrivati: si sono allontanati da Dio, hanno scavalcato le Leggi di Dio. E, quindi, in quella Città Santa, dove doveva regnare l’Amore di Dio, anche lì il male si è inserito e l’Uomo ha sbagliato, proprio in quel Popolo Eletto, infatti, Ezechiele descrive tutti gli errori fatti da quella popolazione”.

Angela d. C.: “Sembra che sta elencando quello che si vive anche oggi. Questo lo viviamo pari, pari: basta sentire il telegiornale. Ezechiele, padre Lino, era un Profeta?”.

Marzia: “Sì”.

Angela d. C.: “Quindi è una Profezia pure Questa”.

Samanta: “Dove c’è più Santità il male è più fervido, attacca ancora di più. Nei Luoghi più Santi il male tende sempre a contrastare il Bene”.

Marzia: “Attacca, perché ti deve allontanare, lui deve seguire la sua via, il male deve mietere, deve portare a sé le Anime, per questo si va ad inserire lì, proprio Dove Gesù opera.
Questo è come tornare indietro, all’inizio del nostro Cammino, di questa Purificazione e dell’Incontro di Questa Scuola Divina: io l’ho vissuto sulla mia pelle. Io, per mesi, non dormivo la notte, perché venivo attaccata continuamente dal male”.

Tonino: “Il male ti dice: “Che ci vai a fare a Quella Scuola Divina? Vattene da un’altra parte”.

Marzia: “No, no, non mi parlava, ma è stato brutto. È stato terrificante”.

Maria: “Che ci vai a fare?”, come dice Tonino”.

Tonino: “No, a me, in Chiesa, le prime volte mi veniva da dire: “Ho tanto da fare, che sto qua in Chiesa, a perdere tempo?”.

Maria: “A me l’ha fatto. Te l’ho detto che sono venuta a piedi, oggi, all’incontro: “Ma che ci vai a fare? Lo vedi che hai da fare?”. Per tutto il cammino, in risposta, io pregavo, pregavo”.

Tonino: “È così”.

Maria: “Per tutta la strada, per chilometri, combattevo con i miei pensieri. Poi, alla fine ho detto: “Io devo andare là”. Poi io gli ho fatto: “Tu che vuoi da me? Io devo andare. Io devo andare, quindi, vattene da un’altra parte”, gli ho fatto. E se n’è andato. Come a San Giovanni Rotondo, la stessa cosa. Poi uno lo riconosce.
Però ci sono dei momenti di maggiore debolezza e quello che mi spaventa è il nero, è il buio, non quando mi si accavallano i pensieri. Allora, poi, uno ragiona, nel senso che c’è una Forza della Luce Che li manda via. È brutto il buio, quando vedo tutto buio. Poi vedi quella fossa: là è terribile risalire”.

Marzia: “Ma in quella Luce il Signore ci dona proprio questo Libero Arbitrio e ci dà a noi la Scelta: ci fa scegliere a noi”.

Maria: “Ma è dura, Marzia, quando sprofondi”.

Marzia: “Sì, sì, ma voglio dire: Gesù nella sua Grande Umiltà, nel Suo Grande Amore non attacca mai le sue Creature, lascia decidere a noi, quindi siamo noi che dobbiamo decidere la strada da seguire. Ci lascia Liberi in questo”.

Maria: “Sì”.

fra Lino: “Mi fu rivolta questa parola del Signore: 2 “Tu, figlio dell’uomo”: così Dio chiama Ezechiele: “Figlio dell’Uomo” e Questo sarà uno dei Titoli Che riguarderà Gesù, anche Lui verrà Chiamato: “Figlio dell’Uomo”.
“Forse non giudicherai, non giudicherai tu la città sanguinaria? Mostrale tutti i suoi abomini. 3 Tu riferirai: Dice il Signore Dio”: ecco, Queste Parole richiamano Quello Che Gesù, da diverso tempo, annuncia. Che Lui porterà Tutto alla Luce. Il suo Sguardo e il Suo Occhio è Profondo, vede tutto e, attraverso Questo Suo Profeta, Ezechiele, Ciò Che Lui vede, lo porta alla Luce. È l’unico modo per entrare in quelle tenebre, dove il male si muove. L’unico modo per sconfiggere le tenebre è la Luce.
Ed ecco che il Signore, attraverso Questo Suo Strumento, porta Luce e raggiunge tutte le profondità: parte dai più grandi che versano sangue, alle persone che, invece di adorare Dio, innalzano idoli, Gesù questa la chiama: “Una fede a propria immagine e somiglianza”; e poi Gesù entra nelle famiglie, dove il Matrimonio non si vive in quella Bellezza che Dio ha previsto e, poi, coinvolge tutti i parenti, tutte le situazioni e tutto il Signore porta alla Luce.
“Oracolo del Signore Dio”: così finisce: è Parola del Signore all’Inizio, con Questo, sigilla il Suo Dire”.

La Portavoce: “Posso?
“1 Mi fu rivolta questa parola del Signore”: nella Parola del Signore, Che mi deve fare da Specchio: io devo rapportarmi con questa Parola. Se leggessi solo, Queste Parole Le leggo come un Racconto, una Storia di Ciò Che il Signore diceva a Suo Tempo a Gerusalemme, a Israele.
Quello Che a me deve insegnare la Parola di Gesù è che, Ciò Che io leggo, Lo devo riportare, adesso, su me stessa e lasciare che il Signore mi parli.
“2 “Tu, figlio dell’uomo, forse non giudicherai, non giudicherai tu la città sanguinaria? Mostrale tutti i suoi abomini. 3 Tu riferirai: Dice il Signore Dio: O città che sparge il sangue in mezzo a se stessa, perché giunga il suo tempo, e fabbrica a suo danno idoli con cui contaminarsi!”: e cosa dice a me il Signore? Che io, Figlio dell’Uomo, io non giudicherò questa città sanguinaria. Questa città, questo tempio: siamo ognuno di noi. Quindi non mi è dato né di giudicarmi, né di giudicare gli altri, ma ciò che importa a me è quello di portare dentro di me tutto alla Luce: in quell’Anima: cosa io ho fatto attaccare? Cosa porta? I pesi che io porto dentro di me, affinché quel Sangue Versato non sia versato invano.
“4 Per il sangue che hai sparso, ti sei resa colpevole e ti sei contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi anni. Ti renderò perciò l’obbrobrio dei popoli e lo scherno di tutta la terra”: perché Quello Che dice qui Dio, dice Ciò Che mi deve fare da Specchio, il mostrarmi tutto ciò che io ho fatto, come io mi relaziono con Quel Sangue Versato da Gesù. Questo è ciò che mi deve importare e non mi devo né accusare, né punire, ma essere così Docile da riportare alla Luce, perché Questo è Ciò Che sarà davanti a Dio e davanti a Gesù.
“5 I vicini e i lontani si faran beffe di te o città infamata e piena di disordini. 6 Ecco in te i prìncipi d’Israele, ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue”: ciò che sarà di me è che io dovrò dare testimonianza di tutto quello che io ho fatto, perché sarà Lui a giudicarmi. Quindi non sta a me giudicare ciò che fa una città, un paese, un quartiere, me stessa. No. Io devo cercare solo di essere sulla Retta Via, così come mi insegna il Signore e così da non rendere vano Quel Sangue Che sgorga da Gesù.
“7 In te si disprezza il padre e la madre, in te si maltratta il forestiero, in te si opprime l’orfano e la vedova. 8 Hai disprezzato i miei santuari, hai profanato i miei sabati. 9 Vi sono in te calunniatori che versano il sangue. C’è in te chi banchetta sui monti e chi commette scelleratezze”: poi, un giorno, davanti al Signore io non andrò a riportare ciò che ha fatto la città o altro, ma io riporterò ciò che io ho fatto e come mi sono relazionata con quella città e tutto quello che mi circonda. Ma, non vale il mio giudizio, ma Quello che, poi, Dio darà a me come Giudizio. Non so se è Chiaro.
“10 In te si hanno rapporti col proprio padre, in te si giace con la donna in stato di mestruazione. 11 Uno reca oltraggio alla donna del prossimo, l’altro contamina con incesto la nuora, altri viola la sorella, figlia del padre”: quando leggiamo i Brani della Bibbia: per essermi da Specchio, io mi devo mettere totalmente nuda davanti a Questa Parola e dire: “Signore, Tu Cosa hai detto a quel Figlio? Che non sta a lui giudicare una città, ma sta a lui, Fedelmente, riportare e metterle davanti tutto l’abominio che ha fatto.
“12 In te si ricevono doni per spargere il sangue, tu presti a interesse e a usura, spogli con la violenza il tuo prossimo e di me ti dimentichi”: quindi, Signore, davanti a me: quale abominio ho fatto? Cosa ho fatto? Ecco, lo ripercorro e Te lo presento”: Questo è l’Incarnare la Parola del Signore, Questa per me è la Parola del Signore Presenza Viva.
“Oracolo del Signore Dio”: altrimenti, se io Questa Parola La leggo come un racconto, anche se ci medito, però io oriento il mio sguardo a quel tempo e ciò che è stato in quel tempo e Ciò Che Dio ha detto ad Ezechiele, questo mi rimarrà soltanto come una Storia, come un Insegnamento di una Storia, di un Vissuto di quel tempo. Ma non mi edifica. Io non devo imparare la storia.
Io devo imparare Ciò Che il Signore vuole trasmettermi. Quindi, in Grande o in Piccolo che sia, l’Insegnamento di Gesù, se parla per tanti, o parla per pochi, o parla per uno, deve essere un tutt’Uno. Questo è Quello Che mi fanno cogliere.
Cercate di non rimanere solo a Quelle Parole che leggete, incarnateLe, metteteviCi a Confronto: “Cosa Dio stava dicendo allora? Cosa vuole dire a me? Cosa vuole dire a noi?”.

Antonietta: “Non è facile”.

La Portavoce: “È facile. Basta che tu ti apri. Non avere la paura che il Signore possa portare fuori un qualcosa di brutto di te. Non avere questa paura.
Se il Signore ha un Qualcosa delle Tue profondità, quel segreto lo dirà solo a te, non lo dirà davanti agli altri. Dirà davanti agli altri Ciò che tu sei pronta ad accogliere e gli altri sono pronti ad accogliere.
Quindi, apritevi Interiormente e mettetevi davanti agli Insegnamenti di Gesù. Cercate di fare Tesoro di Questa Giornata: “Cosa mi vuole insegnare oggi Gesù, affinché, poi, io sia discepola per me e per gli altri?”.

Recitiamo il Terzo Mistero della Luce del Santo Rosario.

Angela d. C. apre a caso la Bibbia: Giovanni 18, 12 “Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono 13 e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno. 14 Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: “È meglio che un uomo solo muoia per il popolo”. 15 Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; 16 Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. 17 E la giovane portinaia disse a Pietro: “Forse anche tu sei dei discepoli di quest’uomo?”. Egli rispose: “Non lo sono”. 18 Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava”.

Samanta: “È Come se Gesù ci vuol far rispecchiare nel comportamento di Pietro, davanti al testimoniare il suo essere discepolo e la sua risposta è: “Non lo sono”. Quindi vale anche per noi.
È come se Gesù ci volesse dire: “Ma tu sei Testimone Fedele, Testimone Autentico della Mia Parola? E la tua vita rispecchia la Mia Parola? Il tuo comportarti rispecchia la Mia Parola?”. È un interrogarci nelle Profondità, per cercare di capire veramente il nostro comportamento, quello che facciamo, la testimonianza che diamo della Parola di Gesù. Così lo vedo io”.

Marzia: “Io vedo Questo: Gesù Che si prepara ad affrontare il Calvario, perché questo è quando Gesù Lo hanno preso dal Giardino, dall’Orto Dove pregava e quindi inizia questo suo Cammino che Lo porterà, poi, alla Croce per Amore per me e per Amore per tutti. E, quindi, è un po’ come dice Samanta: noi, quanto Amore doniamo a Lui? Quanto Amore io dono a Gesù? Quanto tempo Gli dedico della mia giornata? Come seguo Ciò Che Lui mi chiede, i Suoi Insegnamenti?
Questa è la domanda che mi viene da fare, la domanda, cioè, che mi pongo è: come poter ricambiare Tutto Questo Amore di Gesù per la mia Salvezza, per la nostra Salvezza? E, quindi, impegnarci un po’ di più a meditare, impegnarci un po’ di più a dedicarci alla preghiera e dedicarci un po’ di più, magari, ad incontrarci anche noi, in maniera da poter condividere, perché la condivisione ci fa crescere e ci fa andare avanti.
E poi qua il Signore ci insegna il fatto che è stato detto prima, che non spetta a noi il giudizio e, in questo caso, nemmeno di giudicare Pietro, che era questo suo Discepolo così Prediletto, ma la paura era forse tanta e potrebbe succedere anche a noi, magari di fronte ad una situazione del genere, di indietreggiare al momento, anche se poi c’è subito il pentimento. Questo mi viene”.

Angela d. C.: “Rosanna, invece a me ha colpito Questo Passo, rapportato alla Realtà e, quindi, mi metto in discussione in questo. Mi ha colpito quando dice: “15 Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; 16 Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta”: questo Passo lo rapporto alla Realtà e a me, se, come Pietro, mi fermo alla porta, o se, come l’altro Discepolo, ho il coraggio di entrare. Se il Signore mi mette alla Prova fino in fondo, se io, fino in fondo, Lo seguo.
Io Lo voglio seguire e, quindi, è come se mi chiedeva un passo di coraggio. Se è solo a chiacchiere o c’è la concretezza in questo, questo lo dico per me, non parlo di nessuno. Mi ha colpito questo Passo. Non so se tu mi puoi aiutare a farmi capire”.

La Portavoce: “Capisco, Angela, a te fa da Specchio Questo Passaggio?”.

Angela: “Sì”.

La Portavoce: “E hai fatto il paragone tra Pietro e l’Altro, per vedere chi è entrato, chi è Pronto a seguire Gesù, e chi, invece, rimane sulla porta, per non subire conseguenze”.

Stefano: “A me passa quando Gesù ci dice di non giudicare, perché è pur vero che sono stati quei Sommi Sacerdoti che hanno consegnato Gesù nelle mani dei romani e, quindi, alla sua condanna. E quindi per noi oggi è facile dire, per discolparci, o per giustificarci davanti a Dio: “Tanto la Chiesa non riconosce gli Insegnamenti di Gesù, nella Chiesa noi non possiamo andare ad attingere”.
Però poi, subito, mi confronto, ci dobbiamo confrontare a Pietro che non è entrato. Quindi noi diciamo: “Mi abbandono, mi abbandono a Dio”, però, poi, nel momento in cui dobbiamo mettere in pratica questo abbandono, ci fermiamo fuori alla porta. Quindi Gesù non Lo seguiamo. O Lo seguiamo fin quando ci fa comodo. Poi, nel momento in cui dobbiamo testimoniare e andare dietro a Gesù, non lo facciamo. Quindi sia nell’uno e nell’altro caso, comunque Gesù non si segue”.

La Portavoce: “Vedo un Insegnamento più profondo: quanto bisogna fidarsi della Fede e quanto bisogna fidarsi dell’Uomo.
Vedo Dio Che ha riposto Tutto il Suo Operare nel Figlio e quanto il Figlio, Che comunque, era stato Previsto da Dio, dal Padre, non è indietreggiato. Quindi mi chiedo: quanto è forte la Fede in me? Non se indietreggio davanti ad un uomo, ma se indietreggio davanti a Dio. Nel senso: se mi trovo in una difficoltà e la devo superare, perché devo compiere Qualcosa Che mi ha chiesto Dio, in quel momento, davanti all’uomo, può anche sembrare che indietreggio. Importante, dentro di me, che non ho indietreggiato davanti a Dio. La differenza del giudizio dell’Uomo. E del Giudizio di Dio.
A me non importa avere soddisfazione davanti a quella persona, perché quella persona la incontro oggi e mi dice una cosa. La incontro domani e mi dice un’altra cosa. La mia Fermezza deve essere in Gesù. La mia Fermezza deve essere in Dio. Anche se, apparentemente, può passare tutt’altro, non importa ciò che passa. Importa Ciò che porto dentro.
Devo specchiarmi con Dio. Devo guardare a Dio. Devo vedere se sto facendo davvero la Volontà di Dio. O la mia volontà. Questo è ciò che deve importarmi.
Siamo pronti a fare questo? Questo è ciò che ci deve interessare.
Se vado davanti ad una persona, davanti ad un Consacrato, così come dice Stefano, e testimonio Ciò Che mi dona il Signore, se il Consacrato non mi accoglie, non è perché non mi scaravento contro di lui, non è perché non mi faccio valere, che significa che sto indietreggiando davanti a Gesù. No.
È che ciò che mi dice quel Sacerdote in me non attecchisce, ma rimango Salda in Ciò Che mi dice Dio, perché Questo è Ciò Che riconosco dentro di me. In quel momento può sembrare che ho indietreggiato, non è così. Non è così.
Nell’umano puoi avere la tua vittoria. Io la Vittoria, nel mio Silenzio, ce l’ho con Dio. Non so se è Chiaro”.

Maria: “Qui sorge un problema, secondo me, Rosanna. Non trova visione in quello che io sento: ma chi mi dice che io sono nel giusto? Io divento arbitro, in quel momento, di fronte ad un Sacerdote. Chi mi dice che io sono nel giusto e che, se io non riconosco quello che dice il Sacerdote, è la Verità?”.

La Portavoce: “Allora, Quello che a noi sta insegnando Gesù, e ti riporto alla Scuola Divina, perché è Ciò Che il Signore a me ha insegnato e poi Lo dono a voi: se davanti a quel Sacerdote mi chiudo, significa che voglio camminare col mio io e non sto camminando col Signore.
Se davanti a quel Sacerdote, sono aperta e lo ascolto, però poi riguardo dentro di me il suo dire, mi domando: “Lo riconosco in Dio questo? Sono Insegnamenti di Dio? Sono Insegnamenti Che ritrovo nella Parola di Dio?”.
Io ce l’ho il Metro di Misura. Se ciò che mi dice il Sacerdote lo ascolto e riconosco che lui, in quel momento, si è messo davanti a Dio e mi sta donando Insegnamenti di Dio, io sono nell’errore e chiedo scusa.
Ma se quel Sacerdote, in quel momento, sta facendo valere le sue ragioni, perché questo gli fa comodo, perché si deve proteggere…”.

Maria: “Come lo riconosci tu? È una tua percezione o nasce dall’interpretazione della Scrittura?”.

La Portavoce: “Ti faccio un esempio. Sono andata da un Sacerdote. Mi sono confessata, ho parlato di Questa Realtà e di Ciò Che mi succede. Questo Sacerdote mi ha detto: “Va bene, se ti fa star bene”.
Gli ho detto: “Non cerco lo star bene, se sto nel male. Cerco lo star Bene se è Bene per il Signore, se per me è Bene ed se porta Bene quello che io faccio”. E lui ha detto: “Basta che tu stai serena, basta che tu stai tranquilla”.

Maria: “Ho capito quello che vuoi dire”.

La Portavoce: “Di fronte a questo che cosa posso dedurre?”.

Maria: “Che lui taglia corto e ti dice: “Vai”.

La Portavoce: “Non lo riconosco. Riconoscendo questo, lo lascio lì dove sta, e continuo a fare quello che sto facendo”.

Maria: “Ho capito”.

La Portavoce: “Se, invece, parlo con questo Sacerdote, vado con la pretesa di essere per forza accolta, là già non sta partendo più Gesù, ma sta partendo il mio io. Chi sono per pretendere di essere accolta?

Maria: “È questo”.

La Portavoce: “Ma non vado lì con la pretesa. Vado a dare Testimonianza di Ciò Che vivo. Poi a lui giudicare Ciò Che gli racconto: credermi, o non credermi.
Ti faccio un esempio. Quando Tonino ha parlato con un Sacerdote, amico d’infanzia, e gli ha detto: “Se, davvero, Gesù fa scrivere tua moglie, io mi levo la tonaca”. Rispondo: “In questo ti rispetto, però, forse, tu devi ancora camminare nella Fede, ma non posso prendere per buono ciò che tu mi dici”.

Maria: “Chiaro. Ho capito lo spirito”.

La Portavoce: “Oppure, se vado da qualcuno che mi dice, lasciamo i Sacerdoti, prendiamo delle persone comuni che dicono: “Ah, no, no, a me queste cose fanno paura! No, no, io queste cose non le voglio sentire più”.
A questo dire, rispondo: “Che cos’è che ti fa paura? Perché se tu mi dici che hai paura dello Spirituale, vuol dire che tu non stai a camminare con Gesù, non hai mai camminato con Gesù”.

Maria: “Certo".

La Portavoce: “Se tu mi dici così, vedo quanta presunzione c’è in te, che tu riesci a discernere cosa è il Bene e cosa è il male, così, senza vedere e senza sentire”.

Maria: “Più che di presunzione, io parlerei, forse, di paura umana, che si prova di fronte ad una Realtà Troppo Grande da recepire, da capire”.

La Portavoce: “Ma se tu davanti ti trovi una persona umana, che ti dà una testimonianza, perché dici questo?”.

Maria: “Sai, Rosanna, alle volte io la reputo come presunzione, in molti c’è presunzione, ma in molti, a volte, c’è paura dell’incognito”.

La Portavoce: “Ma questo che significa? Che tu, fino ad adesso, non hai camminato con Gesù. Tu hai comminato con una fede a tua immagine e somiglianza, e hai paura di rimetterti in discussione davanti alla Realtà del Progetto Divino”.

Maria: “Sì”.

La Portavoce: “Ma allora è diverso. Tu non mi devi dire: “Io ho paura di Questa Realtà”. Devi dire: “Io, fino ad adesso, ho avuto gli occhi chiusi e voglio continuare ad averli chiusi”. È diverso”.

Maria: “Non se ne rendono conto. E allora, soltanto mettendosi in Ascolto…”.

La Portavoce: “Ma se tu non te ne rendi conto, non puoi giudicare così. È Diverso. Perché sei pronto a darmi subito addosso, a dare di me una cattiva testimonianza e non sei pronto a darmi una bella testimonianza? Perché? Non sai. Tu non puoi sapere se è il Bene. O il male, perché già mi condanni?”.

Maria: “È l’ignoranza che gioca un brutto ruolo, quello del buio, dell’umano. L’ignoranza è umana, non c’è quell’apertura del Cuore. Quanto meno ci deve essere la curiosità, che è umana, molto umana, però è apertura”.

La Portavoce: “Però già è diverso, perché, come dici tu, la curiosità è umana. Se tu vai in una discoteca per curiosità, per vedere che musica mettono, questo ci sta. Ma per curiosità, davanti ad una Realtà Mistica, davanti ad una Realtà Spirituale non ci si va per curiosità, perché la curiosità ti può far trovare nell’inganno.
Quindi tu devi andare con questa Apertura, con questa Fiducia. Se mi fido della persona che mi sta dicendo questo, bene, sono all’oscuro, sono ignorante, fatemela passare, sono ignorante di queste Cose Mistiche, vengo per vedere se incontro Gesù: già è diverso, è un linguaggio diverso: significa che io, davvero, sono alla Ricerca di Gesù.
Quando andavo bussando, andavo cercando Gesù, io ci andavo alla Ricerca di Gesù: non L’avevo incontrato, non lo sapevo, non ero a conoscenza di niente. E ho fatto anche dei brutti incontri, come quello di fidarmi di una signora, che diceva di parlare con i defunti”.

Maria: “È che tu avevi l’Apertura: tu eri alla Ricerca, tu eri in Cammino, eri aperta”.

La Portavoce: “Per me, che Sinceramente cercavo Gesù, Gesù mi ha aperto gli occhi. Non mi accontentavo. A me non dava pace il Sacerdote che mi rispondeva: “Le scritture automatiche vengono dal male, non ci andare”; oppure: “I morti non si toccano”; altri mi dicevano: “Se ti fa star bene, che male c’è?”: chi mi diceva una cosa, chi me ne diceva un’altra. Ti parlo di Consacrati, perché ho bussato alle Chiese. Non ho bussato alle persone. Quindi essendo che era Fede, essendo che c’è stato un Passaggio, ormai chi poteva parlarmi di Barbara era la Fede, è Chiaro che ho bussato alla Chiesa.
Cosa c’era in me? Davvero il cercare Gesù, il cercare Barbara, ma in Dio. Non volevo il male perché, altrimenti, se in me c’era questo, mi sarei fermata a quella signora, che diceva di parlare con i defunti avrei alimentato quello che lei diceva e faceva e mi sarei fatta una cerchia di amici che non finiva mai. Non so se mi spiego”.

Maria: “Ma non era quello che tu cercavi”.

La Portavoce: “Davvero cercavo Luce sulla Luce: Gesù mi ha guidato. Se, invece, ero alla ricerca di un appagamento personale, sarei rimasta fossilizzata là. Non so se mi spiego.
Ecco che cos’è che per te deve essere davvero importante, se vuoi camminare con Gesù, ma davvero: la Sincerità con te stessa e davanti a Dio, allora Gesù non ti fa incontrare le cose che ti fanno cadere.
Se in te ci sono altri fini, altri scopi, ti vuoi servire della Realtà Divina per altri fini, puoi stare certa che il Signore ti allontana. Sicuro. Questo noi l’abbiamo sperimentato. Non so se mi spiego”.

Maria: “Come no”.

La Portavoce: “Cioè, quando cammini davvero con un Gesù Vivo, in Sincerità…”.

