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Maria: “Madre Santissima, Luce del nostro Cammino Divino, benedici i nostri passi, che conducono alle Porte del nostro Signore Gesù.
Pòniti sempre dinanzi a noi, così che non ci perdiamo.
Dònaci Pace nel cuore e Purezza nell’anima.
Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen”.
"Mia dolce figlia, questa Preghiera, se detta con Amore, vi proteggerà nel vostro Cammino.
Sia per voi inizio di Consacrazione al mattino e alla sera.
Grazie, figlia, per il tuo abbandono.
E così sia”.

991 Luci di Gesù alla Portavoce su Matteo 26, 14-27, 66. 28/03/2026
991 Luci di Gesù alla Portavoce su Matteo 26, 14-27, 66.

Dal Vangelo Secondo San Matteo.

In quel tempo 14 uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. 16 Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo. 17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?”. 18 Ed egli rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19 I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. 20 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21 Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22 Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Signore?”. 23 Ed egli rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. 25 Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”. 20 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21 Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22 Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Signore?”. 23 Ed egli rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. 25 Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”. 26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29 Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”. 30 E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, 32 ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. 33 E Pietro gli disse: “Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai”. 34 Gli disse Gesù: “In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. 35 E Pietro gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli. 36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. 37 E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. 39 E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. 42 E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”. 43 E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. 44 E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”. 47 Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. 49 E subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò. 50 E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!”. Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. 53 Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? 54 Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?”. 55 In quello stesso momento Gesù disse alla folla: “Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. 56 Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono. 57 Or quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. 58 Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione. 59 I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; 60 ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. 61 Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: “Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”. 62 Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?”. 63 Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. 64 “Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo ”. 65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66 che ve ne pare?”. E quelli risposero: “È reo di morte!”. 67 Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, 68 dicendo: “Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?”. 69 Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo!”. 70 Ed egli negò davanti a tutti: “Non capisco che cosa tu voglia dire”. 71 Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era con Gesù, il Nazareno”. 72 Ma egli negò di nuovo giurando: “Non conosco quell’uomo”. 73 Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: “Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!”. 74 Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!”. E subito un gallo cantò. 75 E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. È uscito all’aperto, pianse amaramente. 1 Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. 2 Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato. 3 Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani 4 dicendo: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!”. 5 Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. 6 Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: “Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue”. 7 E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. 8 Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. 9 Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, 10 e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. 11 Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l’interrogò dicendo: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù rispose “Tu lo dici”. 12 E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. 13 Allora Pilato gli disse: “Non senti quante cose attestano contro di te?”. 14 Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore. 15 Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. 16 Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. 17 Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: “Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?”. 18 Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. 19 Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua”. 20 Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. 21 Allora il governatore domandò: “Chi dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba!”. 22 Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. 23 Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”. 24 Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!”. 25 E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”. 26 Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. 27 Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. 28 Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto 29 e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. 30 E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 31 Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. 32 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. 33 Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, 34 gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. 35 Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. 36 E sedutisi, gli facevano la guardia. 37 Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “Questi è Gesù, il re dei Giudei”. 38 Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. 39 E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: 40 “Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!”. 41 Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42 “Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!”. 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. 45 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. 46 Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. 47 Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”. 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. 49 Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!”. 50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò. 51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. 55 C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 56 Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo. 57 Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58 Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato 59 Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60 e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61 Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria. 62 Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: 63 “Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. 64 Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!”. 65 Pilato disse loro: “Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete”. 66 Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia (Matteo 26, 14-27, 66).

Luci sul Vangelo.

