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Maria: “Madre Santissima, Luce del nostro Cammino Divino, benedici i nostri passi, che conducono alle Porte del nostro Signore Gesù. Pòniti sempre dinanzi a noi, così che non ci perdiamo. Dònaci Pace nel cuore e Purezza nell’anima. Nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Amen”.
Mia dolce figlia, questa Preghiera, se detta con Amore, vi proteggerà nel vostro Cammino. Sia per voi inizio di Consacrazione al mattino e alla sera. Grazie, figlia, per il tuo abbandono. E così sia”.


724 Luci Donate da Gesù alla Portavoce su Matteo 18, 21-35. 16/09/2023
724 Luci Donate da Gesù alla Portavoce su Matteo 18, 21-35.

Dal Vangelo Secondo San Matteo.

In quel tempo 21 Pietro gli si avvicinò a Gesù e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. 22 E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. 23 A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24 Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25 Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. 26 Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. 27 Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28 Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! 29 Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. 30 Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. 31 Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. 32 Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. 33 Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? 34 E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. 35 Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello” (Matteo 18, 21-35).

Luci sul Vangelo.

La Portavoce: “Davanti alla domanda di Pietro a Gesù, di: “Quante volte dovrò perdonare al mio Fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?”.
E Gesù Gli Rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”.
Quanto deve entrare a far parte di noi il Perdono nella nostra vita.
Non si può camminare avendo il rancore e l’ira nei nostri cuori, visto che fanno parte dell’abominio. E se questo è, come possiamo vivere, respirare e sperare ad entrare a far parte della Via dell’Amore?
Poi Gesù Racconta Loro che il Regno dei Cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.
Gli fu presentato un debitore di diecimila talenti. Ma non avendo costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui, con la moglie, con i figli e quanto possedeva e saldasse così il debito.
Ma quando quel servo si gettò a terra, supplicandolo di avere pazienza con lui, perché gli avrebbe restituito ogni cosa, il Padrone, impietositosi del servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Ed ecco un Padrone Che chiede il Giusto del Patto fatto ma, avendo in Cuor Suo non soltanto il Giusto, ma anche l’Amore, non punisce, ma Soccorre.
Del Dono Fatto ci si aspetta che uno Ne faccia Tesoro e Lo applichi come Mano Tesa agli altri.
Ma ciò non è stato di questo servo tant’è che, a sua volta, c’era un servo che doveva a lui cento denari e, nonostante che questo servo gli chiese tempo, perché non li aveva da restituire, non volle esaudirlo e lo fece gettare in carcere, finché non avesse pagato il debito.
C’erano Altri Servi che, Addolorati per quanto avevano visto, lo andarono a riferire al loro Padrone.
Il Padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, Io ti ho condonato tutto il debito perché Mi hai pregato”.
Il Cogliere come la malvagità ti condanna e non muove a compassione e non rientra nel Giusto del Padrone, per questo, mai mostrarti per ciò che non sei, perché Quel Padrone, Che sa tutto e tutto Gli viene ripresentato: è come Cogliere il Padre Che Opera nel Giusto di Aprirti le Braccia e di Donarti la Possibilità.
Ma poi ti mette a Guardia dei Suoi Angeli, Che, seguono il tuo cammino e tutto riportano a Quel Padre perché non vada sprecato Quel Dono con l’inganno, perché si esce da Quell’Amore.
E Quel Padre non può fare altro che richiamarti con un Rimprovero, dandoti Luce su cosa hai fatto e giudicarti per ciò che sei.
Di fatto il Padrone, Sdegnato, lo diede in mano agli aguzzini, finché non Gli avesse Restituito tutto il dovuto.
Ed è Ciò Che Quel Padre, Dice Gesù: “Così anche il Mio Padre Celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di Cuore al vostro Fratello”.
Capissimo che l’ipocrisia è un’arma che gli uomini troppo spesso usano a loro vantaggio. Ma prima o poi si viene smascherati, perché verrà fuori il frutto di ogni cuore che punisce e fa male”
(15.09.2023 Venerdì. Beata Vergine Maria Addolorata. S. Nicomede, Martire. S. Porfirio, Martire).


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