Maria: “In Apertura totale,

La Portavoce: “Tu incontrerai sempre la Luce davanti a te. Sarà dura, te l’ho detto dall’inizio, è Tortuoso il Cammino, ma se vuoi cercare Gesù, è Questa la Via.
Se tu, invece, vuoi cercare soddisfazioni, innalzamento e tutte queste cose, stanne certa che, se vuoi trovare Gesù, non Lo trovi qua”.

Maria: “Non è la strada di Dio, quella”.

La Portavoce: “Non è la strada di Dio. Quindi, in qualsiasi gruppo di Preghiera tu voglia andare, se tu vai Sinceramente alla Ricerca di Gesù, il Signore, Dove sta, regna Lui e tu, sicuramente, troverai l’Apertura di andare.
Se lì non regna Gesù, può passare pure del tempo, ma è il Signore Che te lo concede quel tempo, proprio per farti capire dov’è il male. E dov’è il Bene. Ti deve mettere a Conoscenza di Questo il Signore.
Quindi, se tu vai in un gruppo dove non c’è Dio, può passare pure del tempo, ma, alla fine, ti dà il resoconto Dio, ti dice: “Guarda dove stai. E guarda Dove sono”. Sicuro.
L’importante è che in te ci sia la Sincerità di camminare con Gesù”.

Maria: “E l’Adesione totale”.

La Portavoce: “Ecco, quando tu dici: “Ti fai da giudice”, non è così. Non è così”.

Maria: “No, io non avevo capito questi passaggi”.

La Portavoce: “Se tu, Sinceramente, cammini con Gesù, Gesù, in quel momento, ti fa riconoscere la persona che hai davanti e se tu sei aperta ad ascoltarLo, Gesù ti fa vedere se questa persona sta furbeggiando, se ti sta dicendo la verità o se ha delle sue paure personali e non può aprirsi a te: te le dà di cogliere Gesù.
Ti faccio un altro esempio. Se il Consacrato che, per primo, si è contrapposto a Questa Realtà, si fosse comportato come un Padre, che accoglie un figlio e, prima di condannarlo facendo valere la sua Autorità, senza cercare delle Verità con Ascolto, Preghiera e Discernimento di Questa Realtà e di cosa vivesse il sacerdote, che l’ha portato a Conoscenza di Quanto stesse accadendo, forse, chi era coinvolto in Questa Realtà, si sarebbe messo l’Anima in Pace, dando Ascolto.
Così come questo Consacrato ha fatto per la realtà che ha vissuto in passato fra Lino, quando faceva parte di una realtà che, a fra Lino non dava più pace e che, dal momento che è stata presa in esame con un Ampio Discernimento dagli Organi Preposti nella Santa Madre Chiesa, solo allora si può dire che i Passi sono stati fatti per Amore di Verità e di Giustizia.
Mentre mi chiedo: come possono affermare i Responsabili della Santa Madre Chiesa, che denigrano Questo Progetto Divino, che sono nella Luce e che sono stati fatti Passi Giusti davanti a Dio e a noi, Figli di Dio?
Vedi, Cara Sorella, cosa hanno fatto di Questa Realtà? Una sentenza umana: io sono una pseudovisionaria e, fra Lino, un disobbediente ad un suo Superiore. Ma, di questa sentenza, quanto c’è di vero? Quanto c’è di Amore? Quanto c’è di Accoglienza?
Dio, prima di lasciarti sprofondare ti tende la Mano fino alla fine. Qui, in Questa Realtà, c’è stata condanna da subito. La mia domanda: c’è Verità, la Verità di Dio in questa sentenza?
Gesù: “Allora, ogni volta che ci si interroga su una Realtà Mistica e non si parte dall’Accoglienza, dall’Ascolto, dalla Preghiera e dall’Amore di Dio, ricordatevi sempre che non c’è verità, perché la Verità non teme, la Verità è Luce, la Verità è Cammino di Vita.
Figli, chi ha Orecchi per intendere, intenda”.
Quindi, quando dico: non è importante ciò che testimonio davanti ad una persona, se quella persona non è pronta ad accogliermi, non posso andare a fare la guerra tutte le volte. Gesù ci insegna: “Proponi e poi lascia alla persona di fare quello che vuole”.
L’importante è che sono nella Sincerità e che non sto promuovendo me stessa, ma ti sto donando Ciò Che ricevo. A te accogliere. O non accogliere. Uno che ti può fare, se tu poi mi dici: “Ah, a me queste cose mi fanno paura, o quello o quell’altro”, che cosa ti posso fare?”.

Maria: “Niente. Rimani dove sei”.

La Portavoce: “Però non è detto che, davanti a Gesù sono stata una cattiva testimone. Io non ce l’ho con te”.

Maria: “Tu la mano l’hai stesa”.

La Portavoce: “È Questo che conta davanti a Gesù”.

Maria: “L’ho capito il passaggio”.

La Portavoce: “Quindi, Quando Dio si è servito di Gesù, guarda Gesù, Docilmente, come si è fatto incatenare, come è andato avanti, non si è sottratto”.

Maria: “Sia Fatta la Tua Volontà”.

La Portavoce: “Ecco la Fede, la Vera Fede, Che regnava in Gesù”.

Maria: “Strumento nelle Mani del Padre è diventato”.

La Portavoce: “Esatto. Chi, invece, è fallibile è l’Uomo che, da un momento all’altro, può avere dei ripensamenti, perché, comunque, tiene alla sua persona, tiene al suo io e, prima o poi, può indietreggiare”.

Maria: “Il suo io”.

La Portavoce: “Ecco che Cosa ci insegna Gesù: vuoi camminare in Questa Realtà? La Sincerità e la Preghiera devono essere Due Strumenti Dominanti nella tua giornata”.

Maria: “E l’Abbandono”.

La Portavoce: “È dalla Preghiera e dall’essere Sincero che ti arriva l’Abbandono. Perché tu puoi fare pure una meditazione di abbandono, ma se tu non hai pregato, in quell’abbandono, che passa? Quindi davvero tu devi prendere una decisione: io voglio camminare sinceramente, io prego e io medito.
Ma se tu non cammini sinceramente e sei falsa e hai doppi fini, quella preghiera non è orientata al Bene e, anche se nell’immediato ti può dare la soluzione, a lungo tempo, stanne certa, che ti danneggi. Stai certa di questo”.

Maria: “Eh, no, non c’è sincerità”.

La Portavoce: “La Sincerità è alla Base di Questo Cammino, Questa è la Prima Cosa Che ci ha insegnato Gesù”.

Maria: “Tu me l’hai sempre detto”.

La Portavoce: “Tutte le persone che si sono allontanate e si sono rivoltate a Questa Realtà è perché non è tanto l’Uomo che guida, ma è Gesù Che guida Questa Realtà e Che ti dice: “Non puoi portare zizzania in mezzo al Mio Gregge”. Quando Gesù separa, Lui separa il Grano. Dalla pula.
Ecco dove noi prendiamo il Discernimento su Questa Realtà, da Questo, perché Tutto Ciò Che viviamo, da quando stiamo camminando, si rispecchia Tutto nella Bibbia. Tutto. Ecco Dove riconosciamo che è Gesù Che ci sta a far camminare. Perché se era umano questo Progetto Divino, così come ci disse una volta un Sacerdote: “Se è umano, si ferma. Se è da Dio, non Lo ferma nessuno”.
Le persone possono cambiare, ma il Progetto di Dio va avanti. È Quello Che noi sperimentiamo: la Libertà di ognuno di noi: camminare. O ritirarsi: liberamente. Quindi, quando si dice che questa è una setta, beh, prima di dire setta, ce ne vuole”.

Maria: “Ce ne vuole”.

La Portavoce: “Ce ne vuole sì, prima di far girare delle voci tra le persone e dentro la Chiesa, addirittura, ci siamo trovati un Sacerdote che ha detto: “Ma voi ci andate in Chiesa? Ma fra Lino va alla Chiesa?”. A questo punto mi chiedo: Che voci girano dentro la Chiesa?”.

Maria: “C’è una distorsione. È una aberrazione”.

La Portavoce: “Però, se questi passi, se questo cammino lo stiamo facendo noi, un Giorno saremo noi a darne Conto a Dio. Ma se tutte queste calunnie e tutti questi affronti li state a fare a Gesù, perché è Gesù Che cammina, beh”.

Maria: “È pesante”.

La Portavoce: “È pesante, sì. È pesante, sì, che Dio abbia Misericordia di noi!”.
fra Lino: “Una piccola considerazione per te, Maria. Dicevi: “Ecco, io davanti ad un Sacerdote sarei presuntuosa se contrastassi il suo dire. Chi sono io per poterlo fare?”.
Penso che proprio Questo Brano di Giovanni 18, 12ss ci permette di vedere Gesù Che viene Arrestato, viene Legato, viene condotto proprio dall’Autorità Spirituale più Alta, il Sommo Sacerdote, che, davvero veniva da Dio, doveva essere Colui che, da subito, avrebbe dovuto riconoscere in Quell’Uomo Arrestato il Servo di Dio e, quindi, fare di tutto per liberarLo e fare di tutto per insegnare, per far sì che tutti Lo riconoscessero e dessero Gloria al Padre.
Chi è che ha fatto arrestare Gesù? Il Sommo Sacerdote e, con lui, Anna, suocero di Caifa, anche lui ex Sommo Sacerdote. E con Caifa e con Anna, tutti i Sommi Sacerdoti e i Sacerdoti.
Recentemente una persona ha detto: “Piuttosto che seguire la Realtà, Che voi mi proponete, io preferisco restare con la Chiesa e, se la Chiesa cade, preferisco cadere con la Chiesa”.
La Verità è: cercare il Signore e cercarLo Sinceramente. E il Signore si farà trovare e il Signore si prenderà Cura Amorevole e poi seguire Lui. Questa è la Verità e il Signore, in Questo, non mancherà mai di soccorrere chi, appunto, Umilmente Lo prega e chi, Sinceramente, Lo cerca.
E allora, se la Chiesa cade, perché cadere con Lei? Quando, invece, il Signore vuole portare nei Nuovi Cieli e nella Nuova Umanità e, Gioiosamente e Umilmente, seguire Lui e dare Testimonianza di Questa Opera del Padre”.

Maria: “La risposta l’ho ottenuta da una meditazione. Quindi là dove l’Autorità, Che è l’Autorità Indiscutibile, che è Quella del Sommo Sacerdote, con tutta la Schiera, proprio Loro, i più alti Esponenti, proprio Loro non hanno riconosciuto il Messia. Proprio Loro”.

fra Lino: “L’hanno riconosciuto e L’hanno condotto davanti a Pilato, che voleva liberarLo. Hanno indotto il popolo a ribellarsi contro Pilato e hanno costretto Pilato, pagano, a condannare Gesù e si sono trascinati dietro il popolo. E Loro, che, davvero, dovevano essere a Servizio del Padre, e, Gioiosamente, a Servizio del Figlio, di Gesù, a sua Custodia: non è stato così”.

Maria: “E poi questo esempio è provenuto proprio dall’Alto, dai Massimi Esponenti, non è venuto dal cittadino, dal popolo.
Questo mi induce ad una grande riflessione e la Verità non sempre è riconosciuta da chi dovrebbe essere la Luce, dare Luce su Questa Verità. La Verità sta Altrove”.

fra Lino: “Non deve mai mancare il Rispetto, non deve mai mancare l’Ascolto Autentico, riportato nella Preghiera, ma il Padre Celeste a tutti ha dato l’Anima, Dove Lui abita, e se uno, Sinceramente, prega e se uno Sinceramente, medita, davvero non deve temere e Quella Verità La troverà, troverà la Sorgente e, Gioiosamente, andrà incontro a Questa Sorgente”.

Angela d. C.: “Torniamo al Passo Precedente Che ci dice che non dobbiamo giudicare”.

Recitiamo il Quarto Mistero della Luce del Santo Rosario.

Grazia a caso apre la Bibbia: Giobbe 9, “14 Tanto meno io potrei rispondergli, trovare parole da dirgli! 15 Se avessi anche ragione, non risponderei, al mio giudice dovrei domandare pietà. 16 Se io lo invocassi e mi rispondesse, non crederei che voglia ascoltare la mia voce. 17 Egli con una tempesta mi schiaccia, moltiplica le mie piaghe senza ragione, 18 non mi lascia riprendere il fiato, anzi mi sazia di amarezze. 19 Se si tratta di forza, è lui che dá il vigore; se di giustizia, chi potrà citarlo? 20 Se avessi ragione, il mio parlare mi condannerebbe; se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo. 21 Sono innocente? Non lo so neppure io, detesto la mia vita! 22 Per questo io dico: “È la stessa cosa”: egli fa perire l’innocente e il reo!”

Marzia: “È uno specchiarci: noi, la nostra persona, davanti a Dio, perché noi siamo nati nel peccato, che ci è stato tramandato, abbiamo vissuto nel peccato, quindi come potremo noi, di fronte al Signore, avere le ragioni di qualsiasi cosa, davanti a Lui Che, invece, è Senza Macchia? È senza peccato?
Quindi noi nulla possiamo contro Dio, perché Lui è il Padre, è Lui Che ci ha creati, noi dobbiamo solo ringraziare e prostrarci davanti a Lui e qualsiasi cosa noi abbiamo commesso nella nostra vita, o per errore, o per dissolutezza, o per qualsiasi cosa, dobbiamo solo chiedere perdono, non c’è altra via di fronte al Sommo, Supremo Pontefice, al Sommo Maestro, Sommo Sacerdote, Sommo Tutto.
Dio è la Sorgente e da Lui noi veniamo e a Lui noi torniamo. Quindi solo perdono possiamo chiedere al Signore, null’altro e dirGli: “GRAZIE” un Grande: “GRAZIE” Infinito”.

Samanta: “Io, invece, qua ci vedo un Insegnamento per la vita di tutti i giorni, perché tante volte siamo presuntuosi e, quando parliamo con le persone, ci innalziamo, perché abbiamo ragione noi, perché dobbiamo vincere noi e, invece, dobbiamo imparare l’Umiltà, perché anche nelle nostre semplici parole c’è l’errore.
Quindi, forse, se guardassimo la persona che abbiamo davanti con più Umiltà, saremmo pronti a dire una parola in meno e, se veramente leggessimo attentamente queste Parole, siamo sotto gli Occhi di Dio Sempre e in ogni momento. E, quindi, incarnare un po’ di più l’Umiltà ci porterebbe a dire non una, ma cento parole in meno e, dalle nostre parole in meno, non arriviamo a quello scontro, a quel voler innalzarci.
E poi in Questo Brano ci vedo anche la Giustizia Divina, Che è al di sopra di tutto. Anche per il lavoro che faccio, non c’è la Giustizia, quella che intendiamo noi su questa terra. L’Unica Giustizia che ci può dare la Pace è Quella di Dio, perché Lì non c’è inganno, non c’è menzogna, non c’è compromesso, ma c’è soltanto Amore.
Quindi, a volte, quando ci accaniamo contro alcune cose, alcune situazioni, dobbiamo fare tre passi indietro e dire: “Ma perché ti stai ad accanire? Guarda bene, perché se c’è un errore, perché ti stai ad accanire contro qualcosa?”. Quindi c’è molto da riflettere”.

Dopo pranzo.

Ci consacriamo e recitiamo il Quinto Mistero della Luce del Santo Rosario.

La Portavoce: “Leggete ancora una volta il Brano di Giobbe, partendo da dentro, proprio con l’Anima. Fate conto che la vostra Anima si sta confrontando con Dio.
RileggeteLo sotto Questo Aspetto, cioè come se lasciate il vostro umano, il vostro pensiero e, davvero, da Dentro, come se l’Anima vostra sta a parlare con Dio e vedete se riuscite ad incarnare Queste Parole, se vi Ci riconoscete”.

La Portavoce: “15 Se avessi anche ragione, non risponderei, al mio giudice dovrei domandare pietà”: cioè, se mi guardo dentro, con tutte le ragioni di questo mondo ma so che, comunque, già per il fatto che sono umana, in me ci sta il peccato, perché, comunque, in me ci sono tutte le cose umane: l’invidia, la gelosia, quindi, comunque, la mia Anima davanti a Dio non potrà mai dire. Non posso, devo solo abbassare gli Occhi.
ProvateLo a guardare sotto questa Luce e vedete Giobbe che, con la sua Anima, si confronta con Dio, senza che Dio parli, ma Giobbe si fa domanda e risposta. Provate a leggerLo sotto questa Luce, avendo davanti a voi sempre Gesù e poi fate Questo Confronto: la parte umana - la Parte Spirituale.
Io potrei pure provare a dire, come Giobbe: “16 Se io lo invocassi e mi rispondesse, non crederei che voglia ascoltare la mia voce”: avere quella Piccolezza dell’Anima, perché se tu lo dici con la bocca, lo dici col pensiero, quante Gliene diciamo a Gesù? Di continuo parliamo con Gesù, parliamo, raccontiamo di tutto e di più.
Invece guarda l’Anima davanti a Dio che cosa fa. Cioè, il sol pensiero che tu ti possa avvicinare a Quella Luce così Grande, che tu possa solo osare dire qualche cosa, l’Anima riconosce Quella Grandezza così Immensa e, quindi, con quale Punta di Piedi ci va. Invece, col nostro pensiero non è così, perché ci parliamo con Dio, facciamo e diciamo. Capito?
Proprio lo Specchio: l’Anima e Dio”.

fra Lino: “14 Tanto meno io potrei rispondergli, trovare parole da dirgli!”: Giobbe sta subendo delle ingiustizie da parte di questi amici, che cercano di dargli spiegazione, per la sciagura che lui ha vissuto: in pochissimo tempo ha perso tutti i numerosi averi, ha perso tutti i figli, tutte le figlie e Giobbe era Giusto davanti a Dio. E, alla fine, una piaga che, dal capo, gli attraversava tutto il corpo e la stessa moglie è contro Giobbe, ridotto in povertà.
Giobbe ha perso tutto, ma resta orientato a Dio. In questo suo orientarsi, c’è questo suo interrogarsi davanti a Dio, di Giobbe ed è Ciò Che stiamo ripercorrendo.
“14 Tanto meno io potrei rispondergli”: ecco la piccolezza disarmata di Giobbe, trovare parole da dirGli. Giobbe, Dio Lo conosce molto bene e davanti a Lui si sente proprio inerme.
“15 Se avessi anche ragione, non risponderei”: ecco la Sapienza di Giobbe, davanti a Dio non basta la forza della ragione, per risponderGli, perché Dio è al di là di ogni nostra ragione.
“Al mio giudice dovrei domandare pietà”: come è possibile chiedere Pietà a Colui Che ci deve giudicare?
“16 Se io lo invocassi e mi rispondesse, non crederei che voglia ascoltare la mia voce”: Questo Che ci ricordava un attimo fa la Portavoce: chi può mai pensare che Dio, nella Sua Immensità, possa prestare Ascolto alla mia piccola voce?
“17 Egli con una tempesta mi schiaccia, moltiplica le mie piaghe senza ragione”: ecco come a volte ci poniamo davanti a Dio: attribuiamo a Dio delle realtà che non Gli appartengono e, a volte, tutto ciò che ne consegue è uno sbaglio: si attribuiscono a Dio anche le piaghe e diciamo che è Lui Che le moltiplica.
“18 non mi lascia riprendere il fiato, anzi mi sazia di amarezze”: ecco l’Uomo che si pone davanti a Dio ed ecco la Sincerità di Giobbe, che arriva fino in fondo, davvero si denuda e porta alla Luce tutto quello che lui vive: da una parte il suo affanno e, dall’altra, questo mare di amarezze che non si esaurisce.
“19 Se si tratta di forza, è lui che dá il vigore; se di giustizia, chi potrà citarlo?”: Dio è la Sorgente di Ogni Vigore, ma Dio è la Sorgente anche di Ogni Giustizia. Chi può puntarGli il dito?
“20 Se avessi ragione, il mio parlare mi condannerebbe; se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo”: ecco, allora, là dove la nostra parola cade, le nostre ragioni, davanti a Dio, non hanno nessuna ragione di esistere e, ciò che mi dovrebbe scagionare, di fatto, mi accusa.
“se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo”: ecco ciò che ci sconcerta e ci spaventa: lo Specchio Innocente e Purissimo di Dio, Dove anche la più giusta delle creature, se si specchia, si ritrova in quella Verità Profonda: siamo davvero colpevoli.
“21 Sono innocente? Non lo so neppure io”: ecco la domanda in Giobbe e, conclude: “detesto la mia vita!”: vedete come Giobbe è in questo turbine di pensieri e, invece di trovare soluzioni, sempre di più si perde, sempre di più si appesantisce.
“22 Per questo io dico: “È la stessa cosa egli fa perire l’innocente e il reo!”: e, alla fine. Giobbe conclude: a che servono le ragioni umane? Perché, che uno abbia ragione, o che uno sia colpevole e l’uno e l’altro incontrano quella verità assoluta che è la morte, con la quale tutti devono confrontarsi e, nessuno, può sottrarsi.
Ecco, allora, la Bellezza di Giobbe, nonostante tutto quello che Lui vive, sta davanti a Dio e, con Lui, cerca di camminare, davanti a Lui, cerca di capire. L’unico Tesoro che Giobbe in tutto Questo Dire possiede è la Sincerità”.

Marzia: “Però vorrei dire questo. Questo è tutto frutto del pensiero di Giobbe? È ciò che la sua mente pensa? Però il Signore ci insegna che Lui è dentro di noi, è in Quel Pezzettino di Anima, Che Lui ha impresso dentro di noi ed è Quella Cosa Che ci fa a sua Immagine e Somiglianza ed è Quella Parte Spirituale Che ci lega a Lui.
Quindi, siccome questa Luce dell’Anima è ricoperta dal buio e dal grigiore, allora ecco dove sta la preghiera e l’invocare Dio di venire in nostro Soccorso e in nostro Aiuto, per ripulire, perché la Luce cerca la Luce. Quindi Questa Piccola Lucina che noi abbiamo, se la teniamo sempre così chiusa, offuscata dai nostri pensieri, non la lasciamo respirare, non portiamo alla Luce tutto ciò che ci opprime l’Anima, la lasciamo, diciamo, nel buio.
E, invece, è qui che noi dobbiamo chiedere Soccorso e Aiuto a Dio affinché, con la nostra preghiera, Lui possa venire in nostro Soccorso e possa diradare quelle ombre, affinché Questa Luce penetri e incontri la Luce di Dio e lì ci sia questo Abbraccio, questa Forza Potente di attrazione delle Anime, una con l’altra e creare, così, questa Comunione e ritrovare Quella Sorgente, Che abbiamo perso strada facendo.
Non so se riesci a capire, perché il Signore ci insegna che anche nelle cose più brutte, nei passaggi più inopportuni che facciamo nella nostra vita, sembra che Lui ci abbia abbandonato e facciamo un passo indietro, perché diciamo: “Dio non ci aiuta, perché ci sta succedendo tutto questo?”, come quello che succede a Giobbe.
Invece, Dio è sempre con noi, ci accompagna sempre. A noi cercarLo per ritrovare Quella Pace e Quella Quiete e Quella Libertà Interiore di AmarLo, perché Dio ha un Disegno per ognuno di noi, ma noi non sappiamo Quale. E, allora, non dobbiamo mai lasciare Quella Mano, tenerLa sempre ben salda”.

La Portavoce: “È come se dovessi interpretare Ciò Che Giobbe, in quel momento, viveva. Intanto il dubbio che nasce a Giobbe nel dire: “14 Tanto meno io potrei rispondergli, trovare parole da dirgli!”, cioè: chi sono io per poterGli rispondere? E dove andrei a trovare le parole, per poter giustificare un qualcosa che io ho commesso?
“15 Se avessi anche ragione, non risponderei, al mio giudice dovrei domandare pietà”: Anche avendo ragione, sarebbe tanto e tale il mio tormento, che non potrei rispondere, non potrei avere una risposta giusta da dare. Perché Dio Lo vedo come Giudice e, a prescindere, mi ritengo un peccatore. Quindi, se mi ritengo un peccatore, davanti ad un Giudice, comunque posso solo chiedere Pietà.
“16 Se io lo invocassi e mi rispondesse, non crederei che voglia ascoltare la mia voce 17 Egli con una tempesta mi schiaccia”: se Lo invocassi il Signore come Giudice, per darmi Luce di come sono, come potrei pensare che il Signore vorrebbe ascoltare la mia voce, visto che già so che Lui, in un attimo, con una tempesta, mi potrebbe spazzare? Perché, comunque, non sono veritiera davanti al Signore, già ho commesso delle cose. Quindi la ribellione della mia coscienza, della mia non pulizia interiore: non posso invocare il Signore e poi raccontare cose nelle quali già so di aver peccato. per questo è come dire: mi tengo distante dal dire al Signore, perché già so che devo subire questa punizione, perché ho peccato.
“moltiplica le mie piaghe senza ragione”: anche perché, davanti al Signore, se ho peccato, Lui, Necessariamente, deve essere Giusto e se per ogni peccato ha la sua punizione, è giusto che poi Lui aumenti le mie piaghe.
“18 non mi lascia riprendere il fiato, anzi mi sazia di amarezze”: e se non mi lascia riprendere fiato, non è Dio Che non mi lascia riprendere fiato, ma sono io che mi autopunisco e mi sazio di tante amarezze, perché riguardo il mio passato e ciò che ho peccato davanti a Dio.
“19 Se si tratta di forza, è lui che dá il vigore”: io, davanti a Dio, posso andare solo per chiedere Forza, Vigore, Fede, Lealtà, Giusto Cammino.
“se di giustizia, chi potrà citarlo?”: ma non posso andare a dire a Dio, ma non dico con pretesa, ma nemmeno quella piccolezza di chiedere di essere giudicata, perciò non mi posso giudicare e, tanto meno, posso giudicare gli altri.
E se vado in Quelle Profondità sulle Quali Gesù ci ha lasciato una Testimonianza: “Siate Fratelli, amatevi gli uni gli altri”, perché non posso giudicare te, tu non puoi giudicare me, non posso giudicare me stessa, perché i miei occhi non sono veritieri. Ci siamo?
“20 Se avessi ragione, il mio parlare mi condannerebbe; se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo”: proprio come Giobbe prende questa visione di ciò che può l’Uomo, ciò che è il suo umano e ciò che è davanti a Dio, il Divino, la Parte Spirituale, proprio questo netto contrasto che ci sta, cioè la persona fisica, l’umano e la Luce di Dio, proprio come cogliere un Qualcosa di Bello, di Pulito e la nostra pesantezza. Chi più, chi meno, comunque siamo pesanti davanti a Dio. Comunque.
Poi la confusione di Giobbe. Anche se, nella sua ragione, poteva essere davvero giusto, quando si mette a confronto con la sua Anima, si mette a confronto con la Luce, arriva fino al punto di dire: “21 Sono innocente? Non lo so neppure io, detesto la mia vita! 22 Per questo io dico: “È la stessa cosa”: egli fa perire l’innocente e il reo!”, perché, comunque, si riconosce peccatore”.