Gesù: “L’Evangelista Matteo Vi Ha Reso Testimonianza, Con l’Inizio di un Tradimento, Messo in Atto da Uno dei Dodici, Chiamato Giuda Iscariota, Che Andò a Barattare la Mia Vita per trenta monete d’argento.
Nel Mentre, gli Altri Discepoli si Occupavano di ServirMi, Perché Era il Primo Giorno degli Azzimi e si Doveva Preparare per Mangiare la Pasqua.
Dal Buio. Alla Luce: Come È Sottile il Tradimento. E la Giustizia.
Figlia, ti Benedico. Ti Apro all’Accoglienza, Passo Passo, Ripercorrendo la Mia Cattura, la Mia Sentenza, il Mio Dolore, l’Abbandono al Sacrificio e il Gaudio di Un’Opera di Salvezza.
Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen.
Dopo Aver Mandato i Miei Discepoli in Città, da un Tale, DicendoGLi:
“Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”.
E, Ascoltando Ciò Che Ordinai Loro, Prepararono la Pasqua.
Venuta la Sera, Mi Misi a Mensa con i Dodici e, Mentre Mangiavamo, Dissi:
“In Verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”.
A Sentire Ciò, Essi si Addolorarono e Cominciarono Ognuno a DomandarMi:
“Sono forse io, Signore?”.
Risposi:
“Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà”.
Aggiunsi:
“Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”.
Giuda, il Traditore, disse:
“Rabbì, sono forse io?”.
Gli Risposi:
“Tu l’hai detto”.
Sì, Figlia, Cogli Bene. Quando la Coscienza si Sente Svelata, Come se Fosse Spaventata, prontamente apre bocca per avere conferma e Questo È il Preavviso del Pentimento.
Ma anche la Conseguenza di un Dolore Che Attanaglia, Allontanando la Quiete e la Devastazione Prende il Sopravvento.
Ecco Ciò Che Accade. Quanto la Menzogna Tradisce il Giusto.
Poi, Mentre Mangiavamo, Presi l Pane, Pronunciai la Benedizione e Lo Spezzai, DandoLo ai Discepoli, Dicendo:
“Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”.
Vi Stavo Lasciando la Fame della Giustizia e la Parola della Sazietà.
Poi Presi il Calice e, Dopo Aver Reso Grazie, Lo Diedi Loro, Dicendo:
“Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati”.
Sì, Figlia, l’Adempimento del Padre, Quell’Alleanza Che Parla di Eternità Per i Figli Che Accolgono di Entrare a Far Parte del mio Corpo Mistico, Così da Essere Perdonati e Rivestiti di Un Nuovo Che Riconcilia, l’Appartenenza al Divin Padre: Si È Adempiuto l’Abbraccio della Misericordia Attraverso il Mio: “SÌ”.
Poi Dissi Loro:
“Io non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”.
Sì, Figlia, Vedi Bene. Essi Sono Coloro Che Sono Entrati nella Grazia del Padre, nella Sua Casa, Dove si Adempie alla Luce delle Celebrazioni Celesti, Come un Focolaio di Calore, Che Abbraccia l’Anima, Senza Fine.
Torniamo ad Avanzare.
Dopo Aver Cantato l’Inno, Andammo Verso il Monte degli Ulivi e Dissi Loro:
“Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte”.
Sì, Figlia, il Mio Animo Sapeva a Ciò Che Andavo Incontro, Ma Sono Venuto Per Adempiere le Scritture, a Testimonianza Che Tutto Ciò Che i Padri Hanno Rivelato Doveva Essere Vissuto dal Messia e Quella Notte si Adempirono Queste Parole:
“Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”.
Pietro Mi Disse che Lui non si sarebbe scandalizzato mai di Me.
Con Rammarico, Gli Dissi:
“In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”.
Ma Lui Mi ribadì:
“Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”.
Anche gli Altri Discepoli lo dissero.
Eppure Conoscevano le Scritture. Ma, se Non C’È la Pienezza della Luce, Non si Può Promettere, facendo parole sulle proprie azioni, Perché Nel Divino Non si Conosce Appieno il Giorno Passato, Né il Giorno Futuro.
Per Questo Provavo Compassione per le loro parole.
Andammo in un Podere, Chiamato Getsemani. Gli Dissi:
“Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”.
Presi Con Me Pietro e i Due Figli di Zebbedeo. Cominciai a Provare Tristezza e Angoscia. Dissi Loro:
“La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”.
La Portavoce: “Signore, Ora Vedo il Dire alla Madre dei Figli di Zebbedeo, Quando Gli Annunciasti che il Calice Amaro Lo Avrebbero Bevuto: Li Hai Chiamati Con Te per Vivere Quel Momento di Atroce Tristezza e Angoscia. Chiedevi al Padre:
“Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!”.
Vivevi il Tuo Domani e Quanto Vivere Atroce nella Tua Anma e nel Tuo Corpo.
Ma il Tuo Spirito Era In Ginocchio, Così Come il Prostrarsi della Tua Faccia A Terra.
Allo Stesso Tempo Obbediente al Padre, da DirGli:
“Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”.
Gesù: “Tornato dai Discepoli, Li Trovai Che Dormivano e Dissi a Pietro:
“Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.
Mi Allontanai di Nuovo Per Pregare, Dicendo al Padre:
“Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”.
Tornato di Nuovo, i Miei Discepoli Li Trovai che dormivano di nuovo. Allora, LasciatiLi Lì, Mi Allontanai di Nuovo e Pregai Per la Terza Volta, Ripetendo le Stesse Parole. Mi Avvicinai ai Discepoli e Dissi Loro:
“Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori”.
La Portavoce: “Signore, la Tua Preghiera Apriva il Tuo Cammino. La Via Era Stata Tracciata, Così da Anticipare i Passi Anche ai Tuoi Discepoli.
“Alzatevi e andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”.
Ed ecco Giuda, arrivare con una gran folla, con spade e bastoni, mandati dai sommi sacerdoti e dagli anziani del Popolo. Il Traditore Aveva Dato loro un segnale, dicendo”:
“Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”.
Gesù: “Mi si avvicinò, Mi saluto e disse:
“Salve, Rabbì!”. E lo baciò.
Gli Dissi:
“Amico, per questo sei qui”.
Vedi, Figlia, Come È Stato Raggiunto un Mio Discepolo. Aveva Camminato Con i Miei Insegnamenti. Ma colui che Tenta, Sa come Raggiungere nella debolezza della carne.
Ciò Che È Più Deleterio per gli uomini È il vile denaro: È l’Arma che il maligno usa per Tentare, dove la tentazione diviene astuzia e lusinga e Scavalca Tutti i Valori Umani. Per un pugno di luccichio si È Pronti a Vendere la Propria Anima.
Il Tradimento È Privo d’Amore, Perché Racchiude la Via della Menzogna, della Falsità, dell’Egoismo, dell’Aridità, Fino a Toccare quel Buio, che Acceca e Prende il Sopravvento, Castigando.
Fui Arrestato e, Uno Che Era Con Me, Mise la mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del Sommo Sacerdote, staccandogli l’orecchio. Dissi:
“Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada”.
All’Uomo Non È Dato di Fare Giustizia con le armi, per difendere la Fede. Ecco, Ascoltate Bene:
“Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?”.
Ciò Che Viene da Dio È Sempre Giusto. Non Può l’uomo Cambiare il Corso della Storia della Fede, Perché È la Testimonianza per la Salvezza degli Uomini.
Tutto Doveva Avvenire, Perché si Adempissero le Scritture dei Profeti.
Ciò Fece Fuggire i Discepoli, AbbandonandoMi.
Mi Condussero dal sommo sacerdote Caifa, dove Mi aspettavano riuniti gli scribi e gli anziani.
Pietro Mi Aveva Seguito da lontano e, Entrato nel palazzo del Sommo Sacerdote, si pose a sedere tra i servi.
Mentre i sommi sacerdoti cercavano qualche falsa testimonianza contro di Me, per condannarMi a Morte. Dopo tanti fallimenti, c’erano due, che testimoniarono che avevo dichiarato:
“Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”.
Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?”. Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”.
“Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo”.
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: “Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66 che ve ne pare?”. E quelli risposero: “È reo di morte!”. Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, dicendo: “Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?”.
Gesù: “Vedi, tutto questo interrogarMi Doveva Essere Testimonianza di Riflessione Per Ogni Uomo alla Ricerca della Verità della Luce.
E Non della conoscenza umana.
Cogliete che, se Non ci si Apre alla Luce Spirituale, si Va Incontro a un dire di falsità, senza Costruire Nulla né dentro, né fuori di voi.
Non si legge la Fede con la ragione, perché ognuno parte dal proprio vissuto e dice la sua storia, costruita in base al suo cammino.
Ascoltate! Non cercate sulla terra Ciò Che Potete Trovare Solo sulle Sacre Scritture, Che Vengono dalla Sapienza, dall’Alto: Ve Lo Hanno Rivelato i Padri. Ve L’ho Testimoniato Con la Mia Vita, Affinché Non vi Manchi Nulla.
Tutto Ciò di Cui Avete Bisogno È Inchinarvi Davanti alla Parola e Desiderare Con Cuore Ardente il Cammino della Conversione, Camminando Con i Miei Insegnamenti.
Apritevi al: “Credo”: Sono Con Voi e In Voi.
Vi Chiedo: Ma voi Mi Volete? Mi Cercate? Avete Bisogno di Pace? Di Giusto e di Amore?
Oppure volete vivere la materialità della terra, pensando che la vita è tutta qui, racchiusa in pochi anni di vissuto e nulla più?
Questo Pensiero Oltraggia il Mio Sacrificio Per Voi e Amareggia la Riconoscenza del Dono D’Amore Che il Padre Vi Ha Donato, Per Riavervi Figli Pensati e Amati.
Capiste Questo!”
(27.03.2026 Venerdì. S. Francesco Faà di Bruno. S. Ruperto).


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