Marzia: “Però, Rosanna, non è troppo forte questa Parola: “Detesto la mia vita”?”.

La Portavoce: “Detesto la mia vita”, non in quanto persona, o che, “detesto la mia vita”: ciò che io ne ho fatto, l’uso che ne ho fatto di questa mia vita. Giobbe parte da una ragione: percorrendo la Via della Luce, alla Fine ti porta a dire: non è vero che sei innocente.
Quindi se tu te la prendi con Dio, perché il tuo male ti si è ritorto contro, ripercorrendo, poi, ti rendi conto che è Giusto: non è Dio, perché la Luce non ti punta il dito. È il male che ti punta il dito. Il male che facciamo ci si ritorce contro. Ma non puoi prendertela con Dio, Dio non c’entra.
Quindi, alla Fine del tuo Cammino, davanti a Questa Luce, tu sei portata a dire: “È colpa mia”. Quindi: “Detesto questa mia vita, perché sto camminando senza Dio, ho fatto tutto da solo, quindi non è giusta la mia vita”.

Marzia: “Vedi Gesù, come ci porta proprio su Argomenti ben specifici, per farci capire quale è il Modo Giusto per vivere la vita”.

fra Lino: “È molto bello Questo Dialogo di Giobbe, perché, forse, tra tutte le creature, Giobbe è la più giusta perché, davvero, non solo ha vissuto Lui Santamente, ma ha insegnato a vivere Santamente anche ai Figli.
Però, se uno si mette davanti alla Santità e alla Luce di Dio, anche Giobbe, così Santo, alla fine entra nella confusione e dice: “21 Sono innocente? Non lo so neppure io”: questa è la nostra verità. Così, davanti a Dio, dall’Uomo, non ci potrà mai essere pretesa, ancora meno puntare il dito, ma solo sperare nella sua Misericordia”.

Recitiamo il Primo Mistero Doloroso del Santo Rosario.

Samanta a caso apre la Bibbia: Proverbi 14, “1 La sapienza di una massaia costruisce la casa, la stoltezza la demolisce con le mani. 2 Chi procede con rettitudine teme il Signore, chi si scosta dalle sue vie lo disprezza. 3 Nella bocca dello stolto c’è il germoglio della superbia, ma le labbra dei saggi sono la loro salvaguardia. 4 Senza buoi, niente grano, l’abbondanza del raccolto sta nel vigore del toro. 5 Il testimone vero non mentisce, quello falso spira menzogne. 6 Il beffardo ricerca la sapienza ma invano, la scienza è cosa facile per il prudente. 7 Allontànati dall’uomo stolto, e non ignorerai le labbra sapienti. 8 La sapienza dell’accorto sta nel capire la sua via, ma la stoltezza degli sciocchi è inganno. 9 Fra gli stolti risiede la colpa, fra gli uomini retti la benevolenza. 10 Il cuore conosce la propria amarezza e alla sua gioia non partecipa l’estraneo. 11 La casa degli empi rovinerà, ma la tenda degli uomini retti avrà successo. 12 C’è una via che sembra diritta a qualcuno, ma sbocca in sentieri di morte. 13 Anche fra il riso il cuore prova dolore e la gioia può finire in pena”.

Samanta: “Ogni Frase contiene una Parola Importante. Per esempio: nella Prima si parla della Sapienza, poi si parla della Rettitudine, poi si parla della Saggezza, poi si parla del vigore del toro, quindi del pastore che insegna e protegge le sue pecorelle, poi si parla del Vero Testimone, quindi del Testimone Autentico, poi si parla anche della Prudenza e, quindi, di capire qual è la propria strada e il Signore, con la sua Sapienza, ce la indica.
Però non bisogna lasciarsi ingannare da quelle che sono le falsità, da quelle che è il male, che è sempre in agguato. Questo, per esempio, non l’ho capito: “10 Il cuore conosce la propria amarezza e alla sua gioia non partecipa l’estraneo”: chi è l’estraneo?”.

La Portavoce: “Il male, che non la conosce la gioia”.

Samanta: “È come se in ogni Passaggio c’è una Parola importante, che richiama…”.

La Portavoce: “Un Insegnamento: Gesù ti dà Luce: Quale è il Bene. E quale è il male. Quindi non puoi, un giorno, dire: “Signore, non sapevo”, perché, comunque, ti ha guidata Passo, Passo, ti ha detto sempre tutte e due possibilità: Il Bene. E il male. Il Bene. E il male. Il Bene. E il male. E a te scegliere la prima o la seconda di opzione.
“1 La sapienza di una massaia costruisce la casa, la stoltezza la demolisce con le mani”: e poi vedi proprio il Cielo. E la terra. Il Cielo. E la terra. Vedi? La Sapienza è Divina, la Sapienza La trovi in Alto. La stoltezza è umana.
“2 Chi procede con rettitudine teme il Signore, chi si scosta dalle sue vie lo disprezza”: la Rettitudine, una Persona Retta Lo teme il Signore, temere nel Senso: “Sto facendo Ciò Che è Giusto?”. Invece, chi non teme il Signore, va per la sua via, disprezza il Signore, perché è come se tu ne fai a meno, disprezzi Ciò Che ti dice, non ne hai bisogno.
“3 Nella bocca dello stolto c’è il germoglio della superbia, ma le labbra dei saggi sono la loro salvaguardia”: poi, vedi anche la differenza quando dice: parla di stoltezza e parla di bocca, come proprio per dire: “La bocca”, una cosa umana. Quando invece dice: “La Saggezza”, ti parla di labbra, come per dire: sulle tue labbra abbi questa Accortezza di quando parli.
E poi, ad ogni cosa il suo Giusto Valore, il suo Giusto Peso: “4 Senza buoi, niente grano, l’abbondanza del raccolto sta nel vigore del toro”: se tu non ce li hai i buoi, non puoi pretendere di seminare, il raccolto non dipende se tu fai il Giusto. O non fai il giusto. Ma, davvero, quello che tu ti prefiggi di fare. Cosa stai seminando? Ce li hai i buoi, per poter fare quel solco dritto, per poterti permettere di raccogliere?”.

Angela d. C.: “I buoi, in questo caso, che cosa rappresentano?”.

Tonino: “La forza dei buoi nel tirare l’aratro”.

La Portavoce: “In questo caso la tua forza nel fare le cose. Con questa forza il toro ti ara un solco dritto. Quindi, se tu hai un toro sfaticato, debole, svogliato, il solco non va in profondità, quindi il seme non cresce. Quindi parla anche del nostro Vigore, della nostra Forza, della nostra Fede”.

Marzia: “È tutto rapportato a noi, ogni Parola è rapportata all’Uomo”.

La Portavoce: “Sì, è un Cammino tuo, quello che tu devi fare. Cioè, quando Gesù parla delle Concretezze umane, non ha importanza quella concretezza umana in quanto concretezza, ma in quella concretezza è come tu ti ci rapporti, l’insegnamento, il frutto di quel farti vedere nella Verità, nella Concretezza, così, poi, davvero tu puoi capire quello che tu poi devi fare. Sono Insegnamenti Concreti, ma ricolmi di Spirituale, Dove tu devi attingere e riconoscere Ciò Che ti sta dicendo.
“6b La scienza è cosa facile per il prudente”: Lì Dove c’è Prudenza, Lì Dove c’è Dio, la Scienza, Dio ti illumina e ti porta a fare le Cose Giuste per Dio e, quindi, saranno Giuste per l’Uomo. Lì dove tu scansi Dio e fai da solo, osi fare da solo, la scienza diventa complicata, diventa una scoperta affannosa ed i frutti che poi tu, alla fine, andrai a cogliere, non sono buoni.
Quindi, quando uno dice: “La scienza dove si deve fermare?” fin dove tu ci riconosci la Mano di Dio. Lì l’Uomo si deve fermare. Dove comincia a trovare affanno, dove comincia ad andare oltre, dove non c’è questo scorrere e questa verità. Tutto ciò che esce fuori dalla Verità di Dio, non è buono, perché Dio non ci ha donato cose che, poi, per l’uomo erano irraggiungibili; Dio ci ha donato cose che ognuno, con un po’ di impegno, riesce a fare, ma donando il Giusto.
Vedi pure quello che dicevi tu, Samanta: “10 Il cuore conosce la propria amarezza”, perché, comunque, a noi ci è dato di riconoscere il Bene. E il male. Ciò che non è dato di riconoscere, invece, è la Gioia al male, perché non potrà mai sperimentare la Gioia il male. Mentre noi riusciamo a vedere sia l’Uno. Che l’altro. Noi riusciamo a vivere sia l’Uno. Che l’altro, perché col nostro Libero Arbitrio possiamo vivere sia l’Uno. Che l’altro.
Invece il male non può vivere la Gioia, non vive le Cose di Dio. Vive solo le sue cose”.

Angela d. C.: “13 Anche fra il riso il cuore prova dolore e la gioia può finire in pena”, Questo non L’ho capito”.

La Portavoce: “Beh, pure qui c’è di mezzo la parte umana. E la Parte Spirituale. Ciò che può darti gioia umanamente, può dare Dolore al Cuore, perché stai facendo un atto che non è giusto.
Ti faccio un esempio, proprio per fartelo capire. Se vado con un ragazzo, in quel momento mi dà gioia, è tutto bello, perché sto vivendo una situazione bella e, quindi, sono contenta.
Il mio cuore non gioisce, perché, comunque, sto peccando, io, come donna sposata. Ciò che umanamente mi può dare gioia, il mio Cuore soffre, perché comunque non è una verità e la gioia può finire in pena perché, comunque, va sempre a finire male. Ciò che ti può sembrare gioia, alla fine ti si ritorce contro e diventa una pena”.

Marzia: “Sì, perché quando dovrai dare Conto, lo dovrai riportare, alla fine”.

Samanta: “Non solo alla fine, dovrai dare conto”.

Marzia: “Ma anche subito, perché ritorniamo al fattore della Coscienza, perché sbagliamo volutamente e poi ne paghiamo le conseguenze da subito, perché ci rendiamo conto di avere sbagliato”.

Tonino: “Per esempio quel giovane che, a Milano, ha investito quel ragazzo, è fuggito ed era blindato, non l’avrebbero mai trovato. Però dice che il rimorso della Coscienza era tale, che lo spingeva ad andare a costituirsi. E si è andato a costituire, anche se l’aveva scampata”.

Marzia: “Io credo che, in questo caso, quando le cose non le hai fatte con la malignità: ti capita, è successo involontariamente ed è scappato. Però se tu le cose le fai volutamente, allora non cerchi il perdono. Invece quando ti capita così, lo spavento ti porta a fuggire, però, poi, la riflessione ti porta a tornare indietro”.

La Portavoce: “Certo, per questo c’è il Perdono di Dio e la Misericordia, proprio perché il male ti induce sempre a fare i danni e a peccare. Però ci sta chi, davvero, vuole seguire Gesù, Lo riconosce, si mette sulla Retta Via e chiede perdono. E chi, invece, continua ad andare avanti con la sua superbia.
Chi è che spinge una persona per forza ad ottenere una cosa, anche se è sbagliata, a farla? Dal momento che tu sei caduta nel peccato e da quel peccato tu non ti vuoi rialzare, tu ti puoi sforzare in tutti i modi a far cambiare una persona, se non parte in lei questa convinzione, che è nel male e che, se vuole seguire Gesù, deve uscire da quella fossa, tu non ci puoi fare niente.
Ecco quando Dio indietreggia davanti all’Uomo. Dio, Che è Dio, davanti a noi indietreggia”.

Tonino: “Sì, ma se questa persona da sola non ce la fa e ci vuole l’aiuto di qualcuno, in lei non matura mai questa consapevolezza”.

La Portavoce: “Quando una persona commette peccato, Tonino, il Signore in mille modi ti fa capire. È come se attorno a te ti fa tanti Orticelli, per andartici a far saziare; sei tu che Li scansi ad Uno ad Uno, perché tu non vuoi uscire da quello che hai fatto.
Lì Gesù non ci può fare niente. Ti mette un Orticello e si secca. Un Altro, e si secca, un Altro e si secca, alla fine indietreggia e ti lascia per la tua via, perché c’è il Libero Arbitrio. Anche perché, un Conto è quando è il Signore a parlare, un conto quando è l’uomo e l’innalzamento dell’io a parlare e, in questo caso, lascia il tempo che trova. Lì non è operante Dio.
Ma se, adesso, Gesù attraverso di me ti sta parlando e ti sta dicendo una Cosa, non sono io, non è il mio io, è Gesù Che te La sta a dire. Dal momento che te La sta dicendo, già è Operante Quello Che Gesù sta dicendo. Quindi tu La dovresti accogliere, per poter guarire.
Se tu non Lo accogli, Gesù una volta te lo dice attraverso di me, un’altra volta te lo dice attraverso un altro Strumento, se tu non vuoi accogliere, alla fine Gesù si ritira e addosso a te comincerai a sperimentare tutto il ripagare del male, perché, fin quando Gesù ti sta attorno, lo percepisci e non lo percepisci che stai facendo le cose brutte.
Ma dal momento che Gesù ti dice: “Questa è l’ultima chance che Io ti do. Che vuoi fare?” Perché ci sta sempre la Resa dei Conti. Sempre. Lì, dal momento che tu rinneghi Dio, da quel momento in poi tu comincerai ad assaporare tutti i frutti del male. Tutti. Ti si comincia a ritorcere tutto contro”.

Angela d. C.: “Perché scansi Dio”.

La Portavoce: “Perché scansi Dio. Però non mi si venga a dire che Dio non ha operato in quella persona per farsi riconoscere, perché non è vero, perché Dio la Possibilità la dà a tutti quanti. Ci sono tante persone che non vogliono ascoltare. Ma non vogliono proprio!”.

Tonino: “Ma non vogliono, perché gli fa più comodo fare quello che fanno”.

La Portavoce: “Però, quando poi sbattono il muso e dicono: “Dove sta Dio?”, non è così! Non c’entra niente Dio. Quello che dicevamo prima: devi fare: “Mia colpa” e basta”.

Recitiamo il Secondo Mistero Doloroso del Santo Rosario.

Pamela a caso apre la Bibbia: Baruc 6, 65 “Essi non maledicono né benedicono i re; 66 non mostrano alle genti segni nel cielo, né risplendono come il sole, né illuminano come la luna. 67 Le belve sono migliori di loro, perché possono fuggire in un riparo e provvedere a se stesse. 68 Dunque, in nessuna maniera è chiaro per noi che essi sono dei; per questo non temeteli! 69 Come infatti uno spauracchio che in un cocomeraio nulla protegge, tali sono i loro idoli di legno indorati e argentati; 70 ancora, i loro idoli di legno indorati e argentati si possono paragonare a un ramo nell’orto, su cui si posa ogni sorta di uccelli, o anche a un cadavere gettato nelle tenebre. 71 Dalla porpora e dal bisso che si logorano su di loro saprete che non sono dei; infine saranno divorati e nel paese saranno una vergogna. 72 È migliore un uomo giusto che non abbia idoli, poiché sarà lontano dal disonore”.

Pamela: “Chi segue con Rettitudine, teme il Signore. Gli idoli, invece, sono innocui, perché non esistono, sono il frutto della mente dell’Uomo, è lui che si crea queste figure e poi, magari, gli dà anche un’importanza, come se fossero degli dei.
Questo Brano ci dice che loro non servono a niente, non fanno niente. Addirittura dice che le belve sono migliori di loro perché, in un certo senso, comunque reagiscono, vivono, mentre questi idoli non hanno forza”.

La Portavoce: “Non hanno forza”.

Pamela: “Non hanno nessun tipo di forza, né nel bene, né nel male”.

Samanta: “Quindi, è come se non fossero neanche il male gli idoli?. Perché dice: “65 Essi non maledicono né benedicono i re”, quindi, che vuol dire? Che non è neanche il male?”.

Pamela: “È il frutto della mente dell’Uomo, è un pensiero che si fa l’Uomo: ad esempio prende una statuetta e la venera”.

Samanta: “Tipo i buddisti”.

Pamela: “Come i buddisti.

Angela d. C.: “Pure un cantante può essere un idolo”.

fra Lino: “La statua di buddha benedice? Maledice? Fa risplendere? O provoca le tenebre? Riesce a provvedere a se stessa? E l’Uomo che fa? La adora quella statua”.

Pamela: “Quando siamo andati alle Mauritius, là c’erano queste statuette con ottomila braccia: loro le tenevano fuori dalle case, come noi teniamo la Madonnina. E loro veneravano questa statuetta. Riponevano in quella statuetta la loro speranza.
Però non servono a niente, è un idolo che si fa l’Uomo. Questo Brano ci dice di non temere ciò in cui credono, perché non serve a niente”.

fra Lino: “Adesso, ancora, ancora, ma a queste statuette prima si facevano dei sacrifici anche umani; cioè famiglie che sacrificavano i loro figli, perché passasse la peste, il raccolto fosse abbondante, o chi sa che cosa: è stata sempre la stoltezza dell’Uomo”.

Pamela: “Però è sempre l’Uomo che si fa del male da solo, non è la statuetta. È l’Uomo che si fa ingannare dalla mente”.

Angela d. C.: “Ma c’è sempre il male, però, se fa un’azione del genere”.

fra Lino: “Certo”.

Tonino: “Come i kamikaze, dicono che in nome di Maometto si fanno esplodere, quindi pure là è il male che opera. Ma Maometto è pure un idolo?”.

Samanta: “È stata una persona”.

Marzia: “Ma gli Uomini che adorano il male e, quindi, fanno le messe nere, hanno un idolo loro?”.

La Portavoce: “Satana esiste, non è un idolo: è il male”.

Marzia: “Se si fanno una statuetta?”.

La Portavoce: “Se tu compri una statuetta del diavolo, quello rappresenta per te il diavolo, quindi quello è il male. Se tu compri una statuetta di buddha, quello non è né bene. Né male. Poi è quello che tu attribuisci a quella statuetta, la tua stoltezza che ti porta a fare le cose e te la suoni e te la canti. Mentre se tu prendi il diavolo, là lo chiami, lo richiami. È diverso”.

Tonino: “Ma perché, fra Lino, se non sono niente, dice: “Le belve sono migliori di loro”? Perché le rassomigliano, se loro non rappresentano niente?”.

fra Lino: “Non rappresentano niente agli Occhi di Dio e agli Occhi di chi serve Dio. Mentre, invece, per gli altri, questi idoli sono considerati divinità e, come tali, li adorano e ad essi attribuiscono potere di benedire e di maledire i re. Benedicendo i re o maledicendo i re, maledicono o benedicono i loro popoli: “66 non mostrano alle genti segni nel cielo, né risplendono come il sole”, invece, chi li adora, attribuisce loro tutto questo.
Ecco, rileggendo tutti i diversi Passaggi, come diceva all’inizio la Portavoce, è così bello vedere come Dio ci raggiunge dove noi ci troviamo: non condanna chi adora questi idoli, nel senso che condannandoli, li spazza via, ma, con Tenerezza, li raggiunge là, dove loro si trovano, e poi attraverso il Suo Strumento, in questo caso Baruc, dona Luce Passo, Passo con tanta Pazienza, con Tanta Umiltà così che, alla fine, davvero non resta, per chi è sincero, che riconoscere la Verità: “Questi idoli non sono niente, non temeteli”.

Angela d. C.: “A noi come gruppo che insegnamento ci vuole dare Gesù?”.

La Portavoce: “Se qui ci fosse il male, Gesù ad ognuno di voi, nella preghiera, in qualsiasi modo vi raggiungerebbe e vi direbbe se c’è il male, sì, o no. Gesù non ti lascia, se tu sei Aperto a Lui e Lo cerchi Sinceramente, Gesù non ti permette di cadere. Non ti fa trovare in mezzo al male. Ti dà sempre quel sensore per farti capire se stai nel Bene. O nel male. Sempre.
Poi la Cosa Bella è che si può andare verso Gesù, se tu sei Sincero e davvero chiedi nella Sincerità, ti faccio un esempio. Stamattina sono andata a Messa e dicevo a fra Lino: “fra Lino, tu vai prima della Messa e ti trattieni pure dopo la Messa in preghiera. Puoi condividermi che cos’è che tu dici a Gesù? Visto che io, certe volte, non so più che cosa dire. Io dico solo e soltanto una cosa: “Se non sei Gesù, allontanati. Se sei Gesù, rafforzami”. Solo questo so dire. Non so che cosa altro dire.
È come se Gesù di me, forse perché prego tutti i giorni, sa talmente Tutto che io non so più che cosa dire. Allora ho detto a fra Lino: “Ma scusa, ma tu che cosa hai da dirGli? Ti fermi tanto e io non so più che cosa dire”. Ecco, proprio la Bellezza di andare verso Gesù e dirGli: “Signore, se sto facendo un cammino sbagliato, fermami, fammelo capire. Se sto facendo un Cammino Che è Tuo, rafforzami, perché le tentazioni sono tante attorno a me”.
Adesso tu queste cose valle a dire ad una persona che cammina in un altro gruppo, però che deve riconoscere che, Sinceramente, prega Gesù, non solo con la bocca, tanto per dire, per far vedere e si mette in competizione con te e dice: “No, pure io glielo posso dire a Gesù”. No, tu Glielo devi dire nella Preghiera e, davvero, con il Cuore. Allora è un Chiedere al Signore.
Ma se tu chiedi con la bocca e poi ti chiudi interiormente, che ti dice Gesù? Niente. Che ti può dire? Ecco, quando noi a tutti quanti diciamo: “Guardate il nostro Cammino, ma non le cadute che noi facciamo, perché siamo ancora umani, è normale, ci può pure stare che diamo una cattiva testimonianza, perché cadiamo. Però tu, di fronte al mio cadere, se vuoi, rimproverami, richiamami, fai quello che vuoi, ma non sto in discussione io, quanto sta in discussione il Dire di Gesù, Che ti propongo: Lì, dovete fare Discernimento: Quello è Gesù? Che poi la mia persona possa pure cadere, beh, il peccato, poi, me lo sconto io. Non so se mi spiego. È diversa la cosa.
Quindi, vedi: Gesù, se tu apri la Bibbia, in un modo o in un altro ti raggiunge. Non ti raggiunge, per esempio, con il Vangelo di Marco? Ma ti raggiunge con il Dire di Baruc e ti dice che cosa sono gli idoli. Quindi, tutte quelle persone che adorano gli idoli, lo sanno. È che non vogliono cambiare. Ma lo sanno.
Davanti a Dio non è che puoi dire: “Io sono caduta, perché non sapevo”. No! Io sono caduto perché, mille sono state quelle circostanze per farmi cadere, ma, poi, anche persevero. Se io continuo a perseverare nell’errore, Dio che ti può fare?
Il Bello è trovare il Coraggio di ravvedersi e poi di camminare sulla Retta Via. Ecco perché esiste Gesù e perché esiste Quel Perdono: la Confessione, appunto perché siamo umani e tendiamo sempre a cadere. Ma, poi, una volta caduti, bisogna vedere che cos’è che in te si smuove: se davvero è stata una caduta, ma vuoi camminare nel Bene? Ha un senso. Se tu cadi, puoi fare pure fatica a rialzarti, ma puoi farcela.
Per comprendere meglio, poc’anzi vedevamo Maria: non lo so se Maria continuerà Questo Cammino, perché Maria ha le sue intenzioni e vuole andare verso quelle intenzioni, sbagliate, te lo ha detto il Signore e, quindi, dal momento che tu sai che, se vieni qui, il Signore continuerà a farti da Specchio e che non ti avallerà le cose che tu vuoi fare, ma ti dirà: “Sono sbagliate” e te lo dirà fino alla fine, quindi tu devi scegliere.
Ecco gli Atti di Coraggio. Fanno male. Sono rinunzie che una persona deve fare. Fanno male? Piuttosto che farti male del tutto. Lei, oggi, ha una sofferenza addosso grandissima. Però, che fai? Ecco, abbiamo teso pure la mano. L’ha voluta afferrare? Lei adesso si starà a fare tanti di quei film, pur di continuare il suo obiettivo”.

Samanta: “Ma, appunto, si farà del male”.

La Portavoce: “Ecco perché, ancora una volta, invitala a venire a parlare con me, perché se Maria si farà male, non si rialzerà più. Maria sta giocando brutto”.

Angela d. C.: “Vedi che lei ha dato degli imput, quando parlava del buio, dello sprofondare, ha dato dei segnali, che ha bisogno di aiuto”.

Tonino: “È cosciente allora di quello che sta per fare”.

La Portavoce: “Ha bisogno di Aiuto. Il Signore la vuole aiutare, glielo sta dicendo in tutti i modi, anche con i Messaggi. Quanto dicono le Parole di Quei Messaggi!”.

Angela d. C.: ”Dalla risposta dell’sms lei ti riconosce come Portavoce, penso, perché, Rosanna non le spedisci un sms?”.

La Portavoce: “No, si sentirebbe costretta e si chiederebbe: “Perché mi cerca? Perché mi stai a forzare? Perché mi vuoi portare là?”. L’sms di Samanta è il messaggino di un’amica, che ti puoi sentire libera di dire sì, o no. E puoi fare anche di non giustificare.
Se glielo manda Gesù, dovrà dare delle giustificazioni a Gesù e, poi, che Gli dici a Gesù? Le menzogne? Quindi, se lo mando io, la vado a caricare ancora di più.
Pertanto in noi può partire soltanto questa Mano Tesa, la Preghiera: se lei vuole aprirsi, eccomi, ci siamo, anche se, molte volte, dico la verità, può essere anche un po’ di disturbo, perché poi parla, parla, parla, è un ammasso di dire, ma non di incarnare”.

Angela d. C.: “Stamattina io notavo la sapienza umana. E la Sapienza di Dio, nel senso: quando uno sa parlare”.

La Portavoce: “Però, che tu ti riempia la bocca di Gesù, ma poi non cammini con Gesù, che te ne fai? Non costruisci. Ecco il suo buio. Ecco il suo vuoto. Non costruisce. Che costruisce? Dolori, i dolori sta costruendo e mi dispiace. Che fai?”.

Angela d. C.: “Si vede che è molto sola, forse lei, eh?”.

Samanta: “Lei ha tanti amici, ma, in realtà…”.

Angela d. C.: “Ma vive la solitudine. Speriamo che Gesù la aiuti”.

La Portavoce: “Però, vedi, in quella solitudine non si vuole far raggiungere, perché così come sta è vero, sì, che sta male adesso; le basta una telefonata di qualcuno, che lei già ristà bene e sfrutta quell’ora, due ore di star bene. Poi, rivà un’altra volta nel buio. Però le sta bene così”.

Angela d. C.: “Perché non vuole fare questo salto? Perché non vuole uscire dal mondo?”.

La Portavoce: “Non vuole uscire da ciò che lei si è prefissata di fare. Ha degli obiettivi da raggiungere. Sono degli obiettivi malati, il Signore glieli ha detti, anche quando siamo andati a p. Pio glieli ha detti e lei non vuole ascoltare. Davanti alla Statua di p. Pio Gesù, attraverso di me, le ha dato Luce sulla sua vita, ma non ascolta. Non ascolta.
Quando una persona non vuole ascoltare, prende solo ciò che le fa piacere. Le altre cose né le dice, né le accoglie, né ci medita. Le scansa proprio. Che fai? Non puoi far niente.
Tu guarda la Potenza di Dio: di fronte ad una persona si tira indietro. Dio ha fatto il Mondo, che cos’è una persona davanti a Dio? Un granellino? Davanti al granellino Dio si tira indietro”.

Angela d. C.: “Rispetta”.

La Portavoce: “Rispetta. Non possiamo far niente”.

Recitiamo il Terzo Mistero del Dolore del Santo Rosario.

Stefano apre a caso la Bibbia: Geremia 42, 1 “Tutti i capi delle bande armate e Giovanni figlio di Kàreca, e Azaria figlio di Osaia e tutto il popolo, dai piccoli ai grandi, si presentarono 2 al profeta Geremia e gli dissero: “Ti sia gradita la nostra supplica! Prega per noi il Signore tuo Dio, in favore di tutto questo residuo di popolazione, perché noi siamo rimasti in pochi dopo essere stati molti, come vedi con i tuoi occhi. 3 Il Signore tuo Dio ci indichi la via per la quale dobbiamo andare e che cosa dobbiamo fare”. 4 Il profeta Geremia rispose loro: “Comprendo! Ecco, pregherò il Signore vostro Dio secondo le vostre parole e vi riferirò quanto il Signore risponde per voi; non vi nasconderò nulla”. 5 Essi allora dissero a Geremia: “Il Signore sia contro di noi testimone verace e fedele, se non faremo quanto il Signore tuo Dio ti rivelerà per noi. 6 Che ci sia gradita o no, noi ascolteremo la voce del Signore nostro Dio al quale ti mandiamo, perché ce ne venga bene obbedendo alla voce del Signore nostro Dio”.

Stefano: “Il Profeta Geremia è come un Portavoce del Signore, perché, di un grande popolo, pochi sono rimasti dai combattimenti e, di quei pochi che sono rimasti, si sono rivolti al Profeta Geremia, e quindi, a Gesù, per indicargli la Salvezza.
E Geremia non si tira indietro, ma dice loro che pregherà il Signore, affinché dia Risposta a tutto il popolo. E quindi la Figura di Geremia è come Figura di Portavoce e riferirà a loro Ciò Che il Signore dirà al popolo attraverso di Lui”.

Samanta: “È come se il Signore ci vuole dare prova di Ciò Che è già avvenuto in passato e ce lo vuole ripresentare attraverso Rosanna; quindi ci vuole far capire: “Guardate, il Signore ha già parlato ad altre persone, ad altri Portavoce, ad altri Profeti, non è una Cosa Nuova, Questa è una Cosa Che è sempre stata.
In Questo momento in particolare ho scelto la Portavoce, perché è in gioco la Salvezza dell’Umanità: quindi così come Io ho parlato tanto tempo fa è ho sempre continuato a parlare ai Santi, ai Mistici, Oggi Questa è la Prova Che Io continuo a parlare a lei”.
Quindi Gesù ci sta facendo Scuola facendoci leggere Questo Brano ad ognuno di noi, per farci aprire Qualcosa, per farci meditare sulla Sua Parola, non per farci meditare sui Messaggi che arrivano a Rosanna, ma proprio sulla Bibbia. E poi, da Questo, farci capire che è Lui Che sta parlando a Rosanna e, quindi, nei Messaggi Che Lui dà a Rosanna c’è la Sua Parola, c’è Lui, non c’è nessun altro”.

Stefano: “fra Lino, sembrerà strano, ma è proprio vero: su 1500 Pagine di Bibbia, ho preso proprio la Frase Che, secondo me, da un po’ di tempo, proprio rispecchia perfettamente il mio modo di vivere adesso. Sembrerà strano ma è così. È il Brano più indicato, Che mi aiuta a fare discernimento su me stesso”.

Samanta: “Sì, sì, siete rimasti in pochi”.

Stefano: “Io mi considero come questo popolo che, disorientato, spaventato, perché comunque sono stati uccisi in tanti, quindi sono così spaventati, che non sanno proprio cosa fare, si rifugiano in Questo Profeta, perché riconoscono che parla al Signore e chiedono al Signore proprio Questa frase: “3 Il Signore tuo Dio ci indichi la via per la quale dobbiamo andare e che cosa dobbiamo fare”.

Pamela: “Quello che fai sempre tu con tua mamma”.

Stefano: “Appunto: 1500 Pagine, è vero, mi rispecchio proprio in questo popolo è come se io devo andare verso Gesù a chiedere cosa devo fare e, per andare verso Gesù, mi servo della Portavoce.
Geremia dice: “Comprendo! Ecco, pregherò il Signore vostro Dio secondo le vostre parole e vi riferirò quanto il Signore risponde per voi”, in questo caso, per me”.

fra Lino: “Concludi e, come la Portavoce dice sempre: “Quello Che sento, bello o brutto che sia”, come dice Geremia: “E non vi nasconderò nulla”.

Marzia: “Però il Signore ce la sta facendo vivere a noi del gruppo questa Concretezza, perché quante volte diciamo a Rosanna: “Rosanna, se hai Qualcosa per noi dal Signore”. Oppure, quando veniamo qui a portare le nostre cose personali”.

Stefano: “Sì, però voglio dire che questo Brano è capitato a me, non è che è capitato a voi, come per dire: è vero che succede come gruppo a tutti, ma questa è la mia concretezza in questo periodo”.

Tonino: “Qua è un popolo che chiedeva aiuto”.

Marzia: “Però io ritrovo sempre che rispecchia tutti quanti noi perché, comunque, tutti noi del gruppo chiediamo le Risposte attraverso la Portavoce”.

Tonino: “Faccio una considerazione proprio semplice. Io penso che, come non Lo conoscevamo noi il Vangelo, prima di Questo Cammino, così non lo conoscono le altre persone. Perché, se Lo conoscessero, l’umanità non starebbe in queste condizioni”.

Marzia: “Però, Tonino, la colpa di chi è, adesso?”.

Tonino: “Le colpe non le diamo a nessuno”.

Marzia: Non le diamo a nessuno. Però, se qualcuno, da quando sono stati scritti tutti questi Bei Messaggi, si fosse messo in Ascolto, e parliamo della Chiesa, dei Consacrati…”.

Tonino: “Quello è un altro discorso”.

Marzia: “No, non è un altro discorso. Questa è una Cosa che è da sei, sette anni che va avanti, no?”.

Samanta: “Mamma, pensa alle Parole di Gesù: non giudicare”.

Marzia: “Non sto giudicando”.

Samanta: “E allora, mamma, con la Sapienza di Dio, taci!”.

Marzia: “Taci? Allora Mi sto zitta”.

Samanta: “No, nel senso…”.

Marzia: “Mi sto zitta, Samanta. Tu mi interrompi sempre, quando non devi”.

Samanta: “Rosanna, adesso mi è venuto da dire questo, perché tu, prima, ci hai fatto un Insegnamento e ci hai detto: a me ha colpito molto quel passo che diceva di non giudicarci e di non giudicare gli altri, perché il Signore poi dice: “Io porterò Tutto alla Luce, però voi non siete degni di giudicare voi stessi, quindi non potete neanche giudicare gli altri, perché siete i primi a dover stare zitti, perché davanti a Me non avete parole”.
Allora, questo ti volevo dire, non ti stavo giudicando.

La Portavoce: “Posso dirvi da dove parti tu, Marzia e da dove parti tu, Samanta?”.

Marzia: “Sì, vediamo”.

La Portavoce: “Da dove parti tu? Tu, Samanta, parti dal difendere chi non cammina. Parti nel difendere, per dire: “Non giudicare”, perché quello che stava dicendo tua madre, chi non cammina lo sa che doveva camminare, non l’ha fatto, quindi è responsabile. E quindi a te duole”.

Samanta: “Responsabile di che cosa?”.

La Portavoce: “Allora, Tonino dice: “Le persone non Lo conoscono il Vangelo, altrimenti le cose andrebbero in maniera diversa”. Tua madre dice: “Ognuno ha ricevuto dei Messaggi, si sono chiusi, anche adesso che il Signore si sta riproponendo, nessuno ci vuole sentire. E quindi il mondo continuerà sempre ad andare male”.
Mentre tua madre l’ha detto come una richiesta di Soccorso, nel senso: “Se la Chiesa, però, si apriva, se Questa Realtà veniva un po’ più fuori, forse le persone a me care non si sarebbero allontanate ma, essendo in tanti, avrebbero cominciato a convincersi pure loro, pure loro dovevano cominciare a porsi degli interrogativi”.
Lei dice: “Se Questa Realtà, i Sacerdoti cominciavano anche Loro a professarLa, forse sarebbe stata una Apertura diversa”. “Visto che siamo rimasti solo io e Samanta e tutto il mondo va contro, gli altri? Io mi ritrovo debole di fronte a tanto”. Il pensiero di tua madre andava a finire qua, alla fine.
Il tuo, Samanta, sei partita come difesa: hai subito voluto difendere loro, nel senso: “Anche se loro non hanno riconosciuto, perché anche loro hanno ricevuto dei Messaggi, Dove la Verità era dura da accogliere e si sono chiusi, adesso non li dobbiamo condannare, non li dobbiamo attaccare, perché non sappiamo quello che portano, perché non sappiamo loro come la vedono”.

Samanta: “Io l’ho voluta intendere in questo senso. Lei ha detto: “Se i Sacerdoti non hanno riconosciuto”, io dentro di me ho detto: “Io Gesù L’ho riconosciuto e Lo seguo”.

Marzia: “Ma non era un giudizio negativo il mio”.

Samanta: “Quindi, ho voluto dire: non giudicare, perché, comunque, il Signore porterà alla Luce tutto quello che vogliono coprire, che non vogliono dire, che vogliono lasciare a metà”.

La Portavoce: “Però, in te c’è questo. In lei, invece, che porta il peso di Ciò Che dice Gesù, di Ciò Che ci annuncia Gesù, tu, come mi hai detto l’altra volta? Che ti portavi un po’ il peso: “Se uno non cammina, che fine fa?”. Ti ricordi?”.

Samanta: “Sì”.

La Portavoce: “Quindi in te, nelle tue Profondità, questo c’è, Samanta. In mamma tua, nelle sue Profondità c’è il non camminare dei suoi cari, giustamente”.

Tonino: “In ognuno di noi scatta questo meccanismo. Anche Angela si porta la stessa pena”.

La Portavoce: “Quindi le loro reazioni partono da queste Profondità, non solo da quello di dire: “Non giudicare”, ma dietro ci sta tutto questo”.

Samanta: “Noi riconosciamo però, giustamente, intorno a noi c’è chi non riconosce e allora ti dispiace, perché dici: “Ma perché io riconosco e tu non riconosci? Dove sta la differenza tra me e te? Perché io ascolto la Voce del Signore, Lo temo, ho paura quando faccio qualcosa di sbagliato, ho il tormento e questo per me dovrebbe essere naturale, come mai per te non lo è?”. O meglio, “Tu, secondo me, ce le hai pure tu tutte queste sensazioni che vivo io. Però, mentre io, docilmente, mi faccio condurre, tu resisti e fai come la parabola di prima del Libro dei Proverbi e fai lo stolto e Lo scansi”.

Marzia: “Però, in questo momento, io non stavo, non li stavo giudicando, anzi, come dice Rosanna, io stavo proprio dicendo, ma anche globalmente, non solo per la mia famiglia, ma anche per tutti gli uomini, che vogliono intraprendere Questo Cammino e capire gli Insegnamenti di Gesù su Ciò Che ci vuole dire.
Quindi non li stavo giudicando, non stavo giudicando la Chiesa e i Consacrati nel modo più assoluto”.

La Portavoce: “Sì, sei partita con una cosa più larga, però quello che si smuove nelle vostre Profondità, è questo: c’è una difesa per chi non sta camminando, al di là dello sguardo ampio, anche nel piccolo, perché poi, se tu vai a valutare, chi sta qui in esame? In voi è chiaro.
Perché, poi, che non camminino gli altri vi può dispiacere, però è un po’ più larga la cosa. Quindi di fondo, quello che vi fa scattare, quello che vi fa subito indurire è questo, perché portate il dispiacere e, molte volte, anche un pochino di rabbia, che loro non vogliono ascoltarvi. E cosa ci sta in ballo, voi lo temete”.

Samanta: “A me certe volte, pure quando noi andiamo con la piccolezza per fargli fare quel passetto, non c’è niente da fare. Non vogliono proprio ascoltare. Anche quando andiamo con quella piccolezza, è come se ricevessimo quelle porte in faccia”.

Tonino: “Quindi non vogliono affrontare per niente. Per esempio, se tu dicessi a quella persona: “Fermati un attimo e parliamone. Aiutami tu a farmi capire perché tu non riconosci”, le fa l’effetto contrario?”.

Samanta: “Si possono spaventare. Non capisco questa loro paura, ma hanno paura e scappano. Perché, come io dico “Preghiamo insieme” e questo non lo dico solo io, lo dicono anche i Consacrati e la Chiesa, comunque non lo fanno.
Invece, secondo me, sanno e hanno tanta di quella paura, che non riescono a fare quel passo di umiltà e dire: “Eccomi, Signore, sto qua. Quello che ho fatto, ho fatto, però voglio andare avanti con te”.

La Portavoce: “Quando uno cammina e uno non cammina, vi ho sempre detto: “Guardate che la Cosa più Bella è camminare insieme, altrimenti si creano le distanze”.
Vedo Stefano e Pamela. Quando Pamela si ferma nel pregare, Stefano continua a pregare, vedo che in loro non c’è complicità, non c’è rispetto per il pensiero: uno dice una cosa, uno ne dice un’altra. Non c’è incontro. Quando pregano di più, specialmente se pregano insieme, le cose cambiano. Loro sono presenti, questo è quello che colgo. Poi a loro testimoniare se è così.
Quando tu cominci a camminare nello Spirituale, tu non te ne rendi conto, non lo percepisci, ma il Signore ti lavora dentro. E tu cammini, ti sollevi da terra. Che tu ci creda o no, ma Questo è Quello che ti succede”.

Samanta: “Poi la cosa che loro non riescono a capire è come mai io sto così in pace”:

La Portavoce: “Però quello che non riesco a capire, perché molte volte ti lasci raggiungere dal pensiero degli altri e tremi. Adesso, che si sia creata questa distanza, tu non la devi prendere come un qualcosa di negativo. Ma questo è un qualcosa di positivo, che scuote.
Ma lascia che il Signore scuota. Ma non ti lasciare scuotere tu”.

Samanta: “No, no, questo non mi sfiora”.

La Portavoce: “Molte volte tu porti ancora la pesantezza. Il Signore ti ha voluta rirendere Libera. Molte volte vedo che ti fai rimettere le catene, Samanta. Tu, molte volte, fai ciò che vuole chi ti sta accanto, non Ciò Che vuole Gesù da te.
Tanto per farti un esempio: quando stavate andando via l’altra sera, riguardo all’incontro ho detto: “Il giorno ci mangiamo un po’ di pasta, tanto per mettere qualcosa nello stomaco, poi, la sera se è, ci facciamo qualcosa un po’ più consistente”. E tu cosa hai detto subito?”.

Samanta: “Ho detto: “Va bene per il giorno, ma la sera torniamo a casa”.

La Portavoce: “Guardati bene dentro, il tuo pensiero dove stava andando?”.

Samanta: “Volevo tornare a casa”.

La Portavoce: “In quel momento chi hai messo prima? In te, invece, cosa doveva partire? “Vediamo fino a quando dura l’Incontro”: Invece, tu hai posto dei limiti a Gesù. È come se tu Gli hai detto: “Tu, Gesù, per la sera non devi parlare più, perché io me ne devo andare”. Capito quali sono le tue catene?
Invece tu devi essere talmente Libera che, se tu cammini con Gesù, in te dovrebbe nascere: “Gesù, io sono nella Tua Scuola e io sono convinta che in mezzo a noi ci stai Tu”, tu chi preferisci: Gesù o gli altri?
Quindi, se davvero in te c’è questa Consapevolezza, Che Gesù ti sta costruendo Dentro, tu che preferisci di più? La Costruzione con Gesù o la costruzione con gli altri?”.

Samanta: “La Costruzione con Gesù”.

La Portavoce: “Allora in questi casi cosa dire?: “Signore, eccomi. Questa è la mia disponibilità. io vado ad un Incontro, però non do orario, perché non lo so Gesù Cosa prevede per noi”. Questo fa sì che i vostri cari si scuotano e dovranno dire: “Io voglio camminare in Questa Scuola Divina, sennò io rimarrò indietro”. Vedete che seguire Gesù vi porta a scuotere i vostri cari e a farli camminare?
Se invece voi guardate i vostri cari e non guardate Gesù, ponete dei limiti a Gesù, per dare ampiezza a loro, loro si trascinano voi e non sarete voi a trascinare. Ma non trascinare nell’umano, che dovete diventare presuntuosi, comandanti della casa; no, trascinare in Gesù è portarli nell’Amore. È diverso.
Quando siamo andati alla Santissima Trinità, una del gruppo ha vissuto la giornata male, perché in lei c’era il pallino della famiglia. Lei doveva tornare a casa presto. Ha rovinato la giornata a tutti quanti, mettendo dei paletti. Voleva che andassimo a prendere la macchina. Voleva che salissimo in macchina. Lei doveva accorciare quel percorso in tutti i modi. Perché? Perché non era partita lasciando in Pace la famiglia. Non dovete guardare loro.
Se lei, quel Giorno, si fosse orientata a Gesù e basta, Gesù avrebbe lavorato lei e la famiglia, che stava a casa. Così si è inquinata lei e ha inquinato la famiglia, a distanza.
Vedete la diversità tra Ciò Che ci insegna Gesù e quello che è il nostro umano? Se tu fai una Cosa per Gesù, stanne sicura che non ti si ritorcerà mai in male. Mai. Non gli darà spazio, Gesù. Se tu ci metti di tuo, allora sì. Non so se mi sono spiegata.
Quindi, quella Giornata, se tu, davvero, ti mettevi davanti a Gesù e dicevi: “Signore, il mio pensiero era tutto orientato alla famiglia. Io ho scansato Te, io ho scansato quelli del gruppo, io non sono stata partecipe. Io ho vissuto tutta l’ansia, tutto il nervosismo. Non sono stata una buona testimone”, perché, se ricordi, quel giorno c’erano pure due persone nuove.
Quanto, invece il Signore attraverso di lei voleva operare, per donare a quella signora e alla figlia? Lei si è sottratta da Questo, ha posto dei limiti a Gesù. E questo non deve accadere, perché Gesù si deve servire di noi.
Quindi, quando voi uscite la prossima volta, voi dovete dare Pace alla vostra famiglia, dicendo: “Non vado a passeggio. Io vado in una casa a pregare. O vado in un Pellegrinaggio, Dove mi stanco, dove devo pregare, non è facile: pregare tanto, stare seduta tanto tempo, non è facile. Non ci stiamo a divertire. È un Cammino Faticoso. Quindi, voi, se volete, dite un Rosario per me, accompagnatemi”: questi sono gli imput che voi dovete lasciare, che voi dovete dare.
Perché la vostra famiglia non deve vivere una giornata senza di voi come una punizione, non è così. Voi non li state lasciando per fargli dispetto. Se voi li lasciate, è perché voi avete incontrato Gesù e sapete che, in questo periodo, se non camminate con Gesù, quando succede qualcosa, voi non potrete essere di aiuto né per voi, né per la vostra famiglia. Questo loro lo sanno? Quando glielo volete dire? Come pensate che loro possano camminare e maturare, se voi questo dialogo non ce l’avete con loro?”.

Samanta: “Non ce l’ho, perché ho visto che, quando comincio a parlargli di certe cose, loro si innervosiscono”.

La Portavoce: “A te ti importa del loro nervosismo?”.

Samanta: “No, ma è come se non mi ascoltassero”.

La Portavoce: “Allora, voi intanto ditelo, perché fanno finta di non ascoltarvi. Se loro non ascoltassero, non starebbero così spaventati. Loro vi ascoltano. Adesso loro non sanno come fare a dirvi: “Avevate ragione”. È là che sta adesso per loro.
Ci sono dei caratteri forti, che sono innalzati e hanno parlato male di Questa Realtà e, adesso, riconoscerLa Questa Realtà, vedendo i vostri primi cambiamenti, non è facile per loro, a causa del loro carattere forte.
Dietro ci possono stare tante ragioni, ma non pensate che, quando voi dite, loro non ascoltano, perché vogliono sapere, loro, eccome se vogliono sapere”.

Marzia: “Io l’altra sera ho chiamato mia figlia e le ho detto: “Ti vorrei venire a salutare, però, siccome ho fatto tardi, io devo fare le Preghiere. Ti va di farle insieme? Se ti va, adesso vengo. Se no, ci vediamo domani”. “Mamma, vieni”. Io sono andata, abbiamo fatto la Consacrazione e tutto il Rosario insieme, io e lei, da sole.
Il giorno dopo, mentre ritornavo dal lavoro, mi ha chiamato l’altra figlia e mi ha detto: “Mamma, sto da mia sorella”. Io sono passata e abbiamo pregato insieme; ma la Consacrazione, senza leggerla, la sa dalla A alla Z. Non è che lei ha dimenticato la Consacrazione dopo tutto questo tempo che non viene. È vero, Lei la recita senza leggerla”.

La Portavoce: “Questo che significa?”.

Marzia: “Mia figlia mi ha chiesto: “Mamma, che fai domani?”, le ho detto: “Domani il Signore ci chiama, ci vuole parlare. Non lo so Cosa ci vuole dire. Quindi dalle 10 stiamo da Rosanna; non lo so che ore si faranno di pomeriggio”. Lei non ha replicato”.

La Portavoce: “Ma se tu sapessi come oggi si è portata un dispiacere”.

Marzia: “Perché non è qui?”.

La Portavoce: “Certo. E vedrai se ti sentirai dire che le siete mancate. Ma non le siete mancate voi, ma le è mancata la Parola di Gesù. Come sono fatte le persone! Siamo davvero complicati. Prima di fare quei Passetti di Umiltà ci vuole. Però, chi può insegnarci a fare i Passetti di Umiltà, se siamo così induriti dalla vita? Chi sta camminando con Gesù. E voi state camminando con Gesù”.

Marzia: “Forse noi che stiamo camminando con Gesù, alla Luce di Questi Insegnamenti, riconoscere un errore lo possiamo fare tranquillamente. Invece per uno che non cammina, è difficile, per loro che non camminano è difficile, però nel loro inconscio lo capiscono”.

Tonino: “Difficilissimo, è. Dicono: “Adesso io che figura faccio?”. Si pongono il problema: “Che figura faccio?”, non tanto nei confronti vostri, della famiglia, ma con gli altri, perché con voi, forse, lo potrebbero pure mettere da parte quell’orgoglio, perché famigliari”.

Samanta: “A volte mi sento dire dalle persone: “Dimmi, spiegami, fammi capire, perché, forse, sono io che non capisco”. A volte stanno su questo tono”.

Tonino: “Beh, questo è positivo”.

Samanta: “A volte, invece, dici, ma poi non ti ascoltano perché, tanto, non vogliono”.

Tonino: “Forse dipende da come le persone si sentono, se sono un po’ più tranquille, più serene”.

Samanta: “Ma io quando gli dico che è dentro di loro che devono fare la chiarezza, che è dentro di loro che deve trovare la pace, perché, se non la trovano dentro di loro, intorno a loro non la troveranno mai, da nessuna persona. Il lavoro? Non andrà mai bene. Gli amici? Non andranno mai bene, così le cose che fai. Mi dicono: “Siamo contenti per te, che tu hai trovato questa cosa, ma noi non riusciamo a trovare la pace”.

Marzia: “E questo non è buono. Perché adesso ritorniamo al discorso: quante volte è stato detto che gli sposi devono pregare insieme, devono fare la preghiera insieme? Se non c’è la preghiera insieme, non si va da nessuna parte. Tu dici: “Le mie preoccupazioni io ce le ho”.

La Portavoce: “Tu non ti preoccupare. Se uno continua ad affidare i suoi cari al Signore, loro riceveranno uno scossone, che saranno loro a cercarvi e dire: “Preghiamo insieme”.

Marzia: “Io spero che sia così”.

Samanta: “Ah, ecco, un’altra cosa che mi dicono: “Aspettami”, come per dire: “Dammi il tempo di decidere io”, cioè di decidere loro di pregare”.

La Portavoce: “Questi sono i piccoli imput che loro ti stanno dando. Quindi, quando stai con loro, siediti e fatti vedere con la Coroncina in mano”.

Samanta: “Sì, sì, lo faccio sempre”.

La Portavoce: “Voi, senza dire niente, fatevi vedere con la Coroncina in mano, fatevi vedere Serene, che pregate. Prendetevi la Bibbia, prendetevi un Messaggio e mettetevi lì, Sereni. Anzi, più che la Bibbia, i Messaggi, perché con i Messaggi vi possono venire a domandare e può essere il primo approccio per cominciare a pregare e discernere insieme. Con la Bibbia, forse, restano un po’ più distanti, perché si può entrare in competizione: il vostro sapere e il loro sapere. Voi cominciate a farti vedere così Sereni, vedrete che, piano, piano, saranno loro ad avvicinarsi.
Per chi è fidanzato, questo periodo vivetelo come Conoscenza Vera, Profonda di chi andate a sposare, un giorno. Non dovete correre dall’amato e scansare Gesù. Andate verso Gesù dopo, nella Serenità, verso l’amato.. Costruite più così, né se scansate Gesù e andate verso l’amato. Questo Gesù ce lo sta dicendo dall’inizio.
Ma per tutti è così. Per tutti. Dopo quello che mi è successo di Barbara, sto nella cameretta, a pregare, sottraendo del tempo alla mia famiglia. So che costruisco più stando a pregare in quella cameretta, nonostante mi costa qualche sacrificio, Gesù sa, mi legge dentro, che a volte faccio fatica. Però costruisco più così, e Tonino in mezzo a noi ne è la testimonianza, né se me ne esco dalla cameretta, vado a chiacchierare con lui, mi vado a fare una passeggiata con lui: non lo so che sarebbe stato, in tal caso, della sua malattia. Capisci quello che ti voglio dire?
Quindi, umanamente preferisco andarmene a passeggio con Tonino. Voglio respirare. Tante volte dico: “Io voglio respirare”. Però, se rimango in quella cameretta e prego, quando esco la sera sono un po’ stanca, però sperimento la Pace in me e nella mia famiglia, il Frutto della Preghiera che premia e rafforza l’Amore. L’umano, invece, alimenta il chiacchiericcio e ti appesantisce. E, a volte, quando usciamo insieme, la nostra condivisione è rivolta alla Realtà Divina, Dove continuiamo il nostro Cammino insieme di Crescita, perché è tutto rivolto ai Cieli”.

Tonino: “Ti scuote, però, perché essendo diretti interessati, lei diretta interessata”.

Marzia: “Ti batosta…”.

La Portavoce: “Sì, è vero, a volte lo richiamo, Quando il Signore mi dona Luce di Crescita per lui, lui non si ribella, accoglie, anche se, a volte, rimane pure un po’ ferito, ma Quello Che sento, glielo devo dire, moglie o non moglie”.

Tonino: “Frutto del Cammino”.

Marzia: “Come per tutti, Tonino”.

La Portavoce: “Lo sperimento su di me, per questo lo dico a voi. Vado verso Gesù: “Eccomi, Gesù, Quello Che Tu vuoi”. E sperimento anche che, quando qualche volta scanso Gesù, l’umano mi travolge e mi ripaga nell’immediato. Per questo ve lo dico.
Quindi, non ponete la famiglia davanti a voi, anche quando venite in un Pellegrinaggio e la vostra famiglia si è innervosita o altro, non fa niente. Voi nella preghiera, affidatela al Signore e rimanete nella Pace. Il Signore lavora voi e lavora loro. Se voi entrate e rimanete in quel nervosismo, in quei pensieri che vi assalgono nei confronti della vostra famiglia, loro staranno nervosi a casa e voi starete nervosi nel Pellegrinaggio. Statene certi. In tal caso, che senso ha venire ad un Pellegrinaggio? Avete lasciato la famiglia innervosita, non avete raccolto Frutti, vi siete appesantiti e avete appesantito gli altri”.

Marzia: “Però, lei, si vedeva palese: quel giorno camminava da sola e davanti. A un lato, ma distaccata dal gruppo. Sai quante volte mi ha guardato Rosanna”.

La Portavoce: ““E sai quante volte sono dovuta andare a giustificarla con quella signora? L’ho dovuta giustificare, perché, altrimenti, che testimone era per Gesù? Ho dovuto dire a quella signora che, in quella giornata, lei non stava serena, non era partita serena e si stava ripercuotendo su tutti: “Questa è la Comunione che uno vive in un gruppo”, le ho spiegato.
Poi le ho detto: “Ma non guardarla così, perché tante altre volte lei ha una Bellezza più grande della nostra”. Ma l’ho dovuta giustificare davanti a lei, perché non è stata una bella testimone. Non si vedeva la piccolezza, non si vedeva la mano tesa. No, ma era proprio sofferente, quel giorno, non l’avevo mai vista così in un Pellegrinaggio. Aveva proprio una sofferenza dentro, non voleva camminare, non voleva andare là, niente, non voleva far niente”.

Angela d, C.: “La macchina l’ha fermata lei, mi sembra”.

Marzia: “Ma Pamela non ce l’avrebbe fatta”.

La Portavoce: “Altre volte lei sai cosa avrebbe detto a Pamela?”

Pamela: “Ma lei l’ha presa come scusa”.

Samanta: “Pamela è incinta, stava male, l’ha presa come scusa”.

La Portavoce: “Tutte queste cose, perché non stava bene, se no, altre volte avrebbe detto: “Se Gesù l’ha chiesto, vuol dire che si può fare”: quante volte alla madre ha detto Questo?”.

Pamela: “Infatti la sera, quando siamo tornati, che ti abbiamo detto io e Stefano a te? Io, è vero, ero stanca, ma ho detto che era lei che voleva fermare la macchina non tanto per me, quanto per lei, perché lei non stava bene quel giorno”.

La Portavoce: “Se ne voleva andare”.

Pamela: “Perché, infatti, quando siamo tornati su, ti ricordi che ha detto a Stefano? “Vai sotto con la macchina, vai a vedere se qualcuno vuole tornare”.

Tonino: “Così tornavamo prima e ce ne andavamo”.

La Portavoce: “Se abbassate lo Sguardo, specialmente se sono Incontri Spirituali, si soffre, fate soffrire. Allora, perché il Signore allontana da questo gruppo quando non c’è Sincerità e non c’è voglia di camminare con Gesù? Perché, comunque, si ripercuote su tutti noi.
Guardate il Cammino che stiamo facendo adesso e come andiamo spediti e guardate quanto ci eravamo fossilizzati con tutte quelle chiacchiere di coloro che si sono allontanati. Cosa ha fatto il Signore? Ha chiuso le Porte.
Gesù: “Io devo andare avanti”. È così”.

Recitiamo il Quarto Mistero del Dolore del Santo Rosario.

Marzia a caso apre la Bibbia: Marco 6, 45 “Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull’altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. 46 Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. 47 Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. 48 Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l’ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49 Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: “È un fantasma”, e cominciarono a gridare, 50 perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: “Coraggio, sono io, non temete!”. 51 Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, 52 perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito”.

Samanta: “Secondo me è proprio per mamma. Però è un po’ per tutti quanti, perché, quando Gesù vede la nostra fatica, quando vede che siamo affaticati, ci viene in Soccorso e, in Quel Soccorso, ci tende la Mano e ci dà il Coraggio e la Forza per andare avanti.
E, forse, siamo così stupiti che possa occuparsi proprio di noi, che rimaniamo un po’ sbalorditi, un po’ attoniti. Però, poi, alla fine, se ci lasciamo condurre, sperimentiamo Quella Pace, Quella Dolcezza e Quell’Amore”.

Angela d. C.: “Questo Passo è troppo Bello, però noi aspettiamo te, Marzia. E poi noi”.

Pamela: “Gesù ordina ai Discepoli di salire sulla barca, li ha mandati, come dire, allo “sbaraglio”: ha detto ai Discepoli di prendere la barca e aspettarLo sull’altra riva. Però Lui non è che ha pensato prima a loro. È andato, comunque, a pregare, ha messo Dio al Primo Posto”.

Marzia: “È quello che abbiamo appena detto”.

La Portavoce: “Non parla solo di Marzia, ma pure di Samanta e di tutti quanti”.

Pamela: “Gesù li ha affidati al Padre. Ha detto: “Voi andate”, e Lui, comunque, è andato a pregare. Poi li ha raggiunti, quando li ha visti in difficoltà gli ha teso la Mano e, anziché oltrepassarli, perché Lui poteva, è salito sulla barca con loro e li ha accompagnati.
Però Lui, davanti, ha messo prima il Signore, perché sapeva che, comunque, non sarebbe successo niente ai Discepoli, nonostante il vento e che le condizioni non erano buone: tutto quello che si legge qua”.

Angela d. G.: “È come quell’esempio che hai fatto tu prima, Rosanna, quando stai in quella cameretta e preghi, preghi per Tonino, comunque Gesù è al Primo Posto”.

Marzia: “Nella sua preghiera è custodita tutta la sua famiglia. Così come Gesù, con la Sua Preghiera, proteggeva anche chi Gli stava intorno”.

La Portavoce: “Quello che dicevi è vero, è può far male che la famiglia non ti segua. Intanto, sapessi quanto fa che un membro di una famiglia voglia camminare con Gesù.
Gesù, poi, ha uno Sguardo più Lungo e, attraverso di voi, comincerà ad operare pure nel resto della famiglia. Ma, se vi sottraete pure voi, andrete male voi e la vostra famiglia.
Voi camminate per voi e lasciate fare al Signore. Dove non arrivate voi, il Signore arriva”.

Marzia: “Io, infatti, dall’Ultimo Pellegrinaggio Che abbiamo fatto, che il Signore ci ha dato il Messaggio a tutti, uno per uno, io mi sono molto rasserenata, perché Gesù, in Quel Messaggio, alla Fine, mi dice proprio Questo: che la mia preghiera, poi, sarà una piccola luce anche per chi mi sta intorno.
È Parola di Gesù, io ci credo in Quel Gesù, quindi dobbiamo, come dire, fortificarci noi nella Fede, per dare anche ai familiari l’opportunità di seguire. Poi vedi come ci dice, che i Tempi di Dio non sono per tutti uguali? Questo è.
Però qui c’è un altro passaggio, verso la fine, quando dice che loro si spaventano, quando vedono camminare Gesù sull’acqua. Però, poi, ci rimangono male, perché non si sono ricordati del Miracolo fatto precedentemente con la folla. Aveva fatto un Miracolo del genere, aveva moltiplicato i pani e i pesci e loro si sono persi urlando, dicendo: “Arriva un fantasma”, pur avendoLo riconosciuto.
Non avevano capito che anche Quello era un altro Miracolo, Che Gesù stava operando, per far vedere loro la Potenza, anche il Fatto Spirituale di Gesù, perché in Quel Momento non era solo Carne, perché la carne tende a sprofondare”.

Samanta: “Quindi, Rosanna, noi dobbiamo avere veramente una Fede forte, perché se i Discepoli Lo vedevano, noi non Lo vediamo neanche.

Marzia: “Ecco perché il Signore dice: “Beati coloro che crederanno senza vedere”. E vero fra Lino? Tutto ritorna”.

Tonino: “Però dice che Lo vedremo”.

Marzia: “Certo che Lo vedremo, però ci sono persone che hanno fatto il Passaggio prima di noi e non L’hanno visto realmente”.

Samanta: “Lo vedranno dopo il Passaggio”.
Marzia: “Mah, Tonino, forse, voleva dire che noi Lo vedremo nella Concretezza sulla Terra”.

Tonino: “Noi Lo vedremo nella Concretezza, sulla Terra”.

Marzia: “Quindi ho capito bene quello che ha detto Tonino”.

Tonino: “Però, Lo vede chi ha l’Anima Risvegliata”.

Marzia: “È certo”.

Angela d.C.: “Per adesso Lo sentiamo, perché, comunque, adesso il Signore sta parlando”.

Marzia: “Però, Rosanna, spiega: “Essendo il loro cuore indurito”. Perché dice “indurito”? Loro avevano partecipato precedentemente al Miracolo”.

La Portavoce: “Però non avevano capito: lo stavano vivendo nella Concretezza. Vedi quanto è importante il nostro Cammino, che in noi c’è sempre quella Speranza di cogliere questa concretezza, vogliamo sempre i riscontri. La fede di fra Lino: lui non sente e non vede, ma lui crede. Io, nell’Anima, vedo, sento e mi metto in discussione. Ancora, dopo sette anni, vado a dire al Signore: “Se non sei Tu, fermami”. Molte volte dire così mi dispiace, perché mi sembra di fare pure un affronto a Gesù, no? Invece, fra Lino senza vedere, però lui crede”.

Angela d. C.: “fra Lino Lo riconosce”.

La Portavoce: “La mia Fede e una Fede un po’ “zoppicante”.

Angela d. G.: “Ma io non penso che in te è la Fede zoppicante. È lo Stupore. È la Cosa Grande: è possibile? Invece fra Lino riconosce appieno. In te c’è il dubbio, perché te lo mettono anche gli altri, un po’”.

Tonino: “Lo sai quando lei si mette in discussione? Quando, per esempio, un Sacerdote dice le cose brutte su Questa Realtà. Ad esempio, quando siamo andati a Roma e quel Cardinale ne ha dette di tutto e di più, senza conoscere la Realtà del Progetto Divino, in questi momenti lei si mette in discussione, non quando si fa una giornata di preghiera dentro la cameretta”.

Samanta: “Però, vedi, lei dice la differenza della fede grande di fra Lino e la sua che, invece, si lascia scuotere”.

Tonino: “È certo, perché quella volta che siamo stati a Roma, mentre per fra Lino era stata una giornata normale, come tutte quante le altre, un incontro come tutti gli altri, quelle parole non l’hanno scalfito più di tanto, invece, lei, a mettersi in discussione per tutto il viaggio di ritorno”.

Marzia: “Allora in Questo Brano ti ci specchi perfettamente, quando i discepoli non riconoscono”.

La Portavoce: “Gesù ha detto che Lo vedrò e vedrò anche Barbara davanti a me, con gli occhi fisici: sono sicura, dal momento che Li vedo, che comincerò a dire se sono Loro, o se è il male che me lo sta a fare. È così.
Mi metto in discussione di continuo. fra Lino non vede e non sente, ma crede e basta, non si smuove. Lui crede, Lo riconosce”.

Marzia: “Lui Lo riconosce nelle Parole Che Gesù ti dice”.

La Portavoce: “Però lui ha anche la conoscenza, fa subito ad agganciarsi alla Bibbia. Io, non conoscendo la Bibbia, è proprio questo: Gesù si serve di me attraverso la mia Anima”.
Umanamente sto facendo lo stesso Cammino di Purificazione che state a fare voi. Che mi succede? Mi metto in discussione di continuo. Faccio fatica a credere a Quello Che mi succede. Per me è come se non ho detto niente, è come se non ho vissuto niente, perché io sono Rosanna”.

Marzia: “Però, quando tu parli a noi: Samanta si è rispecchiata in Quello Che tu le hai detto e, per tutti, è così: ci rispecchiamo palese in Quello Che ci dici. Noi conosciamo il nostro vissuto, conosciamo la nostra vita. Quando Gesù ci parla individualmente attraverso di te, Lo riconosciamo Quello Che ci dice. Quindi, questo deve essere una ulteriore conferma per te”.

La Portavoce: “Non è conferma per me, perché è come se io, come Rosanna, non faccio niente. Questo Gesù passa attraverso di me, vi dona le Luci? Se certe volte mi ci metto a pensare, dico: “Tonino, tu dovresti farmi una teca e mi ci dovresti mettere dentro e mi dovresti conservare: Oh, mi parla Gesù”. Giusto? Se tu lo vedi nell’Ampiezza di Quello Che sto vivendo, è una Cosa Grandissima.
Eppure La vivo con normalità! Io sono Rosanna. molte volte sento il bisogno di condividere con voi, perché io sono Rosanna”.

Marzia: “Pure p. Pio, ma Lui, nella sua Vita Terrena, si è comportato normalmente”.

La Portavoce: “Ma Lui sapeva i Doni Che aveva”.

Marzia: “E già perché tu dici che Lui, comunque, era un Sacerdote”.

La Portavoce: “È vero”.

Angela d. C.: “Perciò, Rosanna, ti ha affiancato fra Lino”.

La Portavoce: “Però io non vivo niente di straordinario. Vivo tutto normale. È normale quello che faccio. Non so come farmi capire”.

Marzia: “Sì, ho capito quello che vuoi dire tu”.

Angela d. C.: “Sì, ma tu rimani piccola”.

Samanta: “Accogli, doni e riconosci che Quello è il Signore e basta. Non c’è l’innalzarsi e il dire: “Io sono la Portavoce, perché mi parla Gesù”. No, no”.

La Portavoce: “No, a me fa strano quando lo devo dire ad una altra persona: non ci riesco”.

Samanta: “Perché sembra che ti stai ad innalzare? Infatti, lo vedo che tu hai difficoltà. Quando ne stavo a parlare con quel ragazzo, tu avevi difficoltà”.

La Portavoce: “Pure l’altro giorno, quando stavamo con Marzia, abbiamo incontrato una signora, Marzia subito le parlato del Progetto Divino. Io sono rimasta in silenzio”.

Angela d. C.: “Ma quando? Fuori dal contesto della Preghiera ti rimane difficile parlarne? Non capisco”.

La Portavoce: “Se devo andare a dire ad una persona: “A me parla Gesù”, già dire questo mi sembra di sminuire la Realtà, perché sento di non essere creduta”.

Marzia: “Infatti, quella signora era partita veloce, parlando dei figli e delle convivenze, ma vedevo che Rosanna taceva. Allora ho portato la testimonianza di Samanta, che ha interrotto la convivenza e lei ha detto: “Ma che, si è impazzita?”.
Dopo, invece, quando però ha capito la scelta di mia figlia che, tra il rimanere nel peccato e fare un passettino indietro, comportandosi da fidanzata e non da convivente, ha scelto la Luce, quella signora, al sentire questo, è tornata subito sui suoi passi e si è espressa in altri modi.
Come ci dice il Signore: “Buttate quel Semino, poi, se Quel Semino viene recepito, è bene, altrimenti, ritiratevi”.

La Portavoce: “Però, se lo butti tu Quel Semino, sono contenta, perché stai dando Testimonianza di Gesù. Se lo devo fare io, non ci riesco, perché è come se mi dico: “Ma come mi permetto di dire che mi parla Gesù?”.

Marzia: “Come dobbiamo fare con lei?”.

La Portavoce: “Mi dispiace, ma è ciò che vivo, Marzia”.

Angela d. C.: “padre Lino, che dice lei?”.

fra Lino: “Qua c’è la Bellezza, davvero Straordinaria, non solo di Gesù, non solo dello Spirito Santo, ma anche del Padre Celeste: questo Rispetto Profondo dello Strumento, della Portavoce: la rispettano in tutto, in tutto il suo umano e le Fonti Celesti, con Bellezza e con Delicatezza, come spiegano, intervengono sempre nell’Anima e, attraverso l’Anima, donano, ma sempre in Questo Rispetto Massimo della persona, in tutto ciò che lei è stata, in tutto ciò che lei è e in tutto ciò che lei vive. E qua c’è proprio l’Incanto di Dio.
Poi la Bellezza anche dello Strumento, perché, come la Portavoce ha detto: “Io non ho la conoscenza, non ho nessun tipo di supporto”, deve semplicemente imparare ad affidarsi e a fidarsi. È un Cammino Che il Signore le sta facendo fare e il Signore ha bisogno proprio di Questa Libertà, di questo non sapere dello Strumento, perché Lui, in Questa Libertà, possa donare in Pienezza.
Ed è Questo che sta operando: un Dono davvero così Grande, Dove il Signore non tocca, appunto, solo la Bibbia; per Grazia e per Bellezza sta aprendo anche l’Apocalisse e, per aprire l’Apocalisse, il Signore deve avere la Libertà Assoluta del Suo Dire e del Suo Operare.
Allora, ecco, il Signore prepara, il Signore prevede, il Signore dona Grazia e, per Grazia, noi partecipiamo di Tutta Questa Realtà. E allora qua, di nuovo, l’Incanto e la Bellezza e la Testimonianza Che Gesù ci dona: la Possibilità di tornare al Padre e di stare alla Sua Presenza nella Piccolezza e poi, presi per Mano da Lui, andare incontro alla Meraviglia, alle Bellezze Che ci prepara, un Qualcosa di Incredibile: l’entrare nei Nuovi Cieli e nella Nuova Umanità”.

Recitiamo il Quinto Mistero del Dolore del Santo Rosario.

fra Lino, dopo aver aperto a caso, legge Marco 6,53 “Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. 54 Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, 55 e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. 56 E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano”.

fra Lino: “È un brano Che presenta Gesù in Tutta la Sua Pienezza d’Amore del Padre, Che diventa Mano Tesa per tutti, soprattutto per i più sofferenti, i più sfortunati: i malati. Gesù raggiunge tutti: li raggiunge in città, li raggiunge nei villaggi, li raggiunge anche nelle campagne. Dovunque c’è bisogno di Lui, Gesù si fa Presente e Gesù soccorre.
È molto bello che Tutto Questo Gesù non lo fa da solo, ma lo fa con i Discepoli. Con Loro ha compiuto la traversata e con loro fa fronte a tutto Ciò Che il Padre presenta a Loro. Ecco, come Gioia Grande, è così bello contemplare Gesù nel Suo Operare quando stava qua, sulla Terra. Si può dire che Gesù ha sempre e solo fatto Questo: essere Mano Tesa dovunque e per Tutto.
Perché al Suo Amore nulla era impossibile.
Ma Quale Gioia in Questo Tempo, quando ad operare non è solo Gesù, ma il Cristo Risorto. E se, allora, Lui poteva andare nelle città, nei villaggi, nelle campagne, che cosa oggi può sottrarsi all’Azione d’Amore, di Pace, di Bellezza, di Guarigione, di ogni Soccorso, per Colui Che, Realmente, è tornato in mezzo a noi?
Gesù è tornato come Cristo Risorto non solo per guarire, non solo per consolare, ma per completare l’Opera Che il Padre Gli ha affidato: generare i Nuovi Cieli, la Nuova Umanità. Riportare Tutto a Quella Bellezza Che il Padre aveva Previsto e Questo è davvero Gioia Grande. E un: “Grazie” ancora più Grande all’Amore del Padre”.

La Portavoce: “fra Lino ha riassunto quello che abbiamo già meditato. È tardi per voi?”.

Angela d. C.: “Perché?”.

La Portavoce: “Se non è tardi, possiamo continuare. Per Cortesia, fra Lino, puoi prendere i Messaggi del Progetto Divino, dal n° 200 al n° 300? In pratica, Quello che farà adesso Gesù: come, attraverso la Bibbia, vi ha dato Insegnamenti per camminare nella Fede, adesso vi dà Insegnamenti di Ciò Che voi portate nelle vostre Profondità, vi dà Luce dove vi trovate”.

Recitiamo il Primo Mistero della Gloria del Santo Rosario.

Tonino sceglie l’Argomento n° 254, (che ha per Titolo: 254 Gesù: “Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen”) e la Luce n°: 10.

La Portavoce: “10 > “Coraggio! Non abbiate a scoraggiarvi” : Gesù, Che ci guarda nella nostra stanchezza, nel nostro non essere ascoltati. Quante Porte chiuse!
Quanto Dolore a Gesù!”

La Portavoce: “Coraggio, non abbiate a scoraggiarvi”: Gesù, Che ci guarda nella nostra stanchezza, nel nostro non essere ascoltati. Quante Porte chiuse! Quanto Dolore a Gesù!”: quindi, questo tuo dolore che ti porti, che dici sempre la stessa cosa ai Consacrati: “Prendete un Messaggio, leggeteLo e discernete….”.

Tonino: “È vero, lo dico quando mi capita”.

La Portavoce: “Lo dici sempre. Cosa può essere il tuo dolore, paragonato al Dolore di Gesù?”.

Tonino: “Sicuramente niente”.

La Portavoce: “Quindi, acquieta la tua coscienza, acquieta questo tuo impeto di dire sempre così, ma, quando tu annunci per Gesù, annuncia e poi lascia la Libertà di crederti. O non crederti. Comincia a prendere distanza da questo.
Se tu cominci a prendere distanza da questo, da adesso in poi, quando tu proporrai Questa Realtà, ti faranno delle domande e non entrerai in contrasto. Guarisci questa cosa che sta in te”.

Tonino: “Io, quando lo faccio…”.

La Portavoce: “Punto”.

Recitiamo il Secondo Mistero della Gloria del Santo Rosario.

Antonietta sceglie l’Argomento 201 (Che ha per Titolo: 201-4 Ap 1, 4 “Grazia a voi e pace da Colui Che è, Che era e Che viene”), la Luce n° 6.

La Portavoce: “6 > “Vedo questo Candelabro, dentro, questa fiammella accesa, che simboleggia la purificazione dei peccati” : la Misericordia di Dio Che, davanti al peccato delle sue Creature, ha donato Insegnamenti di Salvezza, il Cammino dietro a quella Croce, dietro alle Orme del Figlio, quel Sacrificio per poterci lavare, per poterci redimere, per poterci salvare.
La Grandezza di Dio, Che si misura con l’Infinità Bontà, con il suo Infinito Amore: non combatte l’iniquità dell’Uomo, ma ce la rivela, ce la fa riconoscere e ci mostra le due Vie, Lui, Che spera fino alla fine, che ogni Figlio diventi Candelabro d’Oro, diventi Purezza di quella Fiammella: diventa Figlio che torna al Padre a vivere l’Amore Eterno”.

La Portavoce: “Il Signore, davanti ai peccati che hai compiuto, o vuoi compiere, o che stavi per compiere, mettiamola così, ti ha dato Insegnamenti di Salvezza.
È Duro camminare Dietro a Quella Croce. È Duro camminare Dietro alle Orme di Gesù, ma in te è Chiaro il Sacrificio Che Gesù ha fatto anche per te su quella Croce.
Parti da Quell’Infinito Amore di Gesù e di Dio e non metterti a combattere l’iniquità dell’Uomo, perché le Vie, a quelle persone, Le indicherà il Signore. Questo tocca sia quello che tu vivi con quella persona e sia quello che si vive nella tua famiglia e, più nello specifico, il rapporto tra te e tuo fratello.
Gesù, fino alla fine, tenderà la Mano a tuo fratello. Gesù, fino alla fine, vorrà che tuo fratello sia dinanzi a quel Candelabro d’Oro, davanti a Quella Purezza di Quella Fiammella.
Tuo fratello, se si aprirà a Questo Amore di Dio, diventerà un Figlio che torna al Padre, per vivere l’Amore Eterno. Quindi, continua a seminare nella tua famiglia e con tuo fratello, cercando di rimanere tu nella Purezza. Questo è Ciò Che il Signore opererà in te. Dal tuo Cammino dipenderà la sorte anche della tua famiglia e di tuo fratello.
È Grande Ciò Che ti affida il Signore. Però puoi farcela”.

Recitiamo il Terzo Mistero della Gloria del Santo Rosario.

Angela d. C. sceglie l’Argomento n° 269 (Che ha per Titolo: 269 Via Crucis. 4 Stazione: Gesù incontra sua Madre), la Luce n° 7.

La Portavoce: “7 > “non lasciare mai che le proprie sofferenze siano piaghe per chi ci è vicino” : Gesù mi dà di vedere una persona malata, distesa su un letto, una Persona Timorata di Dio: è sofferente, ma è nella Pace, incoraggia chi gli è vicino. È in quel diffondere Coraggio agli altri che lui prende la Forza per sé e per gli altri. C’è una Parola:

“SOPPORTAZIONE”,

ma è rivestita di Bellezza, di Abbandono. Una Verità di Malattia, di Sofferenza nella sua Concretezza, ma rivestita di Fede: il rimettersi nelle Mani del Padre e accogliere la sua Volontà.
Poi Gesù mi dà di vedere la stessa immagine: un uomo malato, disteso su un letto, così insofferente, così ribelle, così accanito contro la sua malattia, l’odio che trasmette alla persona che gli è accanto: perché a lui così e, all’altro, no?
La sofferenza che si moltiplica, l’inquietudine dell’ammalato e di chi gli è affianco, il rinnegare la Fede, il sentirsi abbandonati.
Gesù: “Figli, a voi guardare i frutti di queste due immagini: la stessa Sofferenza, vissuta nel Padre. E vissuta distante dal Padre.
Il male colpisce in momenti inaspettati.
Ma Beati coloro che si rimettono nelle Mani di Dio per qualsiasi situazione essa sia”.

La Portavoce: “Angela, il Signore ti sta facendo da Specchio e ti sta dicendo di guardare la situazione che tu conosci nella tua famiglia e di guardare quel lettino con quella sofferenza, con quella sofferenza che tu porti. Se tu la guardi in Gesù, ci sarà una Ricompensa d’Amore per te e una Ricompensa d’Amore per chi sta in quel lettino, vicino a te.
Se tu, invece, l’affronti con il cuore di mamma, l’affronti con il tuo sapere, sarà sofferenza per te, perché non avrai riscontro; sofferenza per chi è nel lettino.
Poi qui ti parla anche di quell’altro aspetto, dove puoi fare di più, dove puoi dare di più, dove è vero che sei Figlia di Dio, ma è vero anche che sei Moglie e Quel Matrimonio è stato Unito da Dio. Anche questo per te deve essere Cammino. Quel lettino non guardarlo come sofferenza, quel lettino è Guarigione”.

Recitiamo il Quarto Mistero della Gloria del Santo Rosario.

Grazia sceglie l’Argomento n° 225 (Che ha per Titolo: 225 Barbara: “Solo l’Amore costruisce”), la Luce n° 12.

La Portavoce: “12 > “E tu, cosa fai? Avanzi a Piccoli Passi con tanto Amore e poi lasci le porte dei pensieri aperta e ti lasci travolgere”: è Barbara che li richiama a quel 20 Luglio, a quell’Appuntamento, dove ognuno si era fatto un suo pensiero, anche se la Luce del Signore Che li aveva preceduti, aveva detto tutt’altro.
Non hanno meditato abbastanza, hanno tirato le conclusioni da soli, perché tanta era la voglia di riscattarsi. Ma era un riscattarsi che non avrebbe dato frutto, perché era uno sguardo orizzontale, era con i loro fratelli, figli della terra.
E il Signore ha voluto dare una Lezione d’Amore, perché chi cammina in questa Scuola Divina non deve mai attendersi la ricompensa umana, ma la Ricompensa da Dio, che poi diventano Frutti Buoni per offrire agli altri e ricolmarli di Sazietà.
Dio farà Giustizia, ma sarà una Giustizia d’Amore, perché si parla di Salvezza.
Beati coloro che si mettono in Ascolto.

La Portavoce: “Il tuo cammino, Grazia è molto, molto guidato dal tuo pensiero. Interiormente tu riconosci la Presenza del Signore, ma il tuo pensiero, molte volte, è più forte, ti riporta alla Grazia del passato, a una Grazia indurita, ad una Grazia viziata, a una Grazia con pretese.
Devi imparare a sciogliere tutto questo. Devi imparare che tu non sei indispensabile agli altri e gli altri non sono indispensabili a te. Devi cominciare a camminare con l’Amore di Dio: solo così avrai Giustizia nella tua vita, ma una Giustizia d’Amore. Una Giustizia Che ti ricompenserà, rendendoti Docile e Amorevole per te e per gli altri.
Questo è Quello Che ti attende”.

Recitiamo il Quinto Mistero della Gloria del Santo Rosario.

Samanta sceglie l’Argomento n° 298 (Che ha per Titolo: 298 Gesù: “E la Luce segua la LUCE”), la Luce n° 9”.

La Portavoce: “9 > “ma tirate fuori ogni piccolo sassolino”: ma: Verità fino in fondo! La

VOCE DEL CUORE
NON È MELODIOSA SE È APPESANTITA.

Un Cuore che mente, si riconosce perché, se non si porta tutto alla Luce, il battito di quel Cuore è accelerato, è irrequieto, è sofferente.
E nel Cuore c’è la Presenza Viva dello Spirituale che, anche se noi Lo scansiamo, o siamo chiusi da non percepirLo, chi fa un Vero Cammino di Fede riesce a viverLo in tutta la sua Ampiezza e le Parole Che escono dalla Bocca sono Inconfondibili e si riconoscono, perché esprimono la Verità Interiore.

La Portavoce: “Il tuo Cammino, Samanta, è ancora lo specchiarti in Gesù: aprirti fino in fondo davanti a Gesù, dirGli tutte le verità che tu porti dentro di te, perché il tuo Cuore comincia a parlare per te. Nel senso: se prima la tua vita, il tuo esprimerti, la tua persona era un rispecchiarsi dei tuoi pensieri, dove riuscivi a nascondere, riuscivi a far apparire ciò che a te faceva piacere far apparire.
Il Signore ti ha lavorata nel Cuore: tu sarai quella persona che darà retta al suo Cuore. Nel senso che, se fino ad adesso, con la tua mente, tu sei riuscita a coprire ciò che ti fa star male, o anche una gioia che tu non hai voluto esprimere, da adesso in poi, tu vivrai Questo: tu vivrai Quel Dire del Tuo Cuore. Avrai sempre uno Specchio davanti a te. E ciò che, con la parola, tu potrai nascondere, il tuo Cuore ti busserà di continuo e ti farà da Specchio di Continuo.
Il Signore non ti farà vedere più con il tuo pensiero e la tua mente, ma con il tuo Cuore e ti dirà sempre la Verità. Se tu L’accogli, e, dove c’è da guarire, il Signore ti guarisce. Se tu La scansi, soffrirai. Questo è il tuo Cammino.
Il Signore vuole guarire la tua Sincerità: Sincerità fino in fondo. Solo così potrai essere Sua Discepola. Grande è la tua Responsabilità, Samanta. Ognuno deve fare Queste Guarigioni. Davvero vi deve fare da Specchio Quello Che vi ho detto: che si deve crescere nell’Amore e nella Verità”.

Recitiamo il Primo Mistero della Gioia del Santo Rosario.

Pamela sceglie l’Argomento n° 210 (Che ha per Titolo: 210-11 Ap 2, 12-17 “Al vincitore darò la manna nascosta” ), la Luce n° 10”.

La Portavoce: “10 > “Vedevo anche questi sassolini che vengono scartati da questa Pietra Grande” : quei Piccoli sassolini che scaturiscono da quel Grande Sasso sono le Opere che compie ogni Figlio durante il Cammino di Vita: se man mano nel tempo scompaiono quei Sassolini, significa che sono quelle Opere Spirituali che si sono compiute e ci hanno costruito solo interiormente. Sono quei sassolini della Fede: Trasparenti, ma Concreti.
Se quei sassolini diventano sempre più grandi, non hanno costruito opere buone, ma materiali e non ci hanno resi ricchi, ma ci hanno solo incatenati: l’illusione della ricchezza materiale, che non dà la pienezza.

La Portavoce: “Ciò Che ti dice il Signore è che il tuo Sguardo deve essere rivolto ad una Costruzione Spirituale. Se tu cammini nello Spirituale, dando il Giusto Posto al materiale, tutti quei sassolini che hai accumulato nella tua vita, saranno tutti sciolti, scompaiono tutti.
Se il tuo sguardo è rivolto alle pochezze umane, o alle ricchezze, chiamale come vuoi, quei sassolini non scompaiono e quei sassolini saranno macerie che ti appesantiranno durante la vita.
Ciò Che ti dice il Signore è Che ti sta costruendo Interiormente. A te fare Spazio al Signore. O fare spazio all’umano. A te la scelta.
Non hai colto l’Ampiezza di Questo Messaggio?”.

Pamela: “Già quando Lo leggevi, dalla parola: “sassolini”, l’ho riconosciuto”.

La Portavoce: “No, non hai colto un’Ampiezza Molto Grande, Che dice il Signore: la Guarigione di tutti i tuoi sassolini: nel senso: il Perdono”.

Pamela: “Sì, sì, sempre lì andiamo a finire”.

La Portavoce: “Non afferri la Profondità Che io vedo. Nel senso: il Signore ti sta facendo un Dono Grande: quello di sciogliere tutti i peccati del passato. Non è cosa da poco, è una Grazia Che ti sta facendo”.

Pamela: “Ma l’ho capito in questo senso. L’ho preso in questo senso”.

La Portavoce: “È una Cosa Grossa, non è una cosa da poco”.

Pamela: “Io l’ho preso in questo senso. L’ho capito in questo senso. Quando parlava dei sassolini, è quello che, comunque, mi dice sempre: del Perdono che devo dare a me stessa, per togliere quei sassolini. In quel senso che hai detto tu, l’ho colto”.

La Portavoce: “Non il Perdono a te stessa. È Dio Che ti sta dicendo che, se cresci nella Fede, ti perdona i peccati. È diverso. Qua non ti sta dicendo: “Perdonati”. È un altro Passaggio ancora.

Pamela: “No, non me lo sta dicendo qua, però già me lo ha detto altre volte”.

La Portavoce: “Sì, però adesso ti sta dando Conferma. Non ti sta dicendo: “Perdonati”. Ti sta dicendo che, se tu cresci nella Fede, Lui ti perdona i tuoi peccati. È una Cosa diversa. Nel senso: quello Che Gesù ha detto a Samanta può sembrare una cosa brutta, come per dire: “Adesso mi smaschera, Gesù, se io non faccio il Giusto, io soffrirò”. No! Le sta dando una Pienezza. È un Passo in avanti che ha fatto Samanta.
Samanta sta staccando i pensieri e sta partendo dal Cuore: è un Dono Grande. Ha le sue conseguenze, è normale, perché, visto che è il Cuore se, mentre con il pensiero tu fai un’azione di male, lo puoi camuffare, col Cuore c’è subito quel Campanellino di Maria, Che ti fa star male. Ma è Giusto e Bello che sia così. Non so se mi spiego.
Quindi, Gesù non ti sta dicendo: “Se tu cammini, perdonati, perché ti devi perdonare”. No! Ti sta dicendo: “Io ti perdono”. È diverso”.

Pamela: “Sì, sì”.

La Portavoce: “Basta che sia arrivato Bene il Messaggio”.

Pamela: “Me l’ha già detto. Me lo dice sempre”.

Recitiamo il Secondo Mistero della Gioia del Santo Rosario.

Stefano sceglie l’Argomento n° 240 (Che ha per Titolo 240 Gesù: “Guardate, guardate bene di Dove siete e Dove andate”), la Luce n° 7”.

La Portavoce: “7 > “Vacilli” : Gesù mi fa cogliere quanta Fermezza, quanta Verità, quanta Sicurezza e quanta Luce ho impresse nella mia Anima.
Riconosco in Pienezza il Signore Che si sta servendo di me.
Ma la mia mente soffre per tutto l’umano che mi circonda, per non essere creduta, per essere giudicata ingiustamente. Non mi riconosco così come mi giudicano.
Ma mi affido al Signore: sarà Lui a rendere Giustizia a Tutta Questa Realtà Divina.

La Portavoce: “Stefano, Gesù legge Ciò Che tu porti nell’Anima. Al di là che in questa Luce ti ci rispecchi, guarda il Passo in Avanti Che ha fatto il Signore con te, ti sta dicendo: “Stefano, Io ti leggo nell’Anima”. La tua Anima si sta aprendo al Signore. Non so se stai cogliendo Quello Che ti dico. Il tuo credere è Talmente Forte, che il Signore sta riconoscendo ciò che tu Gli stai permettendo di operare: la tua crescita interiore. Riconosce la tua mente che soffre. Riconosce il fatto di quello che vivi in mezzo agli altri, la sofferenza di non essere capito, di non essere creduto e di non essere accolto e questo il Signore te lo riconosce: Ma ciò che guarda in te il Signore è la tua Apertura nei Suoi confronti, in te sta crescendo la Pienezza di dire: “Signore, eccomi”.
Questo è Grande, Stefano. Quello che sta succedendo in te, la tua Apertura, la tua preghiera, il tuo riconoscere che il Signore ti ha chiamato, oggi, in mezzo al gruppo, sei l’unico al quale il Signore sta parlando in maniera diretta. Questo significa che il Signore ti parla. Mentre per loro gli parla e gli dà ancora dei Passetti che devono fare, ancora delle guarigioni, in te viene in Maniera Diretta: “Stefano, Io ti sto parlando”. Qualunque domanda tu hai, prendi i Messaggi o prendi la Bibbia, il Signore ti parla, il Signore ti risponde. Questo è Frutto di Preghiera.
Non sta facendo nient’altro che pregare, Stefano. Quello che sta succedendo a Stefano, è quello che si attende il Signore da voi: la Preghiera al Primo Posto. Arriverà il Momento che quello che adesso sta sperimentando Stefano, lo sperimenterete anche voi. Accrescete la Preghiera e avrete le Risposte.
Quando il Signore dice: “Io parlerò ad ognuno di voi”, il Signore sta parlando a Stefano, così come parla a me: mi parla in Maniera Diretta, ma perché ho camminato di più. Comincia a parlargli attraverso la Sua Parola, ma sta parlando a lui, comincia ad essere Insegnamento per voi, ma attraverso la sua Parola. In qualsiasi momento andate a leggere la Sua Parola, vi farà da Specchio. Cosa che non succede ad un’altra persona”.

Recitiamo il Terzo Mistero della Gioia del Santo Rosario.

Marzia: “Scelgo l’Argomento 275”.

La Portavoce: “275 Via Crucis. 10 Stazione: Gesù, Spogliato delle sue Vesti”. Gesù: “Figlia, guarda, Mi hanno spogliato e Mi hanno sbeffeggiato”.

La Portavoce: “Che numero vuoi?”.

Marzia: “La Luce n° 8”.

La Portavoce: “8 > “e, attingendo da Quella Fonte Che disseta, Mi sono fatto Forza”: l’Invito di Gesù e riportarci lo Sguardo nella Verità Eterna.
Non c’è nessuna fonte che possa ricolmarti, appagarti, saziarti, se non Quella Che scaturisce dalla Sorgente.
Per Questo Gesù dice: “Non affannatevi, non perdete tempo, c’è una Sola e Unica Via per ripartire: ogni istante può essere l’Attimo Giusto”.

La Portavoce: “È ciò che tu hai vissuto fino ad adesso, Marzia. Ti sei fatta Forza, attingendo a Quella Fonte. Hai cominciato ad aprirti alla Purificazione, perché hai riconosciuto Questo Sguardo di Gesù su di te.
Adesso Quello che ti invita il Signore è a continuare su Questa Strada e ti dice di non affannarti, di non perdere tempo, perché in te è Chiaro che c’è un’Unica Strada da percorrere e Questa Strada è la Strada della Purificazione, è la Strada della Preghiera, è la Strada del Perdono. Ogni Attimo è Quello Giusto perché Gesù ti parli.
Adesso, Marzia, è come se Gesù ti dicesse che non puoi più sottrarti, perché è Lui Che ti legge nell’Anima, in te è tutto Chiaro, riconosci Tutto; non è più una questione di mente, che tu ci puoi giocare come pensiero e te la puoi girare come ti pare e piace.
Gesù vede che, dentro di te, è Tutto Chiaro. Quindi, qualunque passo tu faccia da adesso in poi, tu sei cosciente di quello che fai, perché in te c’è la Presenza di Gesù e tu L’hai riconosciuto, Che è Colui Che ti sta guidando”.

Marzia: “Sì”.

Recitiamo il Quarto Mistero della Gioia del Santo Rosario.

fra Lino sceglie l’Argomento n° 299 (Che ha per Titolo: “299 Gesù: “Figlia, sono il Signore, Che si fa Mano Tesa per i suoi Figli”) la “Luce n° 14”.

La Portavoce: “Che vi stava ad aspettare oggi? Qualcosa di Forte? Che diceva, Gesù?”.

La Portavoce: “14 > “Un forte spavento in Abruzzo, con qualche vittima: pregate per esse. Amen”: è solo un Annuncio, perché l’Uomo cominci a leggere con Serietà Questa

SCUOLA DIVINA:

un Annuncio per Amore.
Non è Dio Che vuole questo ma in Lui, Che è già Tutto Compiuto, ci annuncia ciò che il male ci regala nella sua meschinità, la sua ricompensa.

15 > “Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
Amen”

La Portavoce: “Gesù ha scelto te, fra Lino, per dare Questo Annuncio perché, come dici sempre tu, la Responsabilità di Ciò Che ricevo, è Tutta tua, perché sei tu quello che fa discernimento.
Ciò Che è scritto Qua: fra Lino, che è stato scelto dal Signore per accompagnare Questa Scuola Divina, lui è testimone, che riconosce Questo Annuncio, Che è del Signore. Quindi Oggi Gesù ci dà la Conferma, che ci sarà questo forte spavento in Abruzzo. Ci saranno le vittime.
Ciò che a noi chiede Gesù è di pregare. Ce lo annuncia a noi, proprio come Annuncio d’Amore, perché le nostre preghiere siano di Salvezza per molti. Pregare proprio per la Misericordia che Dio opererà su queste persone”.

Recitiamo il Quinto Mistero della Gioia del Santo Rosario.

La Portavoce: “Sono rimasta io: scelgo l’Argomento n° 216”.

fra Lino: “Rosanna, se senti, vuoi aprire a caso prima la Bibbia, perché precedentemente non l’hai fatto?”.

La Portavoce apre a caso la Bibbia: Geremia 51, “1 Così dice il Signore: “Ecco susciterò contro Babilonia e contro gli abitanti della Caldea un vento distruttore; 2 io invierò in Babilonia spulatori che la spuleranno e devasteranno la sua regione, poiché le piomberanno addosso da tutte le parti nel giorno della tribolazione”. 3 Non deponga l’arciere l’arco e non si spogli della corazza. Non risparmiate i suoi giovani, sterminate tutto il suo esercito. 4 Cadano trafitti nel paese dei Caldei e feriti nelle sue piazze, 5 b perché la loro terra è piena di delitti davanti al Santo di Israele. 5 a Ma Israele e Giuda non sono vedove del loro Dio, il Signore degli eserciti. 6 Fuggite da Babilonia, ognuno ponga in salvo la sua vita; non vogliate perire per la sua iniquità, poiché questo è il tempo della vendetta del Signore; egli la ripaga per quanto ha meritato. 7 Babilonia era una coppa d’oro in mano del Signore, con la quale egli inebriava tutta la terra; del suo vino hanno bevuto i popoli, perciò sono divenuti pazzi. 8 All’improvviso Babilonia è caduta, è stata infranta; alzate lamenti su di essa; prendete balsamo per il suo dolore, forse potrà essere guarita. 9 “Abbiamo curato Babilonia, ma non è guarita. Lasciatela e andiamo ciascuno al proprio paese poiché la sua punizione giunge fino al cielo e si alza fino alle nubi”.

Samanta: “Questo non si riferisce all’Annuncio che Geremia ha fatto in relazione, poi, alla distruzione di Babilonia, che già si è verificata? Un fatto storico che è già accaduto?”.

La Portavoce: “E, adesso, il ripetersi cosa può essere?”.

Samanta: “L’Apocalisse? L’Apertura dell’Apocalisse?”.

La Portavoce: “Guardate la Chiesa”.

Samanta: “La caduta, il decadimento della Chiesa? In questo senso? Quindi, Babilonia intesa come una Chiesa, che era una coppa d’oro in mano al Signore. E poi tutti i popoli della terra sono stati inebriati, hanno bevuto del suo vino e, adesso, sono diventati pazzi, perché, comunque, non ci sta più il Signore Che regna”.

La Portavoce: “Esatto”.

Samanta: “9 Abbiamo curato Babilonia, ma non è guarita. Lasciatela e andiamo ciascuno al proprio paese” .

La Portavoce: “Cosa vuole fare Gesù? Nuovi Cieli e Nuova Umanità. Quando ci dice che il Cristo Risorto è tornato e porterà Pulizia nella Sua Casa: eccoLo. Questo è”.

Marzia: “Quindi, quando dice: “Ognuno ponga in salvo la sua vita” , ci vuole dire: “Vedete, fate un resoconto della vostra vita. Se volete metterla in salvo, questa è l’unica via da seguire, altrimenti non ci sarà, ci sarà la morte”.

La Portavoce: “Quello Che dice dall’Inizio il Progetto Divino Che cos’è? È il Parlare del Cristo Risorto in Questo Tempo, Che ci dice che ognuno di noi è Chiesa e che Lui rifarà una Chiesa Nuova”.

Marzia: “Questo è il Tempo della Vendetta del Signore”.

La Portavoce: “Questo è”.

Recitiamo il Primo Mistero della Luce del Santo Rosario.

La Portavoce sceglie a caso l’Argomento n° 216:

216 Barbara: “Mamma, questo Dono dei Cieli sia Amore per la Terra”.

Gesù: “Figlia, sono la Croce Santa, Che custodisce il Cammino verso la Santità, la Luce.
Sono dinanzi a te per aprirti le Vie del Cielo e portare la Quiete, la Dolcezza, per vivere Pochi Istanti, una Comunione d’Amore con la tua Stella Luminosa, Che abita presso Dio: è Tutto Dono, è Tutta Grazia, accoglila con Umiltà e Amore. E così sia!
Io, Gesù, benedico tutti i peccatori, li immergo nel mio Sangue, nel mio Spirito Santo, la mia Mamma Celeste li benedice con il suo Cuore Immacolato. La Luce del suo Sguardo sia Custodia delle Cascate d’Amore per tutti i Figli della Terra.
Barbara, attraverso la mia Santità, la mia Parola, dono a te il Dire alla tua Mamma terrena, Frutto della Comunione delle vostre Anime, Custodite e Aperte per Volere del Padre mio. La Croce sia Scudo tra i Cieli e la Terra. E così sia!”.
Barbara: “Mamma, sento il tuo Cuore palpitare di Gioia, di incredulità, ma di una Gran Desiderio e di una Grande Speranza. Il nostro incontrarci è sempre per Grazia, un Dolce Dono che tu, Mamma, custodisci gelosamente nel Nutrimento della Preghiera.
Mamma, so quanto Dolore per non essere accolta da tutti quelli Umani che popolano la Casa del Padre Celeste, la Madre Terra. Ma non soffrire.
Tutto, Mamma, è stato Scritto da Lungo Tempo: ci saranno Figli che riconosceranno e, per Grazia, entreranno nei Nuovi Cieli e nella Nuova Umanità.
E ci saranno coloro che conosceranno il vortice del male, che li condurrà alla sofferenza più crudele.
Ma Dio, Che è Amore, sta donando tante Vie di Luce, per riportare i suoi Figli sulla Retta Via. Ma, di fronte a tanta sordità e cecità, come possono i Cieli non avanzare nei Tempi Stabiliti da Lungo Tempo?
Mamma, in quel Compiuto, Tutto è stato, Detto, Assunto da Gesù su quella Croce. Ma ciò che non si vuole comprendere è che Dio è Eterno: è in quell’Eterno che esiste il Cammino, l’avanzare, il Continuo, ma con Lui sempre Presente. E con il male sempre presente.
Se, come sostengono, tutto è stato compiuto, tutto è finito, voi, ora, cosa state vivendo? Un finito? Un ricordo? Un passato? Allora, dov’è il Cammino del Buon Pastore? Dov’è il Continuo? Dov’è la Vera Fede che parla di Ieri, Oggi e Domani?
Quanto l’Uomo si interroga poco nelle proprie Coscienze e nel Cuore; se si fermasse per un solo istante a farsi un Promessa in Dio, chiedendo Luce, Soccorso, Amore, Speranza, Vista e Udito, quanto il Buon Papà Celeste attraverso il Figlio, Che è in Cammino in mezzo a voi per separare il Bene dal male, sarebbe così Felice di purificare, di lavare con il suo Sangue tutti i peccati, frutto del male, che è così meschino, così subdolo che si insidia dovunque e vi raggiunge sempre di più nelle menti, negli occhi, nell’udito, facendo dei Figli di Dio un plagio umano.
Di quante cose l’Uomo si sta impregnando quelle Vesti, che diventano sempre più pesanti e scure.
Sono così Piccola, Mamma, ma sono così Ricolma di Insegnamenti di Gesù, che sento la Tristezza di una Terra che, presto, non riuscirà a sentire più il Richiamo dell’Amore.
Quante Ferite per i Cieli. Mamma, se la Terra, che si dispera così tanto per tutti coloro che varcano le Soglie della Speranza o della fine, capissero quanto i frutti della Terra arrivano ai Cieli e quanta oscurità e malvagità fermano quelle Anime che vagano disperate in quell’immenso sospeso tra la partenza e il Compimento, vita e Vita Piena.
Mamma, questi sono i Veri Frutti sui quali i miei Amici, i miei Amori, i Figli di Dio dovrebbero tanto, tanto meditare e pregare. Se si riesce a capire questa Lezione che il Buon Gesù Mi ha dato di donare alla Terra, quanta Luce si riaccenderebbe sulla Terra, perché si ricolmerebbe di Verità, di Pace, di Luce di Speranza, di Dio, Vero Padre, Vero Creatore, Vero Pensiero di Sazietà.
Dolce Mamma, racconta ai miei Amici quanto ti è dato di vedere in queste Parole, quanta Immensità si cela in Esse, perché Ricolme di Divino.
Mamma, nutriti sempre del Santo Rosario. Invita i miei Amici a pregare: è l’Unica Via di Salvezza, è l’Unica Via che ci farà rincontrare.
Non dimenticate mai che sono Ospite nella Casa del Padre e Lui dispone di Me come Messaggera d’Amore.
Nutrite le vostre Anime e il vostro Mondo si trasformerà. Quanti Frutti di Bellezza non state vivendo con i Cieli, perché avete fatto spegnere la Fede, la Speranza.
Non Mi riconoscete con il mio Nuovo Linguaggio, perché è un Linguaggio fatto di Insegnamenti Nuovi, Insegnamenti di Cielo, che sono di Riflesso di un Cammino da percorrere sulla Terra”.
Gesù: “A voi dico: Chi vi parla è una Figlia di Dio, un’Anima Prevista che vive l’Amore dei Cieli, ma Le è stata concessa la Comunione con le Anime che sono Risvegliate sulla Terra: questo è il Disegno di Dio in questo Tempo: la Comunione tra Cielo e Terra:

DIO: PENSIERO;
GESÙ: TRAMITE;
Terra: Anime in Cammino verso il Risveglio della Grazia, della Vera Fede,
Abitanti della Nuova Umanità.
E così sia!”.

Barbara: “Mamma, questo Dono dei Cieli sia Amore per la Terra, per la mia Famiglia, per i Timidi Cavalieri, per le Pecorelle Belanti, per tutti coloro che desiderano riabbracciare i Vivi che hanno visitato la Casa Eterna.
Mamma, quanto è Tutto Vero, Tutto Vivere!
Dolce Papà, a te un Abbraccio Tenero, fatto di Gioia e di: “Grazie” a Dio per la tua Vita, con il Piccolo Continuo del mio Abbraccino e Bacino.
La tua Piccina.
A te, Stefano, che ancora non riesci a capire dove ti trovi con il Cammino di Fede, ti do tanta Pace, tanta Gioia: sei sempre di più orientato verso quell’Orizzonte che Ci attende, per riabbracciarCi, Nutri la tua Anima, è Gioia per i Cieli.
E voi tutti che camminate con la mia Nuova Vita: vi dico semplicemente:

“Grazie”.

Vi voglio Bene. Vi sento. Prego per voi. Chiedo per voi al Padre Celeste. Quanto è Tenero e Buono! Non è Lui che non ascolta, siamo noi che non siamo stati educati a sentirLo.
Ma è per Intercessione di Gesù, Maria e Tutto il Paradiso che questo Papà Celeste ha dato Inizio alla Nuova Era, per rifare Nuove Tutte le Cose. E chi si mette in Ascolto con Docilità, con Mitezza, con Supplica, con Umiltà e con Abbandono, Lui non lascerà che nessun Figlio si perda. Porterà Tutti alla Salvezza.
E, in quella Salvezza, il riaprire la Circolarità, la Comunione Piena tra l’Amore che vivono la Pienezza delle Anime della Nuova Umanità e tutta la Purezza dei Figli Abitanti del Paradiso.
Quanta Bellezza attende ai Prescelti della Terra e dei Cieli!
Per Amore vi chiedo: ascoltate! Ci sono, perché sono Viva nella Casa del Padre Celeste e sono Viva nell’Anima della mia Mamma, che ha dato il suo Abbandono a Dio per Amore, morendo a se stessa.
Mamma, il mio Amore è Immenso e tu cogli le Verità di Tutto Questo. Stringi sempre quella Dolce Croce e quella Dolce Mano, Via e Guida.
Amore. Amore a tutti voi.
Barbara.
A presto, Mamma”.
Gesù: “Figlia, questo è Lezione di Santità, Luce per la Terra e così sia! Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen” (27.06.2011 Lunedì. S. Cirillo di Alessandria. S. Arialdo).

La Portavoce: “Guardate, davvero rimango esterrefatta, credetemi, come davvero sono venuta qui, con quell’ansia che non sapevo cosa dire, cosa fare, cosa sarebbe stato, cosa non sarebbe stato e, alla fine, abbiamo sperimentato un Cammino Che ci ha fatto Luce, ci ha saziato, ci ha detto Quello Che accadrà, a ognuno ha dato una Pienezza.
Guardate come Questo Cammino L’ha aperto il Signore, come ci ha detto Tutto il Contenuto di Ciò Che voleva che noi sapessimo e ha toccato Tutto Quello Che è la Realtà Divina: come è Iniziata, Chi La sta conducendo, Cosa ci aspetta.
Sperimento come i Cieli aprono, i Cieli chiudono l’Incontro.
Torno a ripetere a te, Pamela, che tu non hai capito Ciò Che ti ha detto Gesù, perché non Ne hai colto ancora la Profondità. E mi ripassa e mi ripassa Quello Che a te accadrà: il Signore Che perdona i tuoi peccati, significa che la creatura che tu metterai al Mondo nascerà senza pesi nell’Anima. Nascerà col peccato originale e il Giorno del Battesimo Lui comincerà a vivere la Vita Nuova. Tu non L’hai colta così”.

Pamela: “Così, no”.

La Portavoce: “Lo sentivo che non l’avevi capito. Cioè, il Dono Che sta facendo a te il Signore, come Mamma Che sta camminando in Questa Realtà: se tu cammini davvero con la Mano di Gesù, i tuoi peccati saranno perdonati: significa che questo Bambino, venendo alla Luce, con i peccati tuoi perdonati, Lui nascerà con un’Anima Candida. È come se vedo lo spezzarsi di una catena spirituale: è come se si spezza una catena con te.
Ciò che darai alla Luce sarà un Figlio che comincerà a camminare e avrà lui la Responsabilità di questo Continuo di Discendenza in futuro, ma dal suo comportamento. Cioè, è come se si spezzano le catene del male del passato. Non l’avevi capito?”.

Pamela: “No, così, no”.

La Portavoce: “Infatti, ti dico una cosa è tu mi dici un’altra cosa. Questo è per farti capire: con questo bimbo, la Nuova Umanità per lui sarà Porta Aperta, perché il Signore cancellerà i tuoi peccati e la sua Anima non sarà impregnata del tuo peccato, che lui avrebbe continuato a trascinare per secoli. Quindi la Grazia Che il Signore ha riservato a te è davvero Qualcosa di Miracoloso, Quello Che tu non riuscivi ad afferrare bene.
Cioè: Quello che sta operando il Signore, questo è il Suo piccolo gruppo di discepoli. Quindi, quello che succederà a noi è tutto proiettato nella Nuova Umanità.
Nella Nuova Umanità non entrerà il peccato, quindi ciò che nascerà da noi, ciò che sarà il nostro cammino è solo Bellezza per noi e per chi sta attorno a noi, perché dovremo entrare nella Nuova Umanità. Non so se vi è Chiaro”.

Marzia: “Una grande responsabilità".

La Portavoce: “La Grandezza, però, di Quello Che portiamo!
Marzia, se tu cammini nella Fede, tu tagli le catene della tua Anima. Se la tua Anima si purifica, quella tua Anima risplenderà e farà fiorire le Anime di chi ti starà attorno; cioè, attraverso una Lucina sulla Terra, come può essere di Salvezza e trascinare gli altri nella Salvezza e nella Nuova Umanità! Non so se vi state a rendere conto”.

Samanta: “Forse non lo riusciamo a cogliere”.

Marzia: “Non lo cogliamo fino in fondo, perché è troppo grande la Portata di Questa Luce, ma, forse, piano, piano il Signore, poi, ci indicherà la Via".

La Portavoce: “Rendetevi conto Cosa ha detto Gesù: Che sarebbe successo il 20 Luglio? Cosa diceva Quel Messaggio?”.

Marzia: “Che ci avrebbe dato una Data Importante”.

La Portavoce: “Questa è la Data Importante”.

Angela d. C.: “Quel Messaggio parla lo stesso del 20 Luglio dell’Anno scorso, o no?”.

La Portavoce: “Di come il Signore, ogni 20 Luglio, ci voleva dare Questo Annuncio e noi non eravamo pronti. Adesso capite ancora di più perché Maria non sta qua”.

Marzia: “Perché non avrebbe capito fino in fondo, non è pronta lei per ricevere Queste Cose”.

La Portavoce: “Perché è una Data così Importante? Perché, da Adesso in poi, noi sperimenteremo Questo Cambiamento, noi sperimenteremo la Vicinanza del Signore. Noi sperimenteremo come il Mondo andrà così come il Signore ha stabilito e Cosa opererà attraverso di noi”.

Samanta: “Cioè: il Signore ci sta proprio annunciando il nostro Percorso: il nostro: “Sì”, il nostro riconoscere Questa Scuola, il nostro riconoscerLo ci porterà ad essere sempre più Luminosi, sempre più Puliti, sempre più Candidi, per farci entrare in Questa Nuova Umanità.
Tutto quello che noi faremo, le nostre decisioni, le nostre scelte saranno orientate al Cielo, affinché noi e le nostre discendenze rimangano in Quella Luce”.

Marzia: “Nei Messaggi Precedenti, mi ricordo un altro incontro che avevamo fatto pure qua, il Signore ci aveva dato delle Luci a tutti; diceva ad alcuni, per esempio a Pamela: “Entrerai nella Nuova Umanità”. Diceva a Samanta: “Entrerai nella Nuova Umanità”, a Stefano: “Entrerai nella Nuova Umanità”. Ma non a tutti, in quell’ambito di quell’incontro che abbiamo fatto, ha detto: “Entrerai nella Nuova Umanità”.
Infatti, tempo fa, le ho detto a Samanta: “Samanta, Mosè, alla Fine, non è potuto entrare nella Terra Santa, dopo aver vagato quarant’anni nel deserto con il popolo. Poi, Mosè si è ritirato e gli altri sono entrati nella Terra Promessa.
Mi veniva questo pensiero e ho detto a Samanta: “Samanta, forse io farò il Passaggio prima della Nuova Umanità”, perché mi rifacevo a quell’incontro di quel giorno, dove a più persone c’era questo dire: “Entrerai a far parte della Nuova Umanità”. E, invece, nel mio non c’era. Non mi posso ricordare quello di tutti, ma il mio non c’era”.

La Portavoce: “Il tuo che diceva?".

Marzia: “Io ho detto: “Forse io faccio il Passaggio prima che il Signore faccia Questa Nuova Umanità” e mi rifacevo a quell’incontro di quel giorno, dove a molti c’era scritto: “Entrerai a far parte della Nuova Umanità”.

La Portavoce: “Ma ti sei chiesta perché a te non ti veniva detto?”.

Marzia: “Beh, o Dio, perché, forse, non ero pronta, allora, ad accogliere Questo e non ero pronta nemmeno Spiritualmente”.

La Portavoce: “Tu non avevi dato un: “Sì” Pieno al Signore, perché non Lo volevi incontrare”.

Marzia: “È così, sicuramente. Se il Signore dice che è così, è così. Avevamo già fatto un bel percorso di cammino”.

Samanta: “Sì, però non avevi ancora aperto le tue Profondità”.

Marzia: “Sì, quello sì”.

La Portavoce: “Tu avevi detto: “Sì” al Signore, tu avevi conosciuto il Signore, ma tu avevi paura, Lo scansavi. Tu adesso hai aperto le Porte al Signore. Adesso il Signore può disporre di te. Prima non poteva disporre di te, avevi paura di Lui”.

Marzia: “È vero”.

La Portavoce: “Se tu ti sei decisa adesso a venire e cominciare ad aprire le tue Profondità, è perché il Giorno 20, di Questo Mese, il Signore doveva dare Tutti Questi Annunci. Ti voleva partecipe. Altrimenti tu, oggi, con una scusa, non avresti partecipato”.

Marzia: “È vero. Su questo non ci sono dubbi”.

La Portavoce: “Quel ragazzo non è presente, perché? Perché, tempo fa, è caduto; ancora non si ravvede da quella caduta. Nel senso: riconosce l’errore, riconosce che ha sbagliato, ma, preso dalla situazione, non è pentito. Se non si pente, non potrà tornare a camminare”.

Marzia: “Invece, vedi, a me succede il contrario nel senso che, anche quando mi apro, tu mi hai insegnato la via di come fare, quando mi ritorna in mente qualche errore del passato, però la richiesta di perdono è sempre continua, perché lo chiedo sempre, perché, comunque, riconosco appieno il mio errore.
Quanto è vero quando Gesù dice: “Il peccato ti è sempre dinanzi”, però seguo anche gli Insegnamenti di Gesù e sono più serena; Sinceramente, ho respirato, su questo non c’è dubbio, da quando ho riconosciuto i miei errori del passato davanti al Signore. Non mi fa più paura il passato, perché, a volte, quando mi tornava alla mente, mi succedeva che sudavo, mi appesantivo, mi prendeva il panico, sempre per il fatto di pensare: “Il Signore può perdonare a me?”.
Quante volte siamo tornati su questo tema. Quante volte. E adesso non ci torno più perché, il Signore mi ha accolta, mi ha perdonata e mi vuole Bene”.

Samanta: “No, ti ha dato pure un bambino importante”.

Marzia: “Lo so”.

La Portavoce: “Davvero non ci rendiamo conto di che cosa sta operando il Signore. In Queste Piccole Cose, poi, ecco, è come se mi dà Risposte. Cioè, ognuno di noi ha scelto il Messaggio, perché lì stiamo e Lì ci doveva soccorrere. È impressionante.
E poi mi rendo conto, alla fine che, comunque, cosa mancava? Mi ero sottratta dal parlare della Chiesa. Però, poi, è una Cosa Che accadrà.
Una Cosa Che mi ha rivelato il Signore è che, entro il 30 di questo mese (Luglio) nella Chiesa accadrà un qualcosa di sconvolgente, ma non vi posso aprire, per ora, di che cosa si tratta.
Ancora, che cosa fa Gesù? Alla fine mi fa aprire la Bibbia e capita il Brano di Geremia. E qua rimango scioccata. Di più: ieri il Signore mi ha fatto un Annuncio, che mi ha sconvolta.
Se cammini con il Signore, ti mette dei Tasselli Dentro, che ce li hai, comunque tu li riconosci, perché ti cambia. Cambia il tuo linguaggio, cambia il tuo modo di fare, di pregare. Ti cambia.
Non te ne rendi conto, perché per me è come se sto vivendo il continuo di Rosanna; per Angela è come se sta vivendo il continuo di Angela, ma chi sta vicino a te, Angela, la differenza la nota. Il tuo modo, adesso, di comportarti con Marco per te passa come naturalezza, per Marco non è naturale l’Angela che ha davanti. È così”.
Marzia: “Per noi è la stessa cosa, perché quando abbiamo parlato con con quella signora: ci ho parlato io e poi ci ha parlato mia figlia, lei adesso, ma già da prima, non attacca più la Realtà. Che ti ha detto, quel giorno?”.

Samanta: “Voi ci credete. Io non ci credo”.

Marzia: “È come se lei dice: “Vi invidio, che ci credete, perché vi porta questa Pace dentro. Io non la riesco ad avere. Perché io non credo in ciò che credete voi. Beati voi che avete questa pace”.
Questa Pace la può avere anche lei. Infatti, quando le ho parlato quel giorno, veramente il Signore certe volte ti mette le parole in bocca al momento opportuno, poi faccio come te, me ne scordo di quello che dico. Ma, nel momento in cui gliel’ho detto, sono stata precisa a proposito dell’invidia e di tanti passaggi.
È vero che notano la differenza, perché vedono quella Pace, quella Serenità, quella Tranquillità che noi abbiamo; non c’è più quell’attaccare, quel giudizio, anche se, a volte, magari, sgarriamo anche noi, siamo umani”.

Samanta: “C’è una Parola di Pace per i bimbi che devono nascere e le loro mamme?”.

La Portavoce: “Non te lo devi portare questo peso perché, come ti ho detto prima, al Signore Gli basta una Piccola Apertura per poter entrare, inserirsi ed operare. Quindi, se tu chiedi per le mamme e per i bimbi che devono nascere, tranquilla, il Signore passa.
Non ti preoccupare, perché anche se le mamme, mentalmente, sono chiuse e non vogliono riconoscere, le loro Anime riconoscono e, tanto più adesso, che hanno un bimbo in grembo. Se le mamme, con i loro pensieri sono chiuse, i Bimbi riconoscono, i Bimbi sentono”.

Marzia: “Dobbiamo essere proprio noi ad aiutare, proprio come stiamo facendo. Dobbiamo andare tutti i giorni, come stiamo facendo, a pregare insieme, giorno, dopo giorno”.

La Portavoce: “Certo, perché quello che a me dispiace per le mamme che aspettano, è che non possono vivere bene la gravidanza. Umanamente uno si lamenta: non stai bene e ti lamenti. Ma se loro avessero fatto il Cammino, anche quando stanno male e devono stare a letto, l’avrebbero preso tutto come una Grazia, l’avrebbero vissuto in maniera diversa. Questo è quello che a me dispiace.
Mentre loro, fino alla fine, porteranno il pensiero di come va, come non va, se loro avessero camminato, loro, adesso, vivrebbero Serene, vivrebbero Tranquille. E si sono perse tutta Questa Serenità. Questo mi dispiace per loro, ma non perché il Signore le abbandoni: ha fatto loro un Dono così Grande!”.

Marzia: “Ti posso fare un’altra domanda, ma anche con calma, se il Signore ti dà qualcosa per questa mia amica. Ma anche di tranquillità per lei, per rassicurarla, per rasserenarla. comunque vada questa sua gravidanza”.

La Portavoce: "Questa signora è sposata da tanto tempo?".

Marzia: "Sì, sì, da diversi anni. Avrà l'età dei ragazzi, all'incirca".

La Portavoce: “E non aveva figli”.

Marzia: “No”.

La Portavoce: “E non ha fatto l’inseminazione?”.

Marzia: “Penso di no, altrimenti me lo avrebbe detto che era inseminazione. Non mi ha detto che ha fatto l’inseminazione”.

La Portavoce: “Quindi ti ha detto che è rimasta incinta così, all’insaputa”.

Marzia: “Sì, all’insaputa. Mi ha detto, però, che questa creatura dai risultati delle analisi fatte, dalle visite fatte, ha qualche handicap”.

La Portavoce: “Quando ti nasce un figlio che porta degli handicap, non disperare, il Signore, attraverso quel bambino, opererà tante Grazie, anche nella sua famiglia. Quindi lei non deve portarlo come un peso.
Se lei cammina con il Signore, imparerà ad amare quella creatura e la vivrà davvero come un Dono, così come gli altri che hanno i figli sani. Ma se lei scansa Dio, in lei ci sarà la ribellione, ci sarà allontanamento nel marito e non vorrà nemmeno saperne di quella creatura”.

Marzia: “Però lei, come ti dicevo, ha detto: “Questo, comunque, è un Dono di Dio, io mi sono affidata a Lui”.

La Portavoce: “Però in lei ci sta questo: se quella creatura non è sana, lei vorrebbe che il Signore se la ripigliasse. In lei questa preghiera non ci deve essere. Non ci deve essere questa cosa contro Dio: “Fino ad adesso non me l’hai dato, adesso che sono incinta, non è nemmeno normale”: Non ci deve essere questo pensiero. Ma se lei l’accoglie con Amore, il Signore guarisce”.

Marzia: “Tornando al discorso di prima, il Signore non ci dice l’ora, il giorno preciso di questo terremoto che ha previsto”.

La Portavoce: “Non è quello, non è quello”.

Angela d. C.: “Nel senso che noi dobbiamo essere sempre pronti, pregando, altrimenti staremo in attesa”.

Samanta: “L’altra volta il Signore aveva dato l’Annuncio del 20 e là ero spaventata. Stavolta, no”.

La Portavoce: “Ci siamo spaventati, perché siamo partiti con i nostri pensieri, siamo andati per conto nostro”.

Samanta: “L’altra volta, stavolta, no”.

Marzia: “No, no, infatti siamo venute tranquille”.

La Portavoce: “Quando si va in Maniera Tranquilla, il Signore, comunque, ha donato Tutto Quello Che noi dovevamo sapere, ci ha detto Tutto, ci ha riempito di Tanti Insegnamenti, di cosa ci aspetta, del nostro Cammino, come ci ha premiati fino ad adesso, i Frutti del nostro camminare, ci ha detto Tutto, senza che il suo Dire ci abbia scomposte più di tanto”.

Samanta: “Ci ha lasciato Tanta Pace dentro, nonostante le Cose dette”.

La Portavoce: “Questo è camminare con Gesù. Questo è Quando Gesù ti costruisce Dentro e tu non te ne rendi conto”.

Marzia: “Non te ne accorgi nemmeno e Questo lo abbiamo vissuto anche al Pellegrinaggio a S. Giovanni, è vero fra Lino? Anche Lì abbiamo vissuto una giornata veramente di Pace”.

Samanta: “Proprio il sentirsi Sazi, perché sai Che Quella Strada ti appaga, ti ricolma di ogni Gioia, di Ogni Bene, Quella Cosa Che tu dicevi: “Pregate, perché la Bellezza Interiore è Bellezza all’esterno”, è vero, perché, poi, quando cammini per strada incontri le persone, sai dare una buona parola. Questo, Grazie a Gesù. Da sola no, prima non era così, ora noto la differenza tra prima e dopo”.

La Portavoce: “È così. Ecco quando Gesù ci insegna, che il Frutto si riconosce dall’Albero, quindi Questa Realtà da dove si può riconoscere? Dalle piccole Lucine che vanno in giro”.

Samanta: “E sai a me che cosa mi viene anche? Che quando Maria viene qua e dice: “No, è grazie a Samanta, perché ha una luce”: mi dà fastidio quando lei dice così, perché non è un dirlo, secondo me non è sincera fino in fondo quando dice questo. È come se è, sì, grazie a Samanta, però, avendo lei i suoi ulteriori scopi, non mi dà quella bellezza che veramente mi appaga”.

La Portavoce: “Non ti senti appagata, perché ti senti usata. Lo so”.

Samanta: “Usata. A me dà fastidio quando lei, ogni volta, dice così, perché io lo so dietro quello che ci sta e, quindi, mi dispiace”.

La Portavoce: “Quando, inizialmente, ho conosciuto fra Lino, sentivo dire che lui quando predicava, quando lui faceva le catechesi, lui diceva sempre: “Non guardate me, guardate Gesù”. Inizialmente, stavo muovendo i primi passi, è vero che ricevevo i Messaggi, ma mi ha fatto camminare, Gesù, perché all’inizio ero davvero come una bimba piccola che mi ha pigliata e mi ha fatto la Scuola.
Allora ricorrevo sempre a fra Lino, chiedevo spiegazioni, e lui diceva: “Serena, guarda il Signore, non guardare a me”. Nel senso: “Se tu ti aggrappi a me, se io manco, o se io vado via, tu, che sarà di te? Ti se ne va una colonna. Io andrò Dove il Signore mi manda. Quindi, non venire verso di me, ma vai verso Gesù”.
Quindi, se dovessi, per un qualsiasi motivo, fermarmi, Ciò Che a voi il Signore ha costruito, rimane, voi non cadete. Non so se mi spiego. Quello che voglio dirti è che, se Maria continua a dire: “Samanta, Samanta” è la cosa più brutta che ci sta, perché lei si aggrappa a Samanta; Samanta può cadere, Samanta può scavalcarla, Samanta può fare di tutto e di più, lei dipende totalmente da Samanta. Ma Samanta è umana. Samanta può cambiare da un momento all’altro. In Samanta non c’è la verità assoluta.
La Verità Assoluta La deve cercare in Gesù. Gesù non la deluderà mai. Samanta, può essere di sì. Perché se Samanta si ferma, che fa, allora, lei? Si ferma appresso a Samanta? Quindi, che cammino hai fatto?
Cosa, che non è successa per te, Angela, che eri tanto legata a quella signora. Lei si è fermata. Tu non dipendevi da lei. Tu andavi verso Gesù. Gesù ti tiene ancora in piedi. Vedi la differenza?
Allora, che voi ascoltiate Ciò Che dico, è Giusto ed è Bello, perché ve lo dice Gesù. Ma voi dovete avere sempre lo Sguardo verso Gesù, perché se mi fermo, per qualsiasi motivo, voi dovete continuare a camminare con Gesù”.

Samanta: “Costruire con Gesù”.

La Portavoce: “Costruire con Gesù. Quindi quando vedo una persona che cammina con un’altra, per esempio Antonietta e Grazia, tu, Grazia, devi camminare, devi andare verso Gesù, perché se lei si ferma, tu ti fermi appresso a lei. Cosa che, se per caso ti fermi tu, non si ferma Antonietta. Capisci?”.

Grazia: “Sì. Sì”.

La Portavoce: “Andare verso Gesù. Forse, forse se si ferma Angela, si ferma Antonietta. Ma forse, non è nemmeno detto che si ferma Antonietta. Quindi significa che loro stanno camminando verso Gesù e non verso un cammino umano, un’amicizia umana, un riscontro umano.
No. Devi camminare verso Gesù. Che poi, per arrivare a Gesù tu abbia bisogno anche dei contorni, del sostegno, quello è diverso. Ma il tuo obiettivo è camminare con Gesù, perché è Gesù Che ti costruisce dentro. Le persone può darsi pure che te la fanno rovinare la Costruzione di dentro. Non so se mi sto spiegando.
Questo deve essere Importante per noi. Infatti, quando c’è qualcosa che non va, che vi dico? Non vi dico: “Chiamate Stefano”. Vi dico: “Chiamate me, Chiamate Stefano, chiamate Samanta, chiamate Nico”, proprio per non farvi legare verso una persona. Ma perché ci sia la Circolarità: cioè: cade uno, c’è l’altro. Cade l’altro, c’è l’altro. Non so se mi sto spiegando”.

Angela d. C.: “Poi la conclusione della Messaggio di Barbara, Rosanna, come era possibile? Sembrava una cosa collegata”.

Marzia: “Anche sulla Bibbia: il Passo lo abbiamo scelto noi, non è che ci è stato dato”.

La Portavoce: “Il Passo Che noi abbiamo scelto, non è altro che la Costruzione Che Gesù, Oggi, voleva Che crescesse Dentro di noi".

Samanta: “ A ognuno ha costruito un Pezzettino”.

La Portavoce: “Ha fatto la Sua Scuola, Gesù, partendo dalla Sua Parola: L’avete aperta voi, non L’ho aperta io”.

Pamela: “Quando ho aperto la Bibbia è uscito 20, 10”.

La Portavoce: “Ma Quello Che hai scelto, Gesù ti doveva dire Quello”.

Angela d. C.:”Quello che hai detto mi è passato anche durante la preghiera. Mi sono tornati alcuni passaggi della Madonna di Loreto, di me e di Marco e di quello che mi ha detto il Sacerdote. Ed io, davvero, prendo questi passaggi.
Forse prima non ero pronta. Adesso sono pronta. Non ci posso credere, guarda, perlomeno per quello che ho capito io, per Quello Che mi ha detto Gesù”.

La Portavoce: “fra Lino, Quel Messaggio Che ho ricevuto ieri, Lo possiamo leggere?”.

fra Lino: “Quale? Ne abbiamo ricevuto diversi”.

La Portavoce: “Quello in Cui si diceva Quello Che avrebbe fatto Gesù e Che avrebbe operato attraverso di me”.

fra Lino: “Qua, su questo gruppo? Sì. Questo possiamo vederLo”.

La Portavoce: “Per favore, leggiLo, per rendere partecipe il gruppo di Ciò Che Gesù mi aveva annunciato ieri, quando mi chiedevo: “Cosa devo dire? Cosa devo fare?”. E allora Lui mi viene in Soccorso e mi parla, e mi dice”.

fra Lino: “Questo Messaggio è del 19 Luglio, di ieri: Gesù: “Figlia, Ciò Che ho da insegnarti è già Tutto Compiuto in Me, per Questo Io dico a te: se ti ho permesso di vedere e di sentire attraverso di Me, perché rimani ancora nell’incredulità?
Non sei forse la Mia Portavoce? Non sei, forse, Colei che annuncia la Mia Scuola Divina? E ancora: non sei quella che ha annunciato il Mio Ritorno come il Cristo Risorto? E allora, cosa aspetti ad abbandonarti e credere che i Tempi sono Questi e Ora comincerete a sperimentare il Cambiamento sulla Terra, perché in Me si compie ancora una Promessa del Padre Mio: il Fare Nuove Tutte le Cose.
Il Cielo e la Terra saranno Adorni di Gloria di Dio e coloro che vi abiteranno saranno Ricolmi di Pace e Verità.
Tutti quelli che non sono degni di far Parte del Disegno di Dio, troveranno le porte degli inferi aperte, dove precipiteranno e avranno la loro giustizia.
Ad ognuno ciò che merita. E così sia! Figlia, Questo è Scuola per te” (19.07.2013 Venerdì).

La Portavoce: “Così come fa camminare voi il Signore, così fa camminare me. Tutti i pesi, tutte le cose che porto, a ogni dubbio che mi sorge: Gesù mi dà sempre Risposta, per farmi camminare, perché in me non ci sia la chiusura, per la paura di non accogliere.
Ricordate Quel 20 Luglio, che non sono stata capace di scrivere niente? Quindi, dove in me si presenta l’ansia, lì c’è chiusura in me. Quindi, onde evitare che ci sia questo, Gesù mi anticipa Quello Che sarà. Quindi, Oggi, sono venuta nella Massima Pace, perché Gesù doveva condurre Tutto e Lui doveva fare Tutto. Quindi è come se, qualsiasi cosa succedesse: “O a me parla Gesù, e quindi posso dirvi; o, se Gesù non mi parla, non posso dirvi nulla”.
È come se Gesù, piano, piano, mi vuole sciogliere il peso che mi porto delle persone che camminano. Lui mi parla, mi annuncia le Cose. Però Questo con me l’ha fatto dall’Inizio. Sapete pure quante volte mi ha rimproverata?
Non è per me una passeggiata. Quello Che Gesù dice a voi, a me L’ha già detto. E più accolgo e mi rimetto a Lui e più Lui mi apre l’Anima e più Lui mi dà Cose Grosse da poter accogliere. E così farà con voi. Questo è”.

fra Lino: “Questo è del 18 Luglio, Giovedì. L’Arcangelo Gabriele: “EccoMi, Presente davanti alle Verità dei Cieli. Figlia, sono l’Arcangelo Gabriele, Che dico a te: non sottrarti dal Compito Che ti viene affidato. Non sei tu che stai devastando la Fede, sempre più ad immagine e somiglianza dell’Uomo”.

La Portavoce: “Chiedo scusa, per farvi capire Questo Dire: ieri avevamo pregato e potevo essere Pronta per poter prendere le Luci di un Messaggio, Dove si parla di un papa nero (Argomento 323). E mi sono sottratta.
Ogni volta che si tocca la Chiesa, mi fa star male. È come se toccare la Chiesa significa: toccare i Consacrati, le Persone e le concretezze umane e Loro ci danno addosso. Allora, fin quando sono Cose dei Cieli, Le accolgo nella Pace, perché, tanto, non Le conosco.
Quando, invece, si parla di papa nero, si parla di queste cose, faccio fatica ancora ed è per Questo Che Gesù mi diceva che non sono io che sto a devastare la Fede, ma sono Loro che lo stanno a fare”.

Angela d. C.: “Le paure”.

La Portavoce: “Eh, sì, perché, comunque, poi le persone sparlano, attaccano. Se tu parli male del papa e gli altri lo stanno ad osannare, ti porti il peso. In questo senso.
E Lì, Gesù mi dice che non sono io che sto a devastare la Fede, ma che sono Loro e io che gli posso fare?”.

Angela d. C.: “È Tutto Scritto”.

Marzia: “Se ti parla del papa nero, Rosanna, io mi ricordo del libro che io ho tolto, perché a me non mi piace leggere quelle cose, che poi mi mettono paura; però Giancarlo allora lo leggeva e diceva sempre: “Ci sarà un papa nero e sarà l’ultimo papa che governerà sulla terra”. Quando arriverà questo papa, sarà l’ultimo papa. Dopodiché ci sarà…”.

La Portavoce: “Però quello che la terra si aspettava…”.

Angela d. C.: “Il colore”.

La Portavoce: “Il colore, ma non è il colore”.

Samanta: “L’Anima”.

Angela d. C.: “Quindi ci dobbiamo tranquillizzare, non è l’ultimo”.

La Portavoce: “Quando siamo andati, infatti credo che dovremo tornare a Lanciano, quando stavamo là, non facevo altro che sentire S. Ignazio di Loyola, un continuo, tutto il tempo che sono stata là. Spiegagli un po’, fra Lino, Chi è S. Ignazio di Loyola”.

fra Lino: “S. Ignazio di Loyola è il Fondatore dei Gesuiti. Lui è spagnolo però, poi, ha studiato a Roma, Lui e altri Confratelli, fra gli altri S. Francesco Saverio, poi hanno dato inizio a quest’Ordine, i Gesuiti.
E Gesù, di S. Ignazio di Loyola, ci parla in un Messaggio dell’Apocalisse (Argomento n° 196, Luce 21): è stato un Portatore di quel Ramoscello d’Ulivo di Pace, in uno dei momenti più terribili della Chiesa: la ribellione di Lutero, perché nella Chiesa non c’erano comportamenti belli e, allora, s. Ignazio ha fondato la Compagnia di Gesù, appunto i Gesuiti.
Ecco, fra l’altro, in questa Compagnia di Gesù, c’è il giuramento che loro fanno di essere Servi, naturalmente di Dio, di fare tutto non solo per la Gloria di Dio, ma per la Maggior Gloria di Dio, fare Tutto il Possibile perché Dio sia Glorificato”.

Samanta: “Quindi è un Ordine Forte”.

fra Lino: “È uno dei più forti in assoluto di tutta la Storia della Chiesa; e Loro hanno fatto una Promessa a Gesù, Questa Promessa Gesù la richiamerà nel Messaggio, hanno fatto il Giuramento di essere sempre a Servizio del Papa, non che qualcuno di Loro potesse essere Papa e Gesù Questo Aspetto Lo richiama (Argomento 323, Luce 25).
E la volta che siamo stati a Lanciano, davanti al Miracolo Eucaristico, davanti all’Ostensorio, la Portavoce sentiva, appunto, il Desiderio di S. Ignazio, il Fondatore dei Gesuiti, di dare un Messaggio”.

Samanta: “E lei non ha voluto?”.

La Portavoce: “Mi sono spaventata”.

fra Lino: “Quindi, è un Qualcosa Che ci attende”.

La Portavoce: “Coglievo che s. Ignazio voleva parlare del Papa, della Chiesa e mi sono spaventata, chiudendomi interiormente. Però è una Cosa Che è rimasta in sospeso. Poi, comunque, ho ricevuto un altro Messaggio e parla di papa nero e adesso, per prendere le Luci, non è facile.
Sapete qual è il pensiero che mi spaventa? È di non essere accolta in Chiesa, perché possono pensare che non riconosco il Papa. Ma non è così
Ciò che non riconosco sono due Papi: lo Spirito Santo non può cancellare una Verità Assoluta di Gesù, Che è Ben Custodita nella Sacra Bibbia: ”18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Matteo 16, 18)”.

Stefano: “E che c’entra? Tu vai a prendere l’Eucaristia”.

Tonino: “In Chiesa c’è Gesù. Gesù sta al di sopra del Papa”.

Samanta: “È come se lei, quella signora che scrive sempre a te, Antonietta, ha scritto: “Ma tu non sei Cattolica, tu sei protestante, perché non riconosci il Papa”. Quindi è un’accusa che, chiaramente potresti, potremmo ricevere tutti”.

Tonino: “Ma quale Sacerdote si potrebbe permettere di farti un affronto del genere?”.

La Portavoce: “A fra Lino quel Sacerdote non gli ha negato l’Eucaristia?”.

Tonino: “Ma quello se lo porta come peso”.

La Portavoce: “Ho capito, però quando mi ritrovo davanti a Questi Messaggi, non è facile. È vero che, quando i Discepoli camminavano con Gesù e i Profeti dovevano annunciare cose brutte, venivano accantonati da tutti. Poi, quando accadeva Ciò Che Loro annunciavano, venivano riconosciuti ma, intanto, nel mentre, venivano attaccati”.

Angela d. C.: “Mi veniva da pensare, fra Lino, che nella Bibbia c’è un Passo in Cui Gesù dice: “Mi adorerete in Spirito e Verità”. Ma che significa quando Gesù dice così? Potrebbe essere il fatto che nella Chiesa accadrà, che nella Chiesa ci sarà questo?”.

fra Lino: “Gesù, nel Vangelo di Giovanni, Capitolo 4, dice: “23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” .
Gesù dice: “”È giunto il Momento, ed è Questo”: quindi a partire dalla Sua Presenza sulla Terra, da Questo Suo Annunciare cominciava Questo Tempo in Cui i Veri Adoratori avrebbero adorato Dio in Spirito e Verità.
Però il cominciare di Gesù è sempre un Cammino e il Cammino è un andare verso una Pienezza, Che Dio ha previsto e Questa Pienezza La sperimenteremo nei Nuovi Cieli e nella Nuova Umanità, Dove l’Adorazione sarà Perfetta in Spirito e Verità, senza annullare nulla di Ciò Che il Padre ha donato attraverso il Figlio: i Sacramenti, la Gerarchia, Tutto Questo resterà, perché è Parola e Volontà di Dio.
Così ogni Parola annunciata nella Bibbia, non cadrà nulla, spiega Gesù Stesso, che Tutto non abbia un Compimento. Però si va sempre verso una Crescita e una Pienezza che, ripeto, ci porterà a un vivere non solo come stiamo vivendo adesso, ma a un vivere dal di dentro, in Questa Comunione Viva con Dio, con Gesù, con lo Spirito Santo, con Tutta Questa Realtà Celeste e sarà, davvero, la Pienezza Che ci attende”.

Angela d. C.: “Pensavo c’entrasse qualcosa sul fatto della Comunione con il Corpo di Gesù, con qualcosa di questo genere che, magari, ci sarà. Era, così, un pensiero che mi era passato”.

fra Lino: “Riprendo a leggere il Messaggio, Che abbiamo interrotto prima.
L’Arcangelo Gabriele: “Ma, a breve, il Signore si riprenderà Tutto Ciò Che Gli appartiene, le Verità della Fede e saranno guidate da Degni Ministri di Dio.
Tutto è in Cammino.
Figlia, sono Colui Che ha annunciato la Venuta del Salvatore. Così, Ora, annuncio a te la Venuta del Cristo Risorto sulla Terra. Opererà per la Giustizia del Padre. E così sia!
Figlia, ti sarà annunciato il Tutto durante l’Incontro. Questo è Insegnamento e Anticipo per voi. Tutto Quello Che ti viene richiesto: di non chiuderti. Rimani Docile all’Ascolto. Sarai Maestra in mezzo a loro, per Volere del Padre. Tutto ti sarà dato: Insegnamenti Che tu riporterai Fedelmente al gruppo e poi donerete al Mondo con Grande Ardore, così come si conviene alla Parola del Verbo. E così sia!
Figlia, in Questo Tempo Che precede l’Incontro in te regni la Pace e la Preghiera. La tua Voce sarà Incanto di Fede. Tutti avranno ad inginocchiarsi e a cominciarti a portare Rispetto, perché in te Chi opera è il Cristo Risorto.
Parola di Dio” (18.07.2013 Giovedì. S. Marina. S. Materno. S. Ruffillo. S. Bruno).

La Portavoce: “Quando ho scritto: “Parola di Dio”, mi sono impaurita: ma Che dice? “Parola di Dio”?”.

Angela d. C.: “Lo dice Gesù, è Parola di Dio”.

La Portavoce: “Ma è come se Queste Cose le ho sentite dalla Chiesa, le ho sentite da un Sacerdote, ma adesso io che dico: “Parola di Dio”, ma, forse, voi non mi riuscite a capire”.

Angela d. C.: “Sei tanto, tanto umile, Rosanna, sicuramente è per questo”.

La Portavoce: “Ti fa strano. Ti fa strano. Non è facile”.

Marzia: “Lei dice: “Non me L’ha mai detto, è la prima volta che mi fa scrivere “Parola di Dio”.

La Portavoce: “È Parola di Dio”.

Samanta: “È come se è Vangelo, Parola dal Vangelo. Quindi Quella è Parola di Dio”.

La Portavoce: “Sì, però chi lo sta a dire è Rosanna, invece Là chi lo dice è un Prete”.

Angela d. C.: “Là è Dio Che lo dice?”.

fra Lino: “È l’Arcangelo Gabriele, Che sta davanti alle Verità dei Cieli”.

La Portavoce: “Ti rendi conto?”.

Samanta: “Rosanna, non ho capito una cosa: dobbiamo testimoniare al Mondo il Messaggio Che abbiamo ricevuto oggi per noi?”.

La Portavoce: “I Frutti della Maturazione Che Gesù ha fatto con te".

Angela d. C.: “Quindi dobbiamo mettere una testimonianza di Quello Che abbiamo vissuto oggi?”.

La Portavoce: “Esatto. Proprio Questo cominciare dai Cieli, come il Signore vi ha guidati, cosa avete provato. Ecco, una vostra testimonianza. Tutto Questo per Gesù, per far vedere il Cammino Che vi sta facendo fare Gesù, il Cristo Risorto”.

Samanta: “Ma lo leggono, per esempio l’Ultima Luce Che ho messo, la 11, ha messo “Mi piace” una ragazza che ce l’ho come amica, ma non va più in là. Quindi ho capito che l’ha colpita questa cosa che ho scritto”.

La Portavoce: “Sì, proprio attraverso di voi è come se si possa prendere Questa Familiarità con un Cristo Che, davvero, parla, Che, davvero, è tornato, Che, davvero, cammina in mezzo a noi.
Umanamente che saremo riusciti a fare? Nulla. Una Perfezione di un Incontro così guidato: “Devi fare Questo, Questo, Questo”, umanamente chi è che è capace ad organizzare una Cosa così?
Dio ha stabilito anche i Posti dove dovevate stare seduti perché, da quando è iniziato l’Incontro, fino alla fine, è stato una Continuità di Cammino: ogni Insegnamento aveva il suo Continuo, il Suo Continuo, il Suo Continuo. Cioè non è che quello che è uscito a Samanta doveva essere detto da un altro posto. No, doveva essere dato quell’Insegnamento a lei, seduta in quel posto e poi il Successivo e così via”.

Samanta: “Così, in quella Sequenza”.

La Portavoce: “Quando toccava a me, sono stata scavalcata, non ho detto niente. Dopo ho ripreso la Bibbia e, dopo, ho letto il Messaggio. Prima non l’ho fatto”.

Samanta: “Ma perché?”.

Marzia: “Ma perché da lei sono passati direttamente a me”.

Samanta: “Ma non hai pensato che toccava pure a te?”.

La Portavoce: “No, non L’ho sentito”.

Samanta: “Ah, era giusto che tu parlassi per ultima”.

La Portavoce: “Certo”.

Samanta: “Ah, sì, ho capito”.

La Portavoce: “Chi doveva chiudere? La mia paura, che mi portavo ieri, di quel fatto di quel papa nero, e il Signore mi ha detto: “Non sei tu quella che sta distruggendo la Fede”, alla fine che ha fatto Gesù?”.

Samanta: “Ti ha fatto aprire il Brano di Ezechiele”.

La Portavoce: “Mi ha fatto aprire il Brano di Ezechiele sulla Chiesa. Chi doveva chiudere l’Incontro? Chi ha cominciato? Il Buon Maestro, Che ci ha guidato. Chi doveva finire? Il Cristo Risorto. Una Perfezione così come la fai, umanamente? Come la guidi?”.

Marzia: “Una cosa è certa: non è che ci possiamo ricordare tutto, tutto quello che è stato detto a tutti quanti, è impossibile”.

La Portavoce: “Ma tu, per capire Quello Che ha detto a te Gesù, se non ci fossero stati gli altri Insegnamenti, donati ad ognuno del gruppo prima, tu non L’avresti capito. Se il Signore fosse partito dall’Insegnamento tuo, non si sarebbe capito. Invece ha cominciato a lavorare, a lavorare, a lavorare, fino a quando è arrivato a te e Tutto ti è diventato Luce e, così, per ognuno di noi”.

Stefano: “Scusa, non possiamo mettere direttamente Quello Che abbiamo scelto a caso sulla Bibbia e poi dai Messaggi e dare le nostre testimonianze?”.

La Portavoce: “Non vuole Questo Gesù. Vuole che Quello Che avete vissuto…”.

Samanta: “Lo testimoniamo”.

Stefano: “Quindi non dobbiamo mettere Quello Che abbiamo letto sulla Bibbia e sui Messaggi?”.

Samanta: “Il Frutto”.

La Portavoce: “Il Frutto di Quello Che a te è rimasto, Quello Che ti ha fatto maturare Gesù cioè, le Risposte che hai avuto attraverso Questo Incontro”.

Angela d. C.: “Si semplifica con una parola: “Sconvolgente”: Quanta Bellezza e Quanta Pace. “Venite a vedere”.

Samanta: “Questi Incontri si devono vivere, per rendersi conto”.
Gesù: “Figli, avvicinatevi a Questo Dono con Pace e Accoglienza, per ricevere l’Essenza dell’Amore del Padre Che, attraverso questi piccoli discepoli, riuniti dal Signore, si è servito di loro, per donare Insegnamenti Spirituali, che sono così Presenti nel vivere una Quotidianità.
Figli, attingete dai Cieli, per camminare sulla Terra e il vostro Respiro crescerà in Santità. E così sia”.

La Portavoce: “Accogliete e meditate. Se avete da chiedere, il Signore non mancherà di tenderci la Mano con la sua Parola”.